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Khimki in corsa anche senza Shved. Pascual deve rivedere il suo Pana

Il Khimki è tornato. Nel decimo turno di regular season della Turkish Airlines Euroleague, la compagine russa inanella il suo terzo successo consecutivo nella massima competizione europea dopo il doppio turno vissuto la settimana scorsa.  Dopo le vittorie con Buducnost e Zalgiris Kaunas, la compagine russa guidata da coach Bartzokas ha fatto sua la partita anche contro il Panathinaikos apparso ancora una volta incostante e incapace di riprendere in mano le redini di una stagione che potrebbe vederla come una delle mine vaganti del torneo. Nonostante l’assenza della stella Alexey Shved i russi hanno imposto il loro ritmo specie in difesa, dove hanno limitato la compagine ellenica nel terzo quarto in entrambe le fasi di gioco.

Andiamo, di seguito, ad analizzare il match Khimki-Panathinaikos con la nostra consueta analisi in 5 punti:

  • 7. I punti incassati nel terzo quarto dal Khimki. La compagine russa dopo aver dato il primo piccolo allungo nel primo quarto (29-25 dopo i primi 10′), mette la propria firma sul match aumentando il ritmo in difesa. Nonostante in attacco non sia stato sempre agevole trovare il canestro con continuità, coach Bartzokas ha costruito il suo successo nella propria metà campo anche contro un back-court intrigante come quello formato da Nick Calathes e Keith Langford (misera prestazione da 2 punti per il primo e ben 17 per l’ex Olimpia Milano).
  • James Gist tiene a galla il Pana sotto le plance. La compagine ellenica resta aggrappata alla partita anche grazie all’apporto sotto le plance del lungo americano, che giganteggia contro i più quotati Jordan Mickey e Charles Jenkins. I suoi 9 rimbalzi contribiuscono all’unico dato confortante che ha aiutato il Panathinaikos in questo match. Sono ben 32 i palloni tirati giù dai lunghi greci contro i 28 del Khimki.
  • Gestione palla differente e fondamentale in questo match. Il Khimki gioca e rischia coralmente, mentre il Panathinaikos ha puntato esclusivamente sull’individualità pagando a caro prezzo al cospetto della difesa ben organizzata da coach Georgios Bartzokas. Nonostante le ben 13 palle perse dai padroni di casa, ben 24 sono gli assist per un tiro preso dal Khimki. Per il Pana misero bottino da 14 assist totali in questo match con solo 2 palloni decisivi smistati da Calathes per i compagni.
  • Qualità di tiro decisamente differente. La gestione individuale e la grande difesa espressa dal Khimki hanno influenzato le percentuali al tiro della compagine ospite. Troppo poco il 40% da 2 punti e il 33.3% da 3 punti contro il 65% da 2 punti e il 35% dall’arco espresso dai padroni di casa. La differenza della gestione palla e delle poche rotazioni a disposizione dei ‘Verdi‘ di Atene hanno inciso nell’economia globale del match.
  • Anthony Gill. Senza Shved, il Khimki ha il suo fattore decisivo in Eurolega. L’ala americana continua a mostrare i notevoli miglioramenti rispetto all’inizio della stagione e domina il confronto con il Panathinaikos con una prestazione da 21 punti, 5 rimbalzi e 2 assist. La sua energia sotto le plance e la sua leadership nelle fasi cruciali dell’incontro lo rendono in questo momento elemento imprescindibile della rinascita del Khimki, alla terza vittoria consecutiva e alla caccia di una risalita ora decisamente alla portata.

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