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Finestre FIBA: Spettacolo, sudore e adrenalina alle stelle

Dopo un’estate di polemiche sulle partecipazioni o meno dei vari protagonisti alle partite di qualificazione al mondiale che si disputerà tra un anno in Cina, gli incontri della Finestra FIBA di settembre sono andati in scena, due per ogni nazione e, almeno in Europa, si sono vissuti parecchi finali aggiustati, con emozioni e spettacolo a non finire.

Sì, perché alla fine, assenti o meno, NBA o meno, infortunati o meno… Ogni nazionale è scesa in campo schierando i migliori quintetti possibili con un solo obiettivo: vincere. Palazzetti pieni, pubblico partecipe e festante. Gli appassionati di pallacanestro che hanno deciso di seguire diverse partite in questi quattro giorni non sono rimasti di certo delusi dalle mille emozioni regalate su quasi qualsiasi campo. Alla fine aveva ragione la FIBA implementando questo nuovo formato?

Lasciamo il punto interrogativo e, con l’adrenalina che ancora scorre nelle vene (perché chi ama il basket per i capovolgimenti di fronte e le altalene di sensazioni, anche se gioca la Puzzonia contro il Canicattì, ne ha ancora un bel po’ da smaltire), ripassiamo quanto di più saliente avvenuto sui vari campi, concentrandosi soprattutto sui giocatori che disputano l’Eurolega (o l’Eurocup), e che saranno quindi i principali protagonisti dei racconti qui su Eurodevotion durante la stagione che prenderà il via tra meno di un mese.

Dell’Italia e di un bellissimo Gigi Datome, che si prospetta sempre più leader di un Fenerbahçe che vuole tornare ad affermarsi in Europa, abbiamo già parlato, quindi sconfiniamo.

Nick Calathes, ma da che pianeta provieni?

Non più Dimitris Diamantidis, ormai ritirato, ne Vassilis Spanoulis, che in nazionale non ci gioca più. In ogni caso la Grecia ha sempre un direttore d’orchestra per palati sopraffini. La nazionale ellenica è stata la prima compagine europea a staccare il biglietto per la Cina grazie a due vittorie di prestigio: 70-63 in casa contro la Serbia degli NBA Bogdan Bogdanovic e Nemanja Bjelica e un pazzesco 85-86 in trasferta sulla Georgia, con game-winner dell’ala dell’Olympiacos Kostas Papanikolau su impeccabile assist di un Nick Calathes meraviglioso.

Il play del Panathinaikos ha dimostrato di essere un leader, anche in una squadra storicamente “divisa”: per gli appassionati di Eurolega che seguono magari anche un po’ il campionato greco, vedere il play del Pana che manda a canestro i giocatori dell’Oly e poi corre ad abbracciarli fa sempre un certo effetto. Il bello della pallacanestro! Contro la Serbia, Nick Calathes, autore di 15 punti, 5 assist e 5 rimbalzi, ha trovato in Georgios Printezis, centro dell’Olympiacos, il suo partner perfetto, con 15 punti e 4 rimbalzi.

In Georgia Printezis non c’era, e allora Calathes ha pensato di fare tutto lui: 31 punti, 5 rimbalzi, 8 assist e 35 di valutazione per la stella del Panathinaikos. Il bello della Grecia è che quando il buon Nick si siede in panchina a riposare, entra in campo il miglior sesto uomo dell’Eurolega, un certo Kostas Sloukas. Il combo-guard del Fenerbahçe ha dato il suo contributo alla qualificazione anticipata con 11 punti, 5 rimbalzi e 4 assist contro la Serbia e 14 punti, 8 rimbalzi e 8 assist in Georgia: tanta roba!

Lituania al cardiopalma targata Eurocup

In Lituania, si sa, la pallacanestro è LO SPORT. La compagine baltica ha raggiunto la qualificazione per il mondiale con due vittorie all’ultimo sospiro in Croazia (83-84) e in casa contro l’Olanda al secondo overtime per 95-93. Senza NBA e con defezioni varie, i protagonisti principali sono stati due giocatori che l’anno prossimo disputeranno l’Eurocup: il conosciuto playmaker ex Milano Mantas Kalnietis, che la prossima stagione vedremo tra le file dell’ASVEL e l’ala del Rytas Vilnius Eimantas Bendzius.

Satoransky, NBA che fa la differenza; Shved, croce e delizia

“Datemi una squadra, e vi porterò al mondiale”. Questo deve aver pensato Tomas Satoransky, playmaker dei Washington Wizards e che in Europa ricordiamo ancora per lo splendido passaggio con la maglietta del Barcellona. La Repubblica Ceca è – inaspettatamente – già qualificata per il mondiale, e questo lo deve soprattutto alla sua stella, capace di realizzare 16 punti, 8 assist e 7 rimbalzi nella vittoria per 80-78 contro la Russia e 22 punti, 9 assist e 8 rimbalzi in occasione del successo per 80-85 sul campo della Bosnia & Erzegovina di Nurkic e Musa.

A proposito di Russia, Alexey Shved non si è smentito. La nazionale di Sergey Bazarevich gira attorno a lui come o addirittura più del Khimki. Shved, sempre Shved, solo Shved. E allora è logico che contro la Repubblica Ceca, “grazie” al suo pessimo 1/10 dall’arco dei tre punti, la sua squadra sia caduta, mentre due giorni dopo, nella sfida contro la Bulgaria, il playmaker è riuscito a farsi perdonare portando i suoi al successo per 77-73 con 22 punti, 5 assist e 7 rimbalzi.

Gli NBA fanno grandi anche Germania e Turchia

Anche la Germania si è qualificata per i mondiali grazie al talento sopraffino della sua stella NBA Dennis Schröder: 18 punti, 10 assist e 6 rimbalzi nella vittoria per 43-86 sul campo dell’Estonia e 30 punti, 13 assist e 4 rimbalzi in occasione del successo per 112-98 contro Israele.

La Turchia deteneva il record di NBA presenti, e i due rookie Furkan Korkmaz e Cedi Osman si sono comportati davvero bene con la maglietta della propria nazionale, così come il veterano Ersan Ilyasova. Vittoria per 79-69 contro il Montenegro e per 77-86 in trasferta contro la Slovenia. La compagine di Ufuk Sarica si avvicina alla qualificazione matematica, ma bisogna vedere come reagirà nelle prossime due finestre: quattro partite in occasione delle quali gli NBA non ci saranno per forza di cose.

La pallacanestro europea gira attorno alla Spagna

La Spagna di Sergio Scariolo, invece, non ci aveva pensato nemmeno a distogliere i vari NBA dalla preparazione per il training-camp. Nonostante la presenza del playmaker del CSKA Sergio Rodríguez, il protagonista degli iberici è stato un altro play trentenne che gioca da anni fuori dal paese: Quino Colom. L’andorrano, che dopo tre anni all’Unics Kazan giocherà l’anno prossimo in Turchia, ha realizzato 15 punti in occasione dell’inaspettata sconfitta per 76-65 in Ucraina e ha deciso l’incontro, portando i suoi alla vittoria per 85-82, contro la Lettonia (18 punti).

Dalla Spagna e dall’Eurocup procede anche Mr. Montenegro. In assenza di Nikola Vucevic, il centro del Valencia Basket Bojan Dubljevic, nonostante le non perfette condizioni fisiche, è stato protagonista assoluto della finestra FIBA per la squadra del suo piccolo paese. 22 punti e 9 rimbalzi in occasione della (prevedibile) sconfitta per 79-69 in Turchia e 26 punti e 9 rimbalzi nella vittoria che mantiene vivi i balcanici contro l’Ucraina per 90-84, incontro disputato proprio nella sua città natale Niksic.

Il nuovo acquisto dell’Unicaja Malaga, l’ala grande Mathias Lessort, è stato il migliore in campo della vittoria della Francia per 83-67 contro la Finlandia, con un eccellente 6/7 dal campo. Decisamente sottotono, invece, è apparso Nando De Colo.

Del Baskonia sono i due protagonisti assoluti della nazionale georgiana: Tornike Shengelia e il naturalizzato Matt Janning. Con una vittoria per 80-85 in trasferta contro Israele e la sconfitta di misura in casa con la Grecia, i caucasici continuano ad albergare speranze di qualificazione.

L’incredibile caso di Slovenia e Croazia

A un anno esatto da proclamarsi per la prima volta vittoriosa in un Eurobasket, la Slovenia sfiora l’abisso incassando due nuove sconfitte, che la relegano ultima del suo gruppo. D’accordo, non c’erano Goran Dragic e Luka Doncic, ma lo “sloveno per caso” Anthony Randolph, lungo del Real Madrid, il suo l’ha fatto, con 24 punti contro la Turchia. Eppure sono arrivate due debacle per i campioni europei in carica, caduti in Lettonia, con grandi prestazioni della coppia dell’Olympiacos Janis Timma e Janis Strelnieks.

Ancora più assurdo può sembrare il caso della Croazia, sconfitta da Lituania e Polonia nonostante i suoi due NBA Bojan Bogdanovic e Dario Saric rigorosamente in campo. In Italia ci ricordiamo del preolimpico di due anni fa e sorridiamo beffardi. Perché il basket è uno sport meraviglioso, e perché, in fondo, queste finestre FIBA non sono poi così male!

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