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Jordi Bertomeu: Nessun dubbio, il Panathinaikos resterà una squadra di EuroLeague. E sull’Italia…

E’ molto rilassato e disponibile Jordi Bertomeu ai nostri microfoni. La Next Gen è all’atto finale e mentre la Stella Azzurra si batte fino allo stremo delle forze contro i fortissimi lituani del Lietuvos Rytas, che alla fine prevarranno, il Commissioner affronta diversi argomenti su presente e futuro del maggior torneo continentale.

– Qual è il suo giudizio sulla stagione che si conclude oggi con la finale?

Stagione di consolidamento dopo il cambiamento. Nuovo format di cui siamo molto soddisfatti, avendo fatto il record di spettatori, ottimi ascolti in TV e sul web. Ora dobbiamo pensare a cosa afre per migliorare ulteriormente.

– Avete in programma un eventuale discussione con NBA dopo che le loro nuove regolamentazioni contrattuali, soprattutto riguardo G-League e “two-way contracts”, che in sostanza limitano il numero di buoni giocatori che potrebbe  arrivare in Eurolega?

No. La NBA ha scelto di rinforzare la G-League, segue la sua strada. Magari la FIBA può fare qualcosa, ma noi no: crediamo, come si vede da questo Adidas Junior Tournament, nella capacità delle nostre squadre di produrre talenti.

– L’Eurolega è spettacolo straordinario, nessuno lo pensa più di noi che ci abbiamo dedicato un sito… Analizzando però gli ultimi 40 posti alle F4, 33 di questi sono stati appannaggio di sole 6 squadre. State studiando qualcosa tipo un “salary cap” per equilibrare maggiormente la competizione?

Sì, lo stiamo studiando e ne parliamo da qualche mese coi club. E’ difficile una soluzione come il “salary cap” quando vi sono squadre di tanti paesi che hanno un trattamento fiscale differente, così come è complicata per giocatori che giocano il giovedì in EL e la domenica nel torneo nazionale. Funziona per i sistemi chiusi, per mercati consolidati su un unico territorio come gli USA, qui dobbiamo pensare ad altro. Dobbiamo cercare di aiutare i club che sono svantaggiati: ne parliamo da due mesi e con la stagione 2019/20 qualcosa ci sarà.

– Parliamo di Italia. Lei si è chiaramente espresso sul nostro paese che va in controtendenza, ampliando il campionato…

E’ un fatto, non una critica. L’Europa va in una direzione di riduzione per privilegiare la qualità, l’Italia fa il contrario. anche noi abbiamo ridotto da 24 a 16. E’ responsabilità di LBA e FIP, decisione loro. Di certo l’allargamento dovrebbe rispecchiare una crescita di economia e di qualità del prodotto basket. Se così, andrà benissimo, altrimenti valuterà chi è responsabile.

– Non le chiedo nulla sul Panathinaikos…

Perché no? Nessun problema con il Panathinaikos che è una squadra di Eurolega e non c’è dubbio che continuerà ad esserlo. Il problema è con una persona che ha un comportamento inaccettabile in qualunque comunità sportiva. Abbiamo dato la nostra risposta che riteniamo giusta ma ripeto che è un problema focalizzato su una persona.  

 

 

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