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Olimpia vs Real : una classica dal recente sapore amaro per i milanesi

Sfida determinante al Forum, dove arrivano i “blancos” di Laso in cerca di una vittoria che, sebbene non matematicamente, possa voler dire Playoff.

Con un record di 15/10, opposto al 9/16 biancorosso, il Real si presenta reduce da tre perse nelle ultime cinque, ma quelle tre si chiamano CSKA, Olympiacos e Fenerbahce, con scarti risicatissimi e la netta sensazione di appartenere a quel livello.

Milano non vince col Real dal 2009: 8 gennaio e Mordente da 23 agli ordini di Piero Bucchi, contro un Real che apparteneva a Joan Plaza, in un’edizione non memorabile della “casa blanca”. Da quel 70-61 non c’è mai più stata reale competizione, anche con scarti importanti a favore dei madrileni.

Attacchi importanti e statistiche che, ovviamente, premiano Madrid, come è ovvio che sia con tali record. Quasi quattro punti a referto in più, nonchè 4,3 rimbalzi e 2,6 assist per uno dei sistemi offensivi migliori del continente. Ma è sul lato difensivo che Laso ha costruito il miracolo Real di questa stagione, perché di miracolo si tratta se è vero che fuori Kuzmic definitivamente, con Llull il cui rientro resta un’incognita, si è dovuta affrontare la lungodegenza di Ayon, alla quarta gara dopo il rientro, e quella di Randolph, due volte appiedato da problemi fisici. Poche parole, nessun piagnisteo e tanto lavoro. Da lì nasce il 15/10 che vuole attualmente dire quarto posto condiviso con lo Zalgiris ed un preciso obiettivo nel fattore campo nei Playoff.

Tre chiavi di lettura possibili, in una gara che ha, apparentemente, un netto favorito.

  • Fuori Doncic (sicuro) e Theodore (probabilissimo), chi perde di più è ovviamente Madrid. Milano dovrà attaccare Campazzo sin dal via, togliendo il fiato all’unica vera fonte di gioco madridista, peraltro non in possesso di quella taglia fisica ed atletica tanto indigesta alla difesa meneghina.
  • Real che ha mezzi sicuri per controbattere allo strapotere milanese nei pressi del ferro. Corpi ed atletismo di Tavares ed Ayon sono una bella sfida per Tarczewski e Gudaitis, all’andata semplicemente spettacolare. Caricare di falli il primo potrebbe essere mossa fondamentale per Pianigiani.
  • Sporcare la gara su possessi più lunghi è idea che può valere per entrambe, sebbene fare ciò contro gente come Rudy e Don Felipe potrebbe rivelarsi controproducente. Ma sporcare la gara può voler dire anche stare bene con gli esterni madrileni sul perimetro ed allora non solo Micov, ma anche Kuzminskas, che dovrà vedersela spesso con Randolph, e lo stesso Abass, saranno decisivi su gente come il già citato Rudy ed il recente MVP Causeur. Sempre che quell’allungare i possessi non si riveli un autogol, come spesso l’abuso di palleggio lontano dal ferro è stato per Goudelock e compagni. Da questo punto di vista il rischio dovrebbe essere minore in assenza di Jordan Theodore.

Per Randolph «bisogna partire piano», per Cinciarini bisogna seguire l’onda del recente «entusiasmo». Le speranze al lumicino di Milano di fare i Playoff (vincerle tutte e sperare in diverse combinazioni assai complicate) passano per un successo che, realisticamente, è molto più decisivo per il futuro di Madrid. Forse più logico valutare la gara meneghina nell’ottica della recente crescita post disastro di Coppa Italia.

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