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Regular Season 2018-2019Season 2018/2019

CSKA e Zalgiris, colpi vincenti

Notte di grandissime sfide la prima del 21mo turno di Eurolega. L’importanza di vittorie e sconfitte è attualmente enorme, soprattutto quando si tratta di scontri diretti per le posizioni che contano.

Ed allora analisi combinata degli scontri di Mosca e Kaunas.

CSKA e Zalgiris piazzano due W dal peso specifico incalcolabile. I russi rendono sempre più granitico il primo posto con tre gare di vantaggio su chi insegue, mentre i lituani, sempre più solidi ed ormai non più sorprendenti, volano a 13-8, a soli tre successi dalla pressoché matematica qualificazione Playoff e, soprattutto, con un notevole margine sulla nona in classifica, nonché due gare di vantaggio e lo scontro diretto favorevole con il Maccabi.

  • I campioni. Quelli attesi e stra-confermati, come Sergio Rodriguez e quelli inattesi al livello più alto come Kevin Pangos. Il Chacho la vince nei primissimi minuti: dopo lo 0-3 iniziale è festa CSKA ai suoi ordini con soluzioni personali e “cioccolatini” per i compagni. 24-2 non è parziale facile da infliggere al Real. Pangos all’ennesima prova da MVP: 16 con 11 assist e sole tre perse, il tutto condito da due soli errori al tiro. Nei tabellini non è riportata la leadership totale: il connubio con Saras è straordinario e ricorda le grandi combinazioni del passato coach-playmaker.
  • La tattica ed il trasformismo. Itoudis conferma di aver voluto giocare a ritmo alto, cosa che distrugge il Real nel primo tempo in un territorio che poteva essere impervio, poiché gradito ai “blancos”. Fermare l’emorragia nelle seconda parte di gara non basta a Laso. Jasikevicius batte il Maccabi ancor di più dove poteva e doveva soffrire: 39 a 29 a rimbalzo contro i vari Tyus e Parakhouski è impresa notevole. Saper giocare e vincere nel praticello altrui è caratteristica delle squadre vere.
  • Le triple ed il loro impatto. CSKA a 10/22, ovvero quel 45% che è praticamente conferma della media stagionale. Zalgiris esagerato a 14/23: 60,9%! Basterebbero le parole del bravo Spahija: «Se una squadra tira così dall’arco è impossibile giocarci contro a pallacanestro». Che l’impatto dall’arco sia parte fondamentale del gioco odierno è palese: che le grandi squadre arrivino a questo attraverso movimento di uomini e palla, garantendosi tante alternative, è ancor più certo. Chi fatica, invece, resta legato “solo” a queste triple.
  • Il calendario. Mosca quasi “in ciabatte”, tranquillamente veleggiante verso il primo posto, a meno di rovesci ad oggi imprevedibili: a Valencia, con Baskonia, a Tel Aviv e con Malaga, prima dello “showdown” del 16 marzo a casa Obradovic. Real chiamato a sforzo extra: Oly, Fener e Pana intervallati dal “clasico” con quel che resta del Barça. Zalgiris nel mese “delle finali”, come lo ha definito Jasi, che ben sa che il Khimki, la trasferta in casa Efes ed il Barça in casa sono gare da “circoletto” rosso prima delle ultime sei complicatissime, in cui sfiderà 4 delle prime 5.  Maccabi con impegni assai bilanciati, ma servono W pesanti per restare in zona Playoff. Il Baskonia bussa ed allora Barcellona, viaggio a Malaga, provarci in casa con il CSKA e capitalizzare la trasferta con Efes è basilare. Poi arriverà il Khimki a Tel Aviv e sarà già tempo di spareggi.
  • 12322 spettatori a Mosca, 14844 a Kaunas. Quando il basket è di alto livello, la gente non può che innamorarsene. La fredda capitale russa ha risposto con entusiasmo alla sfida con Doncic e compagni: l’abituale tranquillità della Megasport Arena si è, per una volta, trasformata in una bolgia, come sottolineato dallo stesso Itoudis. La Zalgirio Arena è il posto migliore d’Europa per il gioco: c’è passione, competenza ed entusiasmo nella misura perfetta. Coach Spahija l’ha addirittura messo davanti ad ogni altra considerazione : «Anche se ho perso, sono orgoglioso  di aver vissuto questa atmosfera in questo ambiente, tutta Europa dovrebbe esserlo». 
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