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L’Euroleague di Eurodevotion: ecco come finirà la stagione 2018-2019

Pochi giorni al via ed abbiamo interrogato tutti i componenti della nostra redazione proponendo 5 domande relative a quelli che riteniamo i temi più interessanti del torneo.

“Ladies first”, quindi da Marta Bollini (con la preziosa collaborazione di Nicola Bertoglio) e Laura Cristaldi, per proseguire con Alessandro Maggi, Dario Destri, Luca Castellano, Massimo Mattacheo, Lorenzo Lubrano, Antonio Mariani ed Alberto Marzagalia.

Chi sono le quattro favorite a raggiungere le Final 4 di Vitoria?

Bollini – Fenerbahce, Real Madrid, CSKA e Baskonia.

Cristaldi – Fenerbahce, Panathinaikos, Olympiacos e CSKA. Real fuori clamorosamente ai Playoffs. Sarà l’anno delle greche, compreso Sloukas 6th man al Fener, sempre avanti a tutti con Lauvergne valore aggiunto e Tyler Ennis che potrebbe fare il Bogdanovic. Hackett farà bene a Mosca, sempre una certezza per le F4.

Maggi – CSKA, Fenerbahce, Real Madrid e Khimki.

Destri – Le solite… Fenerbahce, Real, CSKA ed Olympiacos. Le più attrezzate e le meglio allenate. Curiosità per il “post Doncic” e per il ritorno in EL di David Blatt.

Castellano – Real Madrid su tutte, poi Fenerbahce, CSKA ed Olympiacos.

Mattacheo – Fenerbahce, per la conferma di un telaio solido ed un sistema collaudato, nonostante i problemi estivi. Real Madrid, perché è campione, ha perso Doncic ma recupera Llull sin da subito, ha inserito giocatori giusti dove ne aveva bisogno ed ha un allenatore duttile per risolvere i problemi. Olympiacos, perché non ha aggiunto stelle ma giocatori perfetti per il sistema di Blatt. CSKA, perché spesso e volentieri gioca il miglior basket, con l’abitudine di arrivare in fondo.

Lubrano – Fenerbahce, Olympiacos, CSKA e Real Madrid.

Mariani – In ordine: Fenerbahce, Olympiacos, CSKA e Real Madrid.

Marzagalia – Real Madrid, Fenerbahce, Cska ed Olympiacos. Qualche chance solo per Panathinaikos, Baskonia e Khimki.

Quale sarà la squadra rivelazione e perché?

Bollini – Milano. Dopo anni di roster da album delle figurine ha allestito un organico ben amalgamato e solido in tutti i reparti.

Cristaldi – Il Panathinaikos di Pascual, per la maturità ad alto livello consolidata di Calathes e per l’organizzazione che sa dare il coach, soprattutto a livello difensivo.

Maggi – Olimpia Milano perché si è ormai strutturata come realtà europea, dopo tre stagioni sul fondo, e perché è la squadra che si è rinforzata di più. Di conseguenza quella con la potenziale crescita più importante.

Destri – Milano. Matura per giocarsi un posto nelle 8,  ha qualità tecnica e deve metterla in pratica. Non dimentichiamo il Baskonia, con il grande stimolo delle F4 casalinghe.

Castellano – Barcellona possibile per voglia di riscatto e talento a disposizione.

Mattacheo – L’Efes, dopo la pulizia estiva, ha roster plasmato da Ataman come un suo giocattolo. A partire dagli esterni, con i nuovi Larkin e Beaubois. Cresce ed è squadra di livello che nelle 8 ci starebbe benissimo. Alle F4 sarebbe mina vagante.

Lubrano – Potrebbe essere il Bayern, perché ha Radonjic in panca e può schierare Dangubic, Lucic e Jovic che ne conoscono bene il sistema e possono ergersi a trascinatori della squadra.

Mariani – Panathinaikos e Baskonia. I “greens” perchè il roster migliore tra quelli delle ultime stagioni e l’ambizione F4 è concreta. I baschi perché la solidità dell’organizzazione è nota da anni e lo stimolo delle finali casalinghe può dare quel qualcosa in più per arrivare dove già si giunse nel 2016.

Marzagalia – Può essere Milano, se società e coach andranno finalmente di pari passo, ma credo  forse di più ad un consolidamento ad alto livello del Khimki, se saprà metabolizzare la tragedia Honeycutt. Gli uomini ci sono, il coach pure.

Cinque nomi che emergeranno, tra quelli che non sono sulla bocca di tutti.

Bollini – Darrun Hilliard (Bkn), Derrick Williams (Bay), Markus Eriksson (GC), Scottie Wilbekin (Mac) e Jordan Mickey (Khi).

Cristaldi – Luca Vildoza (Bkn), Vladimir Lucic (Bay), Angelo Caloiaro (Mac), Daniel Hackett (Cska) ed Amedeo Della Valle (Mil). Gli italiani sono forse più speranze in chiave azzurra, Lucic ha potenzialità incredibili, fin dai tempi di Valencia, fermate da infortuni in passato: Caloiaro lo voglio vedere al livello più alto, mentre Vildoza cresce a vista d’occhio.

Maggi – Artem Pustovyi (Bcn), Vincent Poirier (Bkn), Johnny O’Bryant (Mac), Klemen Prepelic (Real) e Thomas Walkup (Zal).

Destri – Derrick Williams (Bay), non sorpresa ma rookie: ha tutto per dominare. Poi Hackett (CSKA), con un ruolo fondamentale a Mosca. Shavon Shields (Bkn) si confermerà ad alto livello, mentre Papagiannis (Pana) scoprirà che l’Europa è il suo posto giusto e con Langford (Pana) sarà pericolosissimo. Quest’ultimo ricorderà a tutti chi è uno dei migliori realizzatori in circolazione.

Castellano – Shavon Shields (Bkn), Filip Barocic ed Earl Clark (Bud), Nate Wolters (Zal) e Tyler Ennis (Fen), più perché debuttante che come sorpresa.

Mattacheo – Gabriel Deck (Real), Marcus Eriksson (GC), Thomas Wlkup (Zal), Nikola Ivanovic (Bud) e Shavon Shields (Bkn).

Lubrano – Janis Timma (Oly), Nikola Ivanovic (Bud), Jeremy Evans (Dar), Maodo Lo (Bay) e Laurynas Birutis (Zal).

Mariani – Sead Sehovic (Bud), Stefan Markovic (Khi), Amedeo Della Valle (Mil), Stefan Jovic (Bay). Uno tra Melwin Pantzar (Real), Sergi Martinez( Bcn) ed Deni Avdija (Mac) si farà conoscere e potrebbe spiccare il volo.

Marzagalia – Jordan Mickey (Khi), può fare il vuoto intorno al ferro. Thomas Walkup (Zal) ha tutto per essere un perfetto giocatore da EL: tra difesa, atletismo e soluzioni offensive. Alec Peters (Cska) può essere semplicemente “il fattore”, oltretutto nel ruolo dove Mosca aveva più bisogno. Se c’è come cattiveria, vedremo un gran bel giocatore. Gabriel Deck (Real): lottatore, di impatto come pochi, tiro da perfezionare ma penetrazione e contropiede di categoria. E’ nell’ambiente giusto con il coach migliore per emergere progressivamente. Anzejs Pasecniks (GC): se è vero che i lunghi maturano un poco più tardi, 22 anni ed i suoi 218cm sono ancora tutti da scoprire. Tenendo conto che a volte si muove come una guardia. Una chance, grossa, gliela dò. Certo che lasciare fuori da questi 5 Luca Vildoza, Klemen Prepelic, Tarik Black, Tony Crocker, Joel Bolomboy e Nate Wolters è dura…

Quale sarà un tema tecnico predominante per la stagione?

Bollini – Faranno la differenza l’organizzazione sul “pick & roll” e la capacità di gestire la transizione, sia offensiva che difensiva.

Cristaldi – DE-FENSE! Vince chi difende meglio, quindi Fenerbahce e Panathinaikos, che vedo in finale.

Maggi – Nulla in particolare.

Destri – La gestione delle energie e le ampie rotazioni in RS. Coach sempre più centrali in EL, anche in questo senso. Al terzo anno del formato si saranno prese le giuste misure, anche in ottica delle ripercussioni sui campionati nazionali.

Castellano – L’unico tema, non tecnico, credo che sia capire se qualcuno potrà sovvertire i pronostici per le F4 come fece lo Zalgiris. Punterei su Baskonia, Barça e Pana.

Mattacheo – La capacità delle squadre di gestire le energie, per arrivare in fondo al meglio. Arriveranno scarti ampi, per non sprecare inutilmente delle forze. Interessante capire come si inseriranno alcuni USA, soprattutto i lunghi, abituati diversamente: chi vuole andare a Vitoria ha bisogno di bilanciamento perfetto dentro/fuori, nonché di talento.

Lubrano – L’asse play/pivot ed il conseguente pick and roll resta oggi il gioco più efficace che ci sia, se eseguito con spazi e tempi giusti.

Mariani – Sarà l’anno degli esterni, caratterizzato da una forte pressione difensiva, nonché da un gioco dentro il perimetro molto europeo. Non deve preoccupare la partenza di Doncic: molti giovani sono in rampa di lancio.

Marzagalia – Il consolidamento dei due “combo” realizzatori: se non hai due piccoli che attaccano, in EL non vai da nessuna parte. Un secondo lungo “alla Reyes” più vicino al ferro può essere strada per più d’una. Infine non vedo l’ora di godermi la “death lineup” dell’Olympiacos, con quattro piccoli ed un centro sottodimensionato,  LeDay o magari perfino Printezis.

Dove può arrivare l’Olimpia Milano?

Bollini – Solida e ben assortita, ha fatto un buon precampionato e può puntare ad un posto Playoff, ma senza fattore campo.

Cristaldi – Ai Playoffs. Arriverà 7ma od 8va e probabilmente cadrà con una tra Fener o Pana, ma a testa alta, 3-1.

Maggi – Ai Playoffs, giocandosi la serie a viso aperto.

Destri – Come detto tra le sorprese, può ambire ai PO, che non vuol dire farli per forza, ma lottare sino in fondo. Ci vogliono scalpi importanti ed un Forum “fortino”.  Difficile ma fattibile, perché la squadra è costruita alla perfezione per il coach. Non escludo un inserimento alla Kuzminskas in corso d’opera.

Castellano – Deve dare il massimo per provare ad entrare nelle prime 8 alzando l’asticella in direzione di maggior lavoro in attacco ed attributi quando servono in generale. Serve costanza e perseveranza nel lavoro.

Mattacheo – Roster completo e profondo, di stampo europeo, diversamente dalle ultime stagioni. Talento nelle guardie e fisico ed atletismo tra ali e lunghi: non vuol dire fare i PO, ma lottare sì. La continuità sarà il vero ago della bilancia per Pianigiani: dare seguito ad alcune buone prove dello scorso anno. Importante tenere il fattore campo il più possibile.

Lubrano – Rispetto alle stagioni deludenti appena passate, Milano è pronta a lottare per  qualificarsi ai PO. La leadership ed il talento di Nedovic e James permetteranno loro di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti chiave.

Mariani – Settimo, ottavo posto.

Marzagalia – Deve lottare per i PO, che non vuol dire farli, perché ci sono praticamente 8 squadre per 4 posti (escludo solo Bayern, Buducnost, Darussafaka e Gran Canaria). Lo farà se giocherà finalmente un buon basket, cosa mai fatta lo scorso anno. E farà i PO se aggiungerà dopo le prime 8-10 gare un cambio di buon livello per Nedovic e James. Pianigiani uomo chiave: Milano arriverà dove la porterà il proprio allenatore. In Eurolega è così.

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