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Nessun caso regolamentare all’Oaka. Il successo dell’Olimpia è legittimo e senza alcun ombra

Altro giro, altro regalo direbbero alcuni. Ma in realtà ad Oaka non è accaduto nulla di particolare.

Il paventato reclamo del Panathinaikos per la presunta sparizione di 14″ sul cronometro dell’ultimo quarto, in occasione della gara di Turkish Airlines Euroleague vinta dai milanesi, avrebbe potuto rappresentare un caso regolamentare che, come da nostra consuetudine, abbiamo voluto chiarire con chi conosce la materia alla perfezione, avendo alle spalle una notevole carriera da arbitro.

Eurodevotion non si occupa degli arbitri e dei loro fischi, materia che lasciano volentieri ad altri, ma trattando di questo torneo ampiamente, sente la necessità di chiarire i termini regolamentari una volta messi in discussione, da qualunque sponda possa arrivare il dubbio.

Ed allora, come sempre, ci siamo rivolti a Silvio Corrias, ex fischietto internazionale, oggi responsabile di http://www.weref.it, il quale, al solito disponibile e cortese come pochi, ci ha illustrato l’accaduto con grandissima chiarezza, togliendoci ogni dubbio a riguardo.

I FATTI

2’02” dell’ultimo quarto quando Nick Calathes segna in penetrazione (il punteggio non conta, non riguarda la questione). La palla esce dalla retina a 2’01” e, terminando la sua caduta verso il parquet, rimbalza accidentalmente sulle gambe di Thanasis Antetokounmpo e dello stesso Calathes. Se ne vanno alcuni secondi, presumibilmente 3 o 4, prima che l’arbitro sotto il canestro, lo spagnolo Juan Carlos Garcia (primo fischietto della gara) consegni la palla a Jeff Brooks per la rimessa, segnalando ad Antetokounmpo di non calpestare la riga di fondo mentre ostacola la rimessa stessa, con il solito eloquente gesto che si usa in questi casi.

La palla viene rimessa in gioco ad 1’50”, con passaggio a Jerrells che inizia il possesso milanese. Ad 1’48” arriva il fischio dello stesso Garcia che va a consultarsi con il collega Piotr Pastusiak davanti  al tavolo. Dopo una rapida “review” viene confermato il possesso milanese, con rimessa sul prolungamento della propria linea del tiro libero, dopo una spiegazione dovuta al coach del Panathinaikos, Giorgios Vovoras. Il tabellone dei 24″ viene riposizionato a 22″, con quindi 6″ per passare la metà campo.

IL RECLAMO

Lo staff dei “greens” anche attraverso i propri dirigenti nel post partita, lamenta il danno subito per la presunta sparizione di 14″, da 2’02” ad 1’48”, quando viene ripreso il gioco con la seconda rimessa Olimpia. La cosa viene notata dal pubblico, cosa che la rende differente, solo a livello di accadimento, da quanto avvenuto ad esempio a Mosca in occasione del problema dei 24″ tra CSKA e Khimki.

IL REGOLAMENTO

Non vi è alcuna infrazione ed alcun tipo di possibile errore tecnico per le seguenti ragioni.

  • Solo dopo lo scoccare dei 2’00” sul cronometro dell’ultimo quarto o del supplementare vi è obbligo di arrestare il cronometro dopo il canestro.
  • Il contatto del pallone con le gambe dei due giocatori greci è del tutto accidentale, quindi non vi sono estremi per l’eventuale fallo tecnico.
  • Il tempo che trascorre tra l’uscita della palla dalla retina (2’01”) e la rimessa biancorossa può considerarsi  abbastanza fisiologico.

LA VALUTAZIONE

Si può tranquillamente sostenere che, in mancanza di alcun errore di applicazione del regolamento, vi sia però stata una scarsa sensibilità da parte dell’arbitro nel non arrestare il gioco. Si sarebbe potuto considerare che, visto il contatto del pallone con le gambe dei due giocatori greci, un ritardo vi sarebbe stato. Questione però di sola interpretazione arbitrale, senza alcun appiglio regolamentare in grado di dare vita ad un reclamo. Il danno eventuale, peraltro, non si può certo pensare che sia stato subito solo dal Panathinaikos, poiché non vi è nessuna dimostrazione che ciò non sia avvenuto per l’Olimpia.

In sostanza, quindi, niente di anomalo e contro il regolamento, ma solo una decisione arbitrale come un’altra. Nessun caso e successo milanese senza alcuna ombra.

Grazie a Silvio Corrias ed a http://www.weref.it per l’abituale cortese collaborazione.

 

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