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#F4Glory CSKA-Real, è scontro fra titani. Un solo obiettivo: la finale

Istanbul, 2017. Dopo avere dominato la stagione regolare di EuroLega e avere battuto Baskonia e Darussafaka ai playoff, CSKA e Real arrivavano alla Final Four cariche di entusiasmo, certezze e fiducia. Un Sergio Llull formato deluxe aveva guidato gli spagnoli fino al primo posto in stagione, mentre il solito immenso De Colo, coadiuvato da uno stratosferico Teodosic, erano stati i piloti della squadra di Itoudis. Eppure, nelle semifinali entrambe le squadre – apparentemente favorite per quanto fatto vedere fino a quel momento – crollarono sotto i colpi dell’Olympiacos e dell’ineffabile Spanoulis, e del Fenerbahce padrone di casa e desideroso di vendicare l’atroce beffa subita a Berlino in finale l’anno precedente. Risultato, entrambe deluse e a casa, Fenerbahce campione e popolo turco in festa per il primo storico trionfo dei loro beniamini, e di una squadra turca nel complesso.

365 giorni dopo Real e CSKA sono ancora al loro posto, alla Final Four, ma stavolta da avversarie in semifinale: ancora una volta, quindi, una delle due grandi d’Europa tornerà a casa delusa e a mani vuote. Il CSKA ha dominato la stagione regolare, esprimendo una pallacanestro vicina alla perfezione per larghi tratti delle trenta partite disputate. Un meccanismo oliato e perfetto quello allestito da Itoudis, che ha saputo inserire rapidamente il Chacho Rodriguez – MVP occulto della stagione – nei meccanismi della squadra senza fare rimpiangere il genio di Milos Teodosic, volato in NBA ai Clippers. Meno sregolatezza e più sostanza e fosforo con questo innesto, a cui si è aggiunto quello di Will Clyburn: l’americano, forgiato da una stagione con David Blatt, ha innalzato notevolmente il tasso di atletismo della squadra moscovita ed è diventato uno dei fattori delle vittorie russe. La serie di playoff contro il Khimki ha messo però a nudo i limiti di un roster che, privato di due giocatori da quintetto come De Colo e Hines, si è scoperto vulnerabile e battibile, e ha sofferto le pene dell’inferno contro Shved e compagni. Le condizioni di salute dei due giocatori sopracitati saranno determinanti per gli equlibri della sfida, perché De Colo oltre a essere un realizzatore sopraffino e il possibile MVP della stagione è anche un catalizzatore delle attenzioni difensive degli avversari. Il suo apporto non può mancare alla causa, anche perché Rodriguez da solo non basta per vincere gare di questo livello. Importante anche il recupero di Hines, che sarà chiamato al non facile compito di contrastare l’impressionante tonnellaggio sotto canestro che può mettere in campo il Real Madrid (Reyes, Tavares, Ayon sono tre lunghi che possono mettere in grossa difficoltà la squadra di Itoudis) e dovrà alternarsi con l’ex della gara, Othello Hunter.

Inutile dire che gli occhi di tutti saranno puntati sul Chacho, grandissimo ex di questa sfida: lo spagnolo, dopo avere vinto tutto il vincibile con il Real e avere giocato un anno a Philadelphia, ha fatto ritorno in Europa per provare a vincere ancora. E’ stata la proposta del CSKA Mosca a convincere Rodriguez di trovarsi nel posto giusto al momento giusto: sarà lui l’osservato speciale in casa Real, per la sua capacità di dominare le partite decisive e per quel senso del dramma nei momenti caldi che spesso e volentieri il CSKA non ha avuto nel corso delle sue precedenti campagne europee, concluse a un passo dal titolo.

Proprio il Real arriva a Belgrado nel momento migliore della propria stagione, dopo avere recuperato tutti gli infortunati avuti nell’annata, come dichiarato da Pablo Laso nella consueta conferenza stampa pre Final Four. L’allenatore vitoriano potrà contare anche su Facundo Campazzo, rientrato a tempo di record dall’operazione in artroscopia al ginocchio cui si è sottoposto a metà aprile. Il Real in questa stagione ha avuto il grande pregio di sapersi modellare a seconda delle esigenze e degli uomini a disposizione: un trasformismo notevole quello degli spagnoli, per il quale vanno dati grandi meriti a Laso. Nella stagione forse più complessa della sua gestione a Madrid, l’allenatore ha dato ancora di più la propria impronta, andando sempre avanti nonostante i continui problemi avuti dalla sua squadra e lavorando per mettere Doncic nelle condizioni di essere sempre efficace.

Proprio il fuoriclasse sloveno avrà gli occhi puntati addosso, sia per il suo possibile/probabile passaggio in NBA a partire dalla prossima stagione – anche se Doncic ha dichiarato ieri di non avere ancora deciso – sia perché con l’assenza di Llull per più di otto mesi è stato lui il leader del Real Madrid. Un ruolo in cui Doncic ha voluto calarsi fin da subito, impattando la stagione di EuroLega in modo clamoroso per un paio di mesi, dove ha dimostrato di essere di un’altra categoria rispetto alla maggior parte dei giocatori della competizione. Dopo alcuni mesi in cui il suo rendimento è calato, è tornato a macinare prestazioni di alto livello nel momento caldo della stagione: Laso lo ha gestito in modo esemplare, facendolo partire spesso dalla panchina e limitandone il minutaggio nelle serate storte, per non esporlo ulteriormente alle difficoltà che aveva trovato.

La grande forza del Real – aspetto sottolineato anche da Laso – è la capacità di trovare protagonisti diversi in ogni partita, perché ognuno dei giocatori che giocano per la squadra spagnola possono segnare i canestri decisivi. Lo sconfinato roster a disposizione per Laso è un vantaggio, perché in questo modo ha la possibilità di scegliere con quale assetto tattico giocare a seconda dell’avversario di turno. Entrando nel merito della semifinale contro il CSKA, è possibile che il Real si appoggi molto al gioco interno per provare a sfruttare il vantaggio in termini di cm e chili contro i russi. Saranno decisivi poi il controllo dei rimbalzi, la capacità di avviare l’azione subito dopo avere preso il rimbalzo, e la percentuale al tiro da fuori. Il Real vanta specialisti micidiali in questo senso, come Carroll, ma il CSKA è una delle migliori squadre nel complesso per percentuale al tiro da fuori, con molte conclusioni che arrivano al termine di un movimento di palla rapido e che impedisce agli avversari di eseguire le giuste rotazioni.

Chiaramente il grande talento individuale presente sul parquet è una variabile importante che non può non essere considerata, ma oltre ai colpi dei singoli campioni delle due squadre il controllo dei ritmi sarà molto importante: entrambe hanno ottimi contropiedisti ma al tempo stesso esprimono una grande pallacanestro a difesa schierata giocando a metà campo. Il fattore intensità potrà spostare gli equilibri, considerando le non perfette condizioni fisiche di alcuni interpreti della sfida: limitare De Colo sarà determinante per alzare le chances di vittoria del Real, impedire agli spagnoli di avere troppi secondi tiri deve essere l’obiettivo del CSKA per avere ragione degli avversari.

Stasera si alza il sipario: CSKA-Real, che vinca il migliore. Con una sola certezza: ancora una volta, una di queste due squadre tornerà a casa delusa. L’altra potrà diventare campione d’Europa.

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