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Il sistema-Jasikevicius regge contro il Real Madrid per tre quarti e mezzo, Zalgiris battuto nel finale

Lo Zalgiris Kaunas di Sarunas Jasikevicius ci ha provato, e non c’è andato neanche tanto lontano. La compagine lituana, sorpresa della scorsa stagione, era chiamata alla difficile impresa di fermare il Real Madrid, probabilmente la squadra più forte e attrezzata d’Europa in questo momento. I padroni di casa, sospinti dal proprio pubblico, sono riusciti a tenere testa al prestigioso rivale per tre quarti e mezzo, quando Pablo Laso e i suoi, con monta pazienza, sono riusciti a far saltare gli schemi dei rivali e a portare a casa un’importante vittoria che li mantiene imbattuti, come il CSKA.

Analizziamo il 79-90 della Zalgirio Arena attraverso i consueti cinque punti di analisi.

  • La zona-Jasikevicius. Nella pallacanestro moderna, dove la tripla abbonda, lo Zalgiris del genio lituano tocca una “terra di nessuno”, un territorio inesplorato, la “zona-Jasikevicius”. Lo Zalgiris, infatti, durante il primo eccellente quarto, chiuso in vantaggio per 32-18, ha messo a segno 14/19 tiri da due e la sola tripla lanciata in dieci minuti. Mentre tutte le squadre tendono a tirare o da oltre l’arco o dal pitturato, basta dare un’occhiata alla shooting chart per rendersi conto dell’anomalia dello Zalgiris: tutta una serie di tiri dalla mezza distanza, in questa zona tra il pitturato e la linea dei 6.75. È lì che i lituani sono più pericolosi, esplorando altre vie. In tutta la partita, infatti, lo Zalgiris ha tirato solo nove triple (mettendole a segno quattro), la metà delle quali negli ultimi minuti di gioco per cercare di rifarsi sotto dopo essere passati in svantaggio.
A sinistra, i tiri effettuati dallo Zalgiris contro il Real Madrid – Euroleague.net
  • Miglioramento difensivo dei blancos. Dopo aver incassato 32 punti nel primo quarto, Pablo Laso ha saputo aggiustare la sua squadra per contenere i rivali. Lo Zalgiris, infatti, è poi riuscito a mettere a segno solo 47 punti nei tre successivi quarti. La forza dei campioni in carica è anche questa: il roster a disposizione è versatile, permette soluzioni di ogni tipo e i giocatori agiscono per il bene collettivo.
  • Real Madrid, padrone del pitturato. Con lunghi del calibro di Walter Tavares, Gustavo Ayón o Anthony Randolph tra le fila del Real Madrid, lo Zalgiris di Jasikevicius non ci ha neanche provato a competere sotto canestro, vivendo sulla mezza distanza a loro più congeniale. Limitando le penetrazioni verso il ferro, lo Zalgiris ha provocato pochissimi falli da parte del Real Madrid, e tirato solo 10 tiri liberi (mettendone a segno cinque). Ayón è risultato il migliore in campo, con 13 punti, 10 rimbalzi, 4 assist, 3 recuperi, 8 falli ricevuti e 30 di valutazione. Il centro messicano è stato l’MVP della quinta giornata di Eurolega.
  • Nate Wolters, il ‘tuttofare’ dello Zalgiris. Il playmaker americano ex Milwaukee Bucks si è calato alla perfezione nei non sempre evidenti schemi dello Zalgiris. Appena arrivato alla corte di Jasikevicius, dopo l’ultima stagione iniziata tra Utah Jazz e la sua squadra di G-League con un two-way contract e terminata in Francia, il giocatore ha dimostrato un incredibile spirito di adattamento e intelligenza nello stare in campo. A Kaunas, grazie a Wolters, hanno già dimenticato Kevin Pangos, partito verso il Barcellona. Anche contro il Real Madrid, Wolters ha messo a segno 16 punti, 5 assist e 3 rimbalzi.
  • Il miglior Rudy Fernández e il parziale a favore del Real Madrid. I blancos sono riusciti a ribaltare il risultato dal 71-64 per lo Zalgiris di inizio dell’ultimo quarto fino a vincere di 11, quindi terminando la partita con un parziale di 5-26. Assieme a Gustavo Ayón sotto canestro, l’altro artefice della rimonta è stato Rudy Fernández, capace di offrire la sua miglior versione, con triple micidiali che hanno tagliato le gambe agli avversari. L’ala spagnola ha chiuso con 15 punti e un notevole 5/7 in triple.

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