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Il Baskonia è il “nuovo” che avanza. Espugnata allo scadere Tel-Aviv

Il Baskonia non smette di stupire. La compagine basca, dopo aver avuto la meglio di un CSKA Mosca apparso in lieve calo nello scorso turno di Turkish Airnlines Euroleague, con carattere e cuore espugna la Menora Mivtachim Arena di Tel-Aviv tana del Maccabi guidato da coach Ioannis Sfairopoulos. Dopo quasi 40′ di gioco pressocché dominati dai padroni di casa, è fondamentale la crescita di Tornike Shengeila e soci negli ultimi 15′ di partita in entrambe le fasi di gioco per spazzare via le certezze della compagine israeliana, costretta a fermarsi dopo la grande prova di carattere messa in mostra proprio la settimana scorsa con la rimonta a Istanbul contro il Dogus Darussafaka di Toney Douglas e soci.

Andiamo, di seguito, ad analizzare con la nostra consueta analisi in 5 punti lo spettacolo andato in scena nel match tra Maccabi e Baskonia, terminato con il punteggio finale di 79-81.

  • 45. I punti incassati nel secondo tempo dalla difesa del Maccabi, apparsa alla Doctor Jekyll e Mr. Hyde dopo l’intervallo lungo. Coach Sfairopoulos non è riuscito a contenere lo strapotere offensivo messo in mostra dagli uomini di coach Perasovic specie nell’ultimo parziale, che ha messo in evidenza tutta la stanchezza e le mancate rotazioni efficienti sul lato debole ammirate nel primo tempo e che ha fruttato soltanto 36 punti subiti dagli avversari. 27 punti incassati dal Maccabi nell’ultimo parziale dopo essere stati avanti nel punteggio anche di 18 lunghezze in questo match sono davvero troppi per puntare in alto in Eurolega.
  • Efficienza dal perimetro decisiva per la rimonta del Baskonia. Marcelinho Huertas ad impostare il gioco e al resto ci pensano l’esperienza di Matt Janning e il killer instinct di Darrun Hilliard e la lucidità di Luca Vildoza. I tre cestisti baschi ammazzano la partita dall’arco, dando segnali incisivi di rimonta dalla distanza. Il loro apporto combinato da 11/20 da 3 punti in questo match si rivela fondamentale per il Baskonia, che smuove così le certezze di un Maccabi sprecone nel finale.
  • Vincent Poirier vince ai punti contro Alex Tyus. No, non è il verdetto di un match di boxe, ma la vera lotta sotto le plance emersa dopo i 40′ di Tel-Aviv. Partita strepitosa del francese capace non solo di far registrare una doppia-doppia da 12 punti e 12 rimbalzi, bensì è lui l’uomo che mette la firma sul match con una schiacciata poderosa che chiude la contesa a circa 8” dal termine. Il capitano del Maccabi prova a contrastare le lunghe leve del big man del Baskonia, ma non incide in difesa nei momenti cruciali del match.
  • Tornike Shengeila. L’80% del gioco dei baschi passa dalle sue mani e il suo talento non tradisce mai le aspettative. L’esterno georgiano firma a Tel-Aviv una prestazione da 20 punti e 5 assist in 31′ di gioco, smistando i palloni decisivi per la tripla del pareggio di Hilliard e ha trascinato i suoi da una rimonta di quasi 20 punti in 15′. Se c’è un giocatore da tenere d’occhio fino alla fine del torneo è il guerriero georgiano, a noi noto per rimonte simili già da Eurobasket 2017.
  • Difesa efficiente nell’ultimo possesso per il Baskonia. Velimir Perasovic sapeva bene che il gioco sulla rimessa finale doveva essere organizzato per la stella del Maccabi Scottie Wilbekin (13 punti, 5 assist e 2 rimbalzi in questo match). Decide dunque di utilizzare i suoi due lunghi raddoppiando  l’ex Darussafaka. Non c’è più il tempo dunque per concludere e i baschi conquistano così il successo. Sarà pure questione di fortuna come rivelato dal coach del Baskonia al termine del match, ma in difesa la compagine basca non ha sbagliato più una lettura negli ultimi 15′. La difesa fa vincere le partite. È questo il “nuovo” punto cardine che avanza in casa Baskonia.
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