Interviste

Ergin Ataman: Olimpia ed Efes sono sinora le due squadre cresciute maggiormente, ma la stagione è lunga. Pianigiani appartiene all’élite europea degli allenatori

A poche ore dalla sfida del Forum abbiamo incontrato Coach Ergin Ataman, subito dopo la seduta di tiro mattutina.

Le tematiche riguardanti la partita di stasera sono solo un’anticipazione di un viaggio a 360° nel mondo del basket del coach turco, che vi proporremo nei prossimi giorni.

– Efes ed Olimpia arrivano a questa gara con un record di 3-1 ed un clamoroso miglioramento rispetto allo scorso anno, quando si trovavano, rispettivamente, 0-4 ed 1-3: sono le due squadre che hanno fatto il salto di qualità maggiore nel lotto delle partecipanti?

Sì, al momento attuale certamente, ma la stagione è lunga e bisogna stare in alto alla fine, più che all’inizio. L’anno scorso, scherzando, dissi a Pianigiani «giochiamo la finale per l’ultimo posto…».

Guardando alla tua squadra, non ci sono statistiche in cui eccellete particolarmente, ma il prodotto finale sinora è molto positivo. Molto bene nel tiro da tre, meno a rimbalzo…

La mia filosofia è quella legata ad un basket non complicato, che crede nella chimica di squadra, quello che sinora abbiamo avuto. E se guardo a Milano, ti dico che Olimpia ed Efes giocano secondo gli stessi principi. Stessa filosofia e stessa strategia con poche differenze. Sì, è vero, dobbiamo migliorare a rimbalzo e nella difesa in 1vs1, per avere più contropiede, che ne è naturale conseguenza. Sono tre concetti assai legati tra loro. Andiamo poco in “low post”, ma diciamo la verità, chi ci va oggi?

Tornando a quei numeri ed alla gara di stasera, il tiro da 3 potrebbe giocare un ruolo decisivo. Milano è sicuramente squadra perimetrale se ce n’è una, tirando 27,25 volte  a gara (terza in EL) mentre voi lo fate solo 20,75 volte (10mo posto). Però se si passa alle percentuali  voi siete perfetti, col 50,6% che vi pone al primo posto, mentre Milano ha il 36,7% ed è settima. In pratica, tirate 7 volte meno dell’Olimpia ma segnate qualcosina di più (10,5 vs 10). Sarà fattore fondamentale e dove si differenziano le due squadre nella ricerca della soluzione dall’arco?

Non c’è tanta differenza nella ricerca di questa conclusione, però io prediligo un ritmo più controllato, in cui non si tiri nei primi secondi, non si forzi mai e non si cerchi la prima conclusione possibile in transizione. In sostanza credo nella ricerca dell’uomo libero attraverso un ritmo che sia sotto controllo.

Shane Larkin vs Mike James è uno dei duelli potenzialmente più intriganti del torneo. Il secondo sta facendo faville, mentre il primo, straordinario col Baskonia due anni fa, sembra faticare con 18’09” di impiego, il 42,9% sia da due che da tre e, forse la voce più eclatante, solo 7 triple tentate in 4 gare, praticamente una ogni 10 minuti. Cosa e quanto manca per vedere il Larkin dominatore?

I numeri di Larkin sono figli della scorsa stagione, in cui fu backup nei Celtics, senza che gli fosse chiesto di concludere ripetutamente e come prima opzione. Deve riadattarsi al nuovo ruolo per tornare quello che dominava in EL, ci vuole un po’ di tempo. Poi considera che Balbay e Micic sono tornati dalle nazionali in grande forma, mentre Shane ha perso almeno tre settimane di preseason per ragioni varie. Mike James viene dall’Eurolega, ne conosce i ritmi e le situazioni fin dalla scorsa stagione ed anche in precedenza, quindi ha avuto meno bisogno di adattarsi.

La gestione dei minutaggi è molto differente tra te e Pianigiani: voi avete 8 giocatori tra i 17′ ed i 26′, mentre Milano ne ha tre (MJ, Nedovic e Micov) che superano abbondantemente i 30′ di impiego. E’ differenza di filosofie o semplicemente adattamento alle caratteristiche del proprio roster?

Simone (Pianigiani) è stato mio assistente tanto tempo fa e conosce i miei principi. Tra i quali c’è quello di prediligere rotazioni in cui ci sono 6/7 titolari ed altri con un ruolo diverso. Oggi faccio così perché la situazione attuale mi permette di avere un miglior rendimento di squadra in questo modo.  Ma sia chiaro che è più semplice avere ruoli ben determinati, mentre ruotare 11-12 giocatori è molto più complesso. I suoi tre giocatori oltre i 30 minuti sono ben integrati nel sistema di EL e non necessitano di adattamento, sono mentalmente molto pronti. Ad esempio, però, Beaubois, Micic e Moermann hanno giocato tutto il secondo tempo della vittoria contro il Fenerbahce, quindi andiamo anche noi in quella direzione.

– MJ è giocatore di p&r eccellente, forse uno dei primi 5 attaccanti in EL da questo punto di vista. Finora nessuno, né in Italia, né in EL è riuscito a limitarlo in questo senso. Il raddoppio con blitz di Dunston è una delle mosse che potrebbero metterlo in difficoltà, come accadde in una gara di Supercoppa contro Brescia per alcuni, brevi tratti?

La mia filosofia sul pick and roll non prevede raddoppi, ma valuterò le opzioni leggendo la gara, quindi nulla è escluso.

Hai accennato a Pianigiani: è coach che ritieni appartenga all’élite europea?

Assolutamente sì, lo dicono i risultati.

– Questo perché ha avuto un maestro come Ataman…?

(Risata) Tutti impariamo da quelli con cui lavoriamo, poi durante la nostra carriera aggiungiamo il frutto delle nostre esperienze e del nostro lavoro. Simone è bravo.

– Ora Coach andate a fare tiro?

No, già fatto presto stamattina. Tra i tanti problemi che ti crea la stagione di Eurolega c’è anche quello del fuso. Ora abbiamo due ore e stasera l’inizio gara per noi sarà alle 2245.

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