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L’Olimpia vince quando meno te l’aspetti: espugnata Barcellona

L’Olimpia Milano conquista la sua settima vittoria della stagione in Eurolega, imponendosi in trasferta contro il FC Barcelona per 81-83. Quando probabilmente meno ci si aspettava una reazione degli uomini guidati da Simone Pianigiani, dopo la brutta sconfitta in campionato e in un palazzetto nel quale i milanesi avevano sempre perso con un ampio scarto durante le ultime visite, è arrivato un bel successo, cercato e voluto da parte degli ospiti.

Difficilmente cambierà qualcosa in quanto a speranze per il futuro: la squadra italiana raggiunge Barça e Valencia con 7 vittorie, ma i Playoffs sono situati a quota 11 in questo momento, e mancano ancora 9 partite. Ci vorrebbe un miracolo… In ogni caso, un successo di questo tipo, conquistato in trasferta sul campo di una squadra blasonata anche se in crisi d’identità, dà morale all’Olimpia in vista dei prossimi impegni della stagione.

Analizziamo come di consueto la sfida attraverso i nostri abituali cinque punti.

  • ¡Qué viva España! All’Olimpia Milano giocare contro le squadre spagnole porta bene quest’anno. Delle sette vittorie conquistate in quest’edizione della Turkish Airlines Euroleague, sei sono state contro compagini iberiche. A parte il Brose Bamberg, gli uomini di Pianigiani si sono infatti imposti due volte al Barça, due al Baskonia, in trasferta a Valencia e in casa con l’Unicaja Málaga. Manca il Real Madrid, che però non ha ancora visitato il Forum (appuntamento il prossimo 13 marzo) per chiudere l’en-plein contro le compagini di quello che in molti definiscono “il miglior campionato d’Europa”.
  • Il Barça si conferma delusione della stagione. Se Milano sta facendo fatica in quest’edizione dell’Eurolega, ancora peggio stanno andando le cose per i blaugrana. Le vittorie sono le stesse, è vero, ma non le sensazioni. Mentre Milano ha cambiato tantissimo rispetto all’anno scorso e ha dovuto fare i conti con parecchi infortuni, i catalani non hanno rivoluzionato completamente la squadra, migliorando (sulla carta) il roster a disposizione, ma partendo probabilmente dai punti fermi sbagliati (Tomic e Navarro su tutti). Si vede che manca completamente la fiducia nei propri mezzi.
  • Il fattore Dada Pascolo e il clutch di Dairis Bertrans. L’ingresso in campo di Davide Pascolo è stato decisivo per la rimonta di Milano, grazie all’energia, la grinta e i punti che servivano per ribaltare la situazione. Il friulano ne ha segnati 12: 8 nella seconda parte del secondo quarto e 4 nel decisivo parziale di 0-8 del terzo quarto. L’azzurro è stato fondamentale anche in fase di rimbalzo. D’altro canto, il lituano di canestri ne ha fatti solo due. Ma che due! Una tripla verso la fine del secondo quarto, che accorciava le distanze e permetteva a Milano di andare a riposo ancora in vita, e poi soprattutto il tiro in sospensione alla fine, quando mancavano 5.6 secondi alla sirena: un canestro che vale una vittoria.
  • Milano sa anche difendere. A parte l’attacco, che è sempre stata l’arma più evidente dell’Olimpia, con Goudelock meglio di Theodore sia a dirigere il gioco che a segnare dal perimetro, la compagine italiana ha dimostrato di saper anche difendere quando vuole. La squadra di Pianigiani è riuscita ad allungare i possessi palla dei rivali mettendoli in difficoltà con una buona pressione soprattutto nella seconda parte della sfida.
  • Arturas Gudaitis non sbaglia un colpo. Nel pitturato l’ala forte lituana ha messo a segno tutto quello che ha tirato verso il canestro, con 7/7 dal campo. Anche lui ha sbagliato dei tiri liberi e Milano ha chiuso la sfida con una miglior percentuale di realizzazione in tiri da due (29/47: 61.7%) che in tiri liberi (10/17, 58.8%).Neanche in triple la squadra ospite ha avuto la sua miglior giornata (5/17, 29.4%), ma sono stati proprio i canestri da due a marcare la differenza e a permettere di conquistare la vittoria, nonostante gli errori dalla lunetta e da oltre l’arco.
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Laura Cristaldi

Sono friulana e vivo in Spagna da diversi anni. Amo il basket e seguo tutte le competizioni che posso; tifo Valencia Basket e APU Udine e simpatizzo per tutte le squadre dove giocano italiani in giro per il mondo: i miei grandi “amori” sono Gallo e Gigione. Ascolto musica power, folk e symphonic metal, bevo birra e leggo thriller storici (tra le altre cose).

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2 Comments

  1. Pianigiani si accorge di avere una valida alternativa allo spaesato M’Baye e Pascolo, a cui viene finalmente riservato un minutaggio adeguato, lo ripaga con una prestazione eccellente e dal magnifico sapore anni ’70. Ora mi auguro si accorga anche di Abass, che poteva tornare comodo col Maccabi: in una partita finita 102 – 111 qualche sua difesa poteva anche far girare il match. Gudaitis è ormai una certezza: a parte una manciata di partite, è stato quasi sempre uno dei migliori (se non il migliore) in campo. Rinnovo di contratto, per favore. Termino con Goudelock: l’uomo si può discutere (non accetta neanche i giusti consigli del coach), il giocatore (quantomeno in attacco) no. Ieri sera giocate all’altezza della sua fama, mentre in difesa qualcuno dovrebbe lavorare anche per lui, ma ne varrebbe la pena.

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