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Gli Oscar di #eurodevotion dopo due terzi di stagione

Solo dieci gare al termine della stagione regolare e, come di consuetudine, abbiamo chiesto a tutti i nostri collaboratori di indicare, come avvenuto dopo un terzo di stagione, quelli che ritenevano i protagonisti principali secondo uno schema collaudato: MVP, miglior coach, quintetto base, sesto uomo, miglior squadra tecnicamente parlando, la sorpresa, sempre a livello di squadre, ed una nota tecnica rilevata nel corso della stagione che è parsa più importante delle altre.

Ecco i risultati, pronti, come sempre, a discuterne con tutti voi.

Dario Destri

MVP:  Doncic. La stellina del Real non smette di brillare, nonostante qualche nervosismo di troppo. La squadra è nelle sue mani, a 18 anni, ed è in grado di mettere a sedere qualunque avversario. Quel crossover contro Sloukas è qualcosa che bisogna ben tenere a mente.

Best coach: Jasikevicius. Semplicemente il migliore. Non che Obradovic sia scarso, ovviamente,  ma quello che sta facendo Saras con il materiale a disposizione è da cineteca. Una cavalcata splendida che vanta anche diversi rimpianti. Attenzione, per i Playoff i lituani ci sono.

Starting 5: Pangos, Doncic, De Colo, Shengelia, Hines.

Sesto uomo: Sergio Rodriguez a mani bassissime. Già il fatto che col suo talento esca dalla panchina la dice lunga sul CSKA, di cui lo spagnolo è ormai leader e come pochi spacca le partite. Intelligenza cestistica incalcolabile e micidiale sangue freddo nei momenti caldi.

Miglior squadra: Il Fenerbahce di Obradovic ha vissuto momenti difficili ma la capacità di trovare sempre una quadratura anche cambiando spesso i punti di riferimento è il chiaro segno di una squadra profondamente organizzata. merito dello stesso Obradovic e di giocatori scelti con cura ed intelligenza.

Squadra sorpresa: Dire Zalgiris è scontato, quindi premio il Pana di Pascual che sta mostrando una costanza invidiabile, trascinato da Calathes, sempre più top player.

Nota tecnica: Al secondo anno di questo formato, qualcosa è già cambiato. Aumentano le squadre vittoriose in back-to-back (vedi Milano) e diminuiscono i drammi di fronte a sconfitte pesanti (capitate a tutti). Forse si inizia a trovare un equilibrio tecnico e psicologico, laddove ogni partita è di fondamentale importanza. Aspetto interessante che può garantire maggiore programmazione.

 

Massimo Mattacheo

MVP: Nick Calathes. Leader, anche senza gran tiro da tre: è il miglior passatore d’Europa con 8,4 assist a sera. Continuo e capace di indirizzare le gare come pochi.

Best coach: Zeljko Obradovic. Dopo alcune difficoltà, ha trovato la quadra e come sempre si dovrà fare i conti con lui per vincere l’Eurolega.

Starting 5: Calathes, De Colo, Doncic, Shengelia, Hines.

Sesto uomo: Sergio Rodriguez. nell’anomalia di una sua uscita dalla panchina, è assolutamente il migliore.

Miglior squadra: CSKA. Da anni il miglior basket, sempre alle F4, non sempre vincente in quell’occasione. Spettacolari e capaci di sostituire Teodosic con Rodriguez senza problemi. Clybutn ha aggiunto atletismo e verticalità in un ruolo in cui la squadra necessitava di rinforzi.

Squadra sorpresa: Barcellona, in negativo. Non si vede luce in fondo al tunnel. Più che probabile il rischio di mancare i PO per il secondo anno consecutivo. Visti gli investimenti estivi sarebbe un bel fallimento.

Nota tecnica: Troppe partite chiuse dopo 10 minuti e scarti pesanti che hanno riguardato tutti. E’ a causa dei ritmi folli di gioco e delle trasferte: troppo dispendioso provare determinati recuperi ed allora si accetta anche lo scarto pesante guardando avanti.

Alessandro Maggi

MVP: Luka Doncic

Best coach: Pablo Laso

Starting 5: Calathes, De Colo, Doncic, Jankunas, Veselj

Sesto uomo: Nikos Pappas

Miglior squadra: Fenerbahce

Squadra sorpresa: Zalgiris Kaunas

Nota tecnica: Si conferma un appiattimento generale con gare chiuse prima del tempo e passivi sorprendenti. Il doppio impegno settimanale impoverisce l’aspetto tecnico e spettacolare. Insomma, si scimmiotta la NBA in un continente dove, per fortuna, non c’è la cultura NBA.

 

Laura Cristaldi

MVP: Per me è sempre De Colo. CSKA una spanna sopra gli altri ed il francese continua ad inanellare prestazioni eccellenti, che ormai non fanno più nemmeno notizia, perché è diventato quasi normale.

Best coach: Jasikevicius. Se lo Zalgiris occupa una posizione Playoff è grazie a lui.

Starting 5: Calathes, De Colo, Shengelia, Melli, Printezis.

Sesto uomo: Jaycee Carroll. Spesso e volentieri ribalta le partite con le sue triple quando la sua squadra è in difficoltà, partendo sempre rigorosamente dalla panchina.

Miglior squadra: Fenerbahce, sempre e comunque. magari i singoli non emergono come numeri, poiché i turchi sono una squadra vera che fa del collettivo il suo forte. Tutti fanno quello che devono fare ed in difesa sono fortissimi.

Squadra sorpresa: In positivo Zalgiris, in negativo Barça.

Nota tecnica: la quantità di infortuni che sta colpendo il Valencia ha raggiunto proporzioni pazzesche: ora pure Van Rossom, così non c’è nemmeno un play (su quattro!).

 

Antonio Mariani

MVP: De Colo per i risultati di squadra e Calathes per la crescita partita dopo partita.

Best coach: Obradovic resta il più forte di tutti. ma complimenti ad Itoudis: sembra quasi scontato ma è primo in classifica con un sistema di gioco solidissimo.

Starting 5: De Colo (Calathes), Shved, Shengelia, Jankunas, Stimac

Sesto uomo: Strelnieks

Miglior squadra: CSKA. Primi non per caso.

Squadra sorpresa: Maccabi e Zalgiris. Due squadre concrete e divertenti, bella pallacanestro.

Nota tecnica: L’impatto importante di diversi ottimi allenatori come Jasikevicius, Spahija e Bartzokas. Con squadre di livello non elevatissimo stanno ottenendo risultati importanti attraverso un sistema di gioco ottimale.

 

Alberto Marzagalia

MVP: Rimane in alto Shved, per l’impatto su una squadra che è buona ma non  eccellente e che rischia seriamente di portare ai Playoff (anche perché molto ben allenata). Ma oggi, il mio MVP è Sergio Rodriguez, semplicemente di un’altra categoria.

Best coach: Jasikevicius, perché lo Zalgiris gioca come il Fenerbahce senza essere il Fenerbahce. A pari livello Laso, che ha gestito una situazione di assoluta emergenza per mesi,  senza piangersi addosso e lavorando seriamente e con profitto.

Starting 5: Rodriguez-Shved-Datome-Clyburn (Shengelia)-Veselj

Sesto uomo: Dico ancora Strelnieks, nonostante le recenti difficoltà dell’Olympiacos. Anche se parte dalla panca, non riesco a vedere Rodriguez come un sesto uomo.

Miglior squadra: Per valore assoluto è il CSKA, appena sopra il Fenerbahce. Pallacanestro che è  perfetta sintesi di talento ed organizzazione.

Squadra sorpresa: Senza alcun dubbio lo Zalgiris in positivo: tra le ultime secondo i pronostici di tutti, oggi ad un passo dai Playoff. Negativamente Milano. Il roster non è da Playoff ma nemmeno da lotta per l’ultimo posto.

Nota tecnica: La pallacanestro dello Zalgiris, che ha dimostrato come anche oggi, nel mondo del “pick and roll”,  si debba e possa muovere palla e uomini, con tagli, blocchi ben fatti ed isolamenti molto ben organizzati ed efficaci. Individualmente, la difesa di Nikita Kurbanov, uno spettacolo di intensità e tecnica. A livello generale è molto intrigante la gestione dei ripetuti impegni di moltissime squadre: si è sofferto, appreso e messo in pratica. Lo spettacolo cresce di livello.

 

Sintetizzando gli autori di #eurodevotion, emerge questo risultato:

MVP : Condiviso tra De Colo, Doncic e Calathes.

Best Coach : Jasikevicius.

Starting 5 : Calathes, De Colo, Doncic, Shengelia, Veselj (Hines)

Sesto uomo: Rodriguez (Strelnieks).

Miglior squadra : CSKA e Fenerbahce a pari merito.

Squadra sorpresa : Plebiscito per lo Zalgiris. In  negativo impressiona il Barça.

Nota tecnica : Le diverse gare chiuse con scarti pesanti al pari dell’adattamento di molte squadre a questo formato attraverso l’ottimo lavoro dei coach.

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