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L’Eurolega è un’altra cosa: il Real Madrid si vendica strapazzando il Barça

Torna la Turkish Airlines Euroleague dopo la settimana di pausa per la disputa delle varie coppe nazionali e tutto torna alla normalità, almeno per quanto riguarda le squadre spagnole. Baskonia e Valencia Basket hanno lottato generose in trasferta su campi difficilissimi come quelli di CSKA e Olympiacos, guadagnandosi tanti applausi, ma uscendo sconfitte (93-86 il Baskonia e 80-70 il Valencia), l’Unicaja ha colto un’importante vittoria in casa per 83-69 contro il Maccabi Tel Aviv che permette agli andalusi di continuare a sognare e soprattutto, dopo il sorprendente exploit della Copa del Rey, si è rivisto il pessimo Barça versione europea, schiacciato impietosamente da un solido Real Madrid, che si è imposto al Palau Blaugrana con l’eloquente risultato di 74-101.

Analizziamo quando accaduto nel “clásico” di Eurolega che chiudeva la 23ª giornata della massima competizione europea.

  • La febbre del “clásico” e l’omaggio per la vittoria in coppa. Il “Clásico”, si sa, non è una partita come le altre. A Barcellona è difficile che il seppur non enorme Palau Blaugrana si riempia per una partita di pallacanestro, con la sola eccezione delle sfide contro il Real Madrid. In questi casi l’aspetto è sempre lo stesso: tutto esaurito sia sugli spalti che in tribuna stampa. Se poi il “clásico” di Eurolega rappresenta una riedizione della finale di Copa del Rey vinta sorprendentemente dal Barça cinque giorni prima, ancora meglio! Anche se Eurolega e competizioni domestiche non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra, nel club blaugrana hanno colto l’occasione della partita europea per rendere omaggio al titolo conquistato. Juan Carlos Navarro entrava in pista con la coppa tra l’ovazione generale, mentre tutto il pubblico sventolava una riproduzione di cartone del trofeo, sbattendola in faccia proprio al Real Madrid, sconfitto in finale.
  • Gli “indisponibili” del Barça davano una chiave di lettura prima della partita. Poco prima della partita si dava a conoscere che, a parte l’infortunio già conosciuto di Kevin Séraphin, Svetislav Pesic avrebbe fatto a meno anche di Pau Ribas, Pierre Oriola e Rakim Sanders per la sfida europea contro il Real Madrid. Insieme con Thomas Heurtel, eletto MVP della Coppa, Ribas, Oriola e Sanders erano stati i migliori del torneo disputato al Gran Canaria Arena. Che si siano improvvisamente infortunati tutti e tre è abbastanza improbabile. Il fatto che non abbiamo giocato in Eurolega è da considerarsi più che altro un “rest” al tipico stile NBA: Il Barça non si gioca assolutamente più niente in Eurolega, quello che conta ora è il campionato. Contro il Real Madrid si sono viste in campo altre pedine come Phil Pressey o Sasha Vezenkov, che in coppa non avevano giocato neanche un minuto, o Petteri Koponen, che aveva giocato poco.
  • L’avvio a “rullo compressore” del Real Madrid spegneva ogni speranza. La partita in sé non è durata praticamente nulla. Il Real Madrid, con l’obiettivo di classificarsi per i Playoffs e soprattutto di farlo come testa di serie, aveva chiare le sue priorità, e vincere al Palau Blaugrana era fondamentale per mantenersi nella lotta per i posti che contano. Jeffery Taylor, Anthony Randolph, Jaycee Carroll e Walter Tavares avevano fissato lo 0-9 sul marcatore dopo neanche 2 minuti. Era già chiaro quale sarebbe stata la dinamica dell’incontro. Il 13-30 con il quale si è chiuso il primo quarto, oltre alle sensazioni provenienti dalla pista, non lasciavano dubbi su chi avrebbe poi vinto la partita.
  • Real Madrid, una vittoria di squadra. Gli uomini di Pablo Laso continuano ad essere l’unica squadra spagnola in posizioni di Playoffs e la vittoria sul campo del Barça è stato un successo conquistato dal collettivo. Ben sei uomini in doppia cifra per quanto riguarda l’annotazione (Carroll 18, Randolph 16, Felipe Reyes 13, Campazzo 11 e Causeur e Ayón 10), 40 rimbalzi in tutto (contro i 27 del Barça), tra cui 14 offensivi e con Gustavo Ayón (8) in testa a questa classifica e ben 25 assist di squadra (Facundo Campazzo 9 e Luka Doncic 6). Un successo di un gruppo che è rimasto unito dopo la sconfitta nella finale di Coppa.
  • Svetislav Pesic ha ancora molto su cui lavorare. Un calo fisico e mentale dopo le tre intense vittorie in Coppa (quarti contro il Baskonia, semifinale contro i padroni di casa dell’Herbalife Gran Canaria e la già citata finale contro il Real Madrid) è normale, ma a un “vecchio volpone” come Svetislav Pesic non piace mai perdere. Le sue rotazioni e i minuti a disposizione degli uomini che avevano giocato meno in coppa avevano anche un’altra chiave di lettura: il coach voleva valutare se anche questi giocatori possono essere utili alla sua causa, e la risposta ottenuta dal campo non è stata di certo positiva. Il veterano tecnico serbo ha ancora molto su cui lavorare.

Un commento

  1. La verità, secondo me, è che a Barcellona da qualche mese a questa parte, hanno perso la Trebisonda, come si diceva una volta. Oppure, se preferite, hanno perso il capo, come si dice ancora oggi a Ponsacco. Tradotto in romanesco, non c’è stanno più a capì un cazzo, ma da mo’. E non mi riferisco solo al basket.

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