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Obradovic dice 300 ed il Fenerbahce vince in totale controllo

Settimo sigillo della corazzata turca in una gara controllata dall’inizio alla fine senza grossi patemi, se si esclude il parziale del secondo quarto vinto  dagli ospiti del Darussafaka (21-27) ed un mini tentativo di rientro ad inizio terza frazione di gioco.

Francamente troppa la differenza tra le due squadre, ad ogni livello: coach, roster, tecnica, profondità e capacità di stare nella gap per tutti i 40 minuti.

Le 300 vittorie sulla panchina del Fenerbahce di Coach Zeljko sono state accompagnate dalla 200ma tripla in carriera di Ali Muhammed (o Bobby Dixon che dir si voglia).

I nostri abituali 5 punti, a partire da Kostas Sloukas, tema decisamente importante in casa Fenerbahce.

  • Il nativo di Salonicco, che ha 28 anni ha in bacheca una straordinaria continuità di presenza e vittorie (3) in questo torneo, è la chiave della squadra turca attualmente. Chiaro che l’infortunio di Ennis abbia tolto rotazione in quel ruolo e, di conseguenza, si temeva potesse avere ripercussioni sul minutaggio della “combo” greca. Al momento gioca 26’57” a gara contro i 24’38” di media dello scorso anno (regular season), con cifre sempre eccellenti ed un PIR in netta crescita (16,1 contro 12,6). Ieri sera il giocatore di casa rimasto in campo di più è stato Duverioglu, con 20’28”: 11 uomini con almeno 14’14” (Datome il meno utilizzato) dicono di un’ottima situazione nell’ottica degli impegni di giovedì a Tel Aviv e sabato in patria contro l’ambizioso Tofas Bursa. Poter gestire così è manna dal cielo, non solo per il fondamentale Sloukas.
  • Quello che impressiona maggiormente della squadra di Obradovic è che pare essere abbastanza lontana dal miglior rendimento, quindi con margini di miglioramento pressoché assoluti. Il tutto in una gara in cui si tira il 45% da tre, su ben bilanciati 20 tentativi, ed un perfetto 66,7% da due, su 42 tentativi.
  • Se si vuole trovare una pecca nelle prime 8 gare dei vice-campioni di Eurolega, quella è sicuramente legata ad alcuni passaggi a vuoto difensivi che non sono una novità in questa stagione. 78,5 punti subiti a serata contro i 76,11 di media della scorsa stagione non sono una grandissima differenza, ma dicono qualcosa soprattutto a livello di “momenti”. Lo ha sottolineato lo stesso Coach, indicando nella risoluzione di alcuni problemi difensivi la positività della seconda parte del match.
  • Il Darussaffaka conferma purtroppo le difficoltà che si ipotizzavano ad inizio stagione e che non si vede, attualmente, come possano essere risolte con questo roster. Manca parecchio per essere a livello anche della 10-12ma di questo torneo e la competitività può derivare solo da grandi distrazioni altrui se non dalle sfide con chi è attrezzato più o meno allo stesso modo (Buducnost e Gran Canaria).
  • Joffrey Lauvergne è un signor giocatore di pallacanestro e non lo scopriamo certamente oggi. Oltretutto dotato di quella capacità di leggere i momenti della gara e di cavalcare la situazione mentale con aggressività in grado di trascinare compagni e pubblico. Sta crescendo come numeri ma, soprattutto, lo sta facendo come inserimento in un sistema che sappiamo bene richiedere parecchio. Resta tipologia di atleta che, quando le cose conteranno il doppio da aprile in poi, potrà essere assolutamente determinante.

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