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Mike James MVP ed Ergin Ataman miglior allenatore. Dopo quattro turni è provocazione o realtà?

Tre settimane, quattro giornate giocate ed un quinto turno che presenta una sfida che pochi avrebbero immaginato così affascinante: Olimpia ed Efes si troveranno venerdì con un record di 3-1 che vuol dire essere dietro soltanto ai “soliti noti”, ovvero Real Madrid e Cska, dominatori delle prime due stagioni regolari dell’Eurolega col nuovo formato.  Chi vince si affaccia al paradiso, in vista di un turno successivo ancor più accattivante: milanesi che attenderanno il CSKA sognando la gloria e turchi in trasferta non certo impossibile a Gran Canaria.

Un anno fa, dopo quattro turni, Milano era desolatamente 1-3, con una vittoria tecnicamente assai misera contro Barcellona, mentre l’Efes, 0-4, era sulla strada che portò poi all’esonero di Perasovic sul 3-9 dopo 12 gare. A fine stagione le due squadre si ritrovarono desolatamente, e meritatamente, ultime con un record combinato di 17-43 (10-20 e 7-23 rispettivamente), con la sinistra coincidenza dei punti subiti globali, 2530 che ne facevano le due peggiori difese del torneo a 84,3 subiti (come il Maccabi).

Ed è proprio tra le due protagoniste della sfida del Forum che ritroviamo due attori che stanno rendendo il film di questa stagione assai godibile: Mike James in campo da una parte, Ergin Ataman in panchina dall’altra.

ataman

Sono il meglio nei rispettivi ruoli sinora? Può suonare come provocazione, ma lontano dalla realtà non lo è di certo, come dicono i numeri ed i fatti.

La “combo” milanese ha numeri già di per sé notevoli, sebbene non sia tutto. 15/28 (53,6%) da due, meno eclatante il 10/33 (30,3%) da tre, 21/26 (80,8%) dalla lunetta, 6,3 assist, solo 2,25 perse, 1 recupero e 20,3 di media. E’ quarto nel PIR, dietro solo a Veselj, Shved e De Colo, terzo nei punti, superato solo da Shved e Wilbekin, terzo negli assist, distanziato solo da Calathes e Shved, ed infine diciottesimo nel rapporto assist/perse, con un buonissimo 277,78%, che diventa eccellente se si pensa alla mole di responsabilità che si prende in campo.

Se volgiamo paragonarlo al suo predecessore nel ruolo, Andrew Goudelock, la faccenda diventa spietata per quest’ultimo. 12/23 (54,1%) da due, 5/16 (31,2%) da tre, 2 assist,  2 perse ed 1 recupero, per 15,3 punti. Il tutto nelle prime tre gare, prima di saltare, ironia della sorte, la prima vittoria della scorsa stagione contro il Barcellona.

La Milano di James è 3-1 segnando 86,75 e subendone 79,25, quella di Goudelock (1-3) ne metteva a referto 84,5, concedendone 89,75. Chi segnò di meno nelle prime quattro gare contro la squadra di Pianigiani fu proprio il già citato Barça (74), nella notte dell’assenza di Drew.

Cerchiamo di vederla a 360°: James ha Nedovic e Brooks di fianco, mentre Goudelock aveva Theodore e Jefferson. Questo basterebbe a far capire tante cose ed a non dare giudizi troppo severi verso l’AG0 milanese, tuttavia l’impressione netta riguarda la leadership totale, spesso perfino esagerata nell’assunzione di responsabilità, che ha trasformato una squadra titubante e convinta di perdere giocando bene (falso!!!) in una compagine compatta, sicuramente molto più forte nel roster, solida e convinta di quello che fa. Merito della trasformazione va certamente anche al coach, ma restiamo convinti che senza MJ la vallata sarebbe ben più oscura. E quello che viene notato di meno, ma ci impressione molto di più, è la capacità di coinvolgere i compagni su ogni lato del campo, grazie ad una forza nelle braccia che permette di disegnare traiettorie e percorrere distanze che molti passatori nemmeno sognano.

Ergin Ataman è un coach sognatore, esperto e, forse, non abbastanza giramondo. L’amore per la patria e la famiglia lo ha portato in passato a rifiutare offerte all’estero che ne avrebbero arricchito una bacheca già di per sé notevole.

Il cambiamento del suo Efes è straordinario sinora. «Fatemi lavorare in preseason e vi darò una squadra da Playoff» ci disse quest’estate. Le premesse ci sono tutte ed il coach che promise una coppa a Siena 17 anni fa, tra i sorrisi compiaciuti dei presenti (poi trasformatisi in applausi) sta facendo un lavoro perfetto.

Due W importanti in altrettante trasferte (Bayern da dominatore alla prima, Khimki col miracolo di Balbay alla terza) e la splendida vittoria contro il Fenerbahce nell’ultimo turno, in una sfida che è già rivalità, dopo i tre successi consecutivi contro Obradovic. Unico stop contro lo Zalgiris.

Che l’Efes avesse lavorato bene sul mercato si sapeva. Tanti innesti importanti, Larkin e Beaubois su tutti, ed un roster che necessitava di lavoro e di stare insieme. L’anima turca cercata sul mercato, anche a causa del regolamento in patria, non è da sottovalutare. Vi erano dubbi sulla tenuta difensiva, che non è ancora eccellente ma che sta facendo passi da gigante. I turchi non sono ancora una squadra che vince subendo un canestro in meno, ma neanche quella obbligata a segnarne uno in più.

E, come per Mike James e l’Olimpia, quello che impressiona è la leadership assoluta del coach e l’impatto su squadra ed ambiente. Controllo totale e perfetta sintonia con quanto promesso in estate, dopo la già positiva seconda parte di stagione scorsa.

Chi sta facendo meglio di Mike James? Forse Veselj e De Colo, ma l’impatto sulle loro squadre, che sono più forti dell’Olimpia,  non è al momento paragonabile a quello del campione nato nell’Oregon.

Chi sta facendo meglio di Ergin Ataman? Forse Laso, col suo Real perfetto (96,5 segnati e 78 subiti nel 4-0 attuale), che però ha squadra ben oltre i valori dell’Efes. Forse Jasikevicius, che continua ad essere sopra la media e non di poco. Forse Itoudis, il cui CSKA gioca una pallacanestro celestiale come sempre. Ma anche qui vale il discorso di James: nel contesto della propria squadra, il salto in alto attuale è cosa che va imputata assolutamente a coach Ataman.

Quattro gare soltanto, ma due nomi, per ora su tutti: Mike James ed Ergin Ataman. Sicuri che sia solo una provocazione?

 

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