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Straordinaria prova del Real di Pablo Laso: un ottimo Baskonia deve arrendersi

Un’altra stupenda notte di Eurolega. Non c’è modo di definire altrimenti quando andato in scena al Wizink Center di Madrid tra Real e Baskonia.

Gara in equilibrio fino agli ultimi minuti del terzo quarto, quando una sterzata madrilena ha creato quel divario che i baschi non hanno saputo più ridurre. Spettacolo di alto livello poiché sia come concetto di squadra che come talento individuale, si è visto veramente molto: impossibile non restarne ammaliati.

Decine di giocate individuali superbe si sono perfettamente integrate nel contesto di due squadre per cui, alla fine, 18 punti di scarto sono veritieri fino ad un certo punto.

I 5 punti di Eurodevotion, ricavati da uno spettacolo notevole.

  • Pablo Laso è definitivamente entrato nel ristrettissimo gruppo dei grandissimi coach di questa competizione: Obradovic, Itoudis e Blatt oggi hanno un compagno per il poker. In un ambiente come quello “blancos” in cui sempre e comunque lo status del club sarà più importante di quello del singolo, coach o giocatore che sia (vale altrettanto per il calcio), il nativo, ironia della sorte ieri,  di Vitoria ha perfettamente in mano squadra e partita, come già avvenuto a Milano due giorni prima. Il vero cambiamento? Quella maniacale attenzione al dettaglio che  ha separato per anni Obradovic da tutti gli altri pretendenti al trono. Attenzione, perché quel trono è già stato di Laso nel 2015 e nel 2018. “And counting”? Un piccolo dettaglio, che poi piccolo non è: si può notare come l’inglese del coach sia clamorosamente migliorato negli anni, oggi fluente come quello di pochi altri colleghi. Quanto questa cosa sia apprezzata dai giocatori (USA in primis) è arcinoto. Una finestra sul futuro, magari oltre l’oceano?
  • Toko Shengelia e la “posterizzazione”di Gustavo Ayon. Senza parole per il clamoroso gesto del campione georgiano a fine terzo quarto. Sarà dura trovare qualcosa di meglio nell’annata a livello di Top 10, sebbene proprio ieri sera Mike James, dal Pireo abbia voluto mandare un messaggio sotto forma di cioccolatino per Gudaitis… Come se non bastasse vi è il miracolo in penetrazione di Luca Vildoza, una roba che se la rivedi mille volte vuoi vedere la milleunesima. Tunnel, palla persa, ah no, recupero, esercizietto di ball handling e chiusura da biliardo con effetto che gira dalla tabella al ferro col corpo in direzione opposta. Ci sarebbe anche la tripla di Rudy cadendo fuori campo, piuttosto che la lacrima al tabellone di Llull.. Che bella l’Eurolega quando vi sono interpreti di questo tipo.
  • I dettagli, la causa di un punteggio forse bugiardo. Lo ha sottolineato coach Martinez. Il 32-14 con cui si chiudono gli ultimi 13′ di gara, dopo l’aggancio a quota 65, è figlio di quei dettagli. In questo frangente Baskonia molla qualcosa soprattutto in 1vs1 e se lo fai contro Madrid, sei morto. Un rimbalzo concesso, un palla persa, una transizione mal eseguita: in questa competizione, se commetti anche due, tre errori del genere, contro uno squadrone vai sotto di brutto, contro squadre da PO perdi. E’ attraverso questo che deve passare la crescita basca. Tenendo ben presente che, nelle prime tre gare, gli uomini di Martinez hanno già affrontato Zalgiris e Real fuori, nonché Olympiacos in casa. Ora Bayern (fuori), Darussafaka (casa) e Buducnost (fuori) intervallate dalla visita di Obradovic alla Fernando Buesa, possono sistemare il ricordo senza problemi particolari.
  • Luca Vildoza e Vincent Poirier… Mamma mia che crescita! Il play argentino sta acquisendo sicurezza e leadership con una progressione clamorosa. Considerando che ha solo 23 anni, imporsi in un contesto così importante come quello basco non è facile: lo sta facendo sotto la sapiente guida di Granger e Huertas, due che ti possono insegnare tutto su un campo da basket. Per il centro nativo di Clamart il discorso età vale anche di più: 24enne, se è vero che i lunghi maturano dopo, non fosse altro che perché toccano la palla un decimo delle volte dei piccoli ad inizio carriera, la maturazione procede ad alto livello. Impressiona moltissimo la velocità di imposizione di una struttura fisica che, oltre che imponente, è decisamente atletica.
  • Se il Real è questo… Ognjen Kuzmic ancora da recuperare, visto che sarà al massimo al 20% della condizione, Trey Thompkins ai box per infortunio, Klemen Prepelic all’alba dell’inserimento nel sistema e Gabriel Deck che sta facendo i primi passi in un basket che conta, che comunque gli appartiene in pieno. Ma di cosa stiamo parlando?! Senza dimenticare che Llull sta bene ma non è ancora quello che gestisce i parquet di Eurolega come il giardinetto di casa sua. La consapevolezza della propria forza, da Campioni d’Europa a pieno titolo, la forza di un’organizzazione societaria di primissimo livello (basta provare a contattare il loro ufficio stampa per capire di che razza di fantastici professionisti stiamo parlando), una gestione tecnica clamorosamente lucida ed incisiva, un roster lunghissimo e completo come probabilmente nessun altro. L’anno scorso Madrid soffrì tremendamente in stagione per mille infortuni ed arrivò a Belgrado conscia di essere… Madrid. Il risultato si vide nettamente. Se quest’anno si parte così, francamente è difficilissimo non pensare all’argenteria di fine stagione.

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