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Il Fenerbahçe stravince e convince

Nona vittoria in tredici partite in quest’edizione della Turkish Airlines Euroleague per il Fenerbahçe campione in carica. I turchi di Zeljko Obradovic si sono pienamente ripresi dopo l’inaspettata debacle della scorsa settimana in casa contro il sorprendente Zalgiris Kaunas. L’armata di Istanbul, dopo aver colto un’importante vittoria in campionato domenica in casa della capolista Tofas, si è infatti ripetuta con una sontuosa prestazione in Eurolega contro la Stella Rossa, annichilendo la squadra serba per 82-56.

Andiamo ad analizzare in cinque punti lo straripante successo dei padroni di casa che, nel raro caso in cui qualcuno ancora dubitasse, ha dimostrato di essere una delle ferme candidate a bissare il titolo conquistato l’anno scorso.

  • La miglior difesa non lascia scampo ai rivali. Il Fenerbahçe ha vinto ancora una volta partendo dall’eccellente difesa. Solo 56 punti incassati contro una squadra che veniva da tre vittorie consecutive, due delle quali in trasferta contro rivali di spessore come Real Madrid e Valencia Basket, la dicono lunga. Contro il Fenerbahçe non c’è stato nulla da fare. La compagine allenata da Zeljko Obradovic ha subito solo 919 punti in 13 incontri, 70.7 a partita: la migliore del lotto delle squadre partecipanti alla massima competizione europea.
  • Sotto il segno di Jan Vesely. Il Fenerbahçe è una squadra che fa del collettivo il suo forte. Spesso e volentieri sono diversi i giocatori a raggiungere la doppia cifra. Tra tutti spicca l’”elicottero ceco” Jan Vesely, che anche contro la Stella Rossa è stato il migliore in campo, con 15 punti, 8 rimbalzi e 24 di valutazione. Nei 13 incontri disputati fino al momento, il giocatore registra una media di 14.3 punti e 4.6 rimbalzi. La scorsa stagione il suo ruolo era stato un po’ più marginale, giocando nell’ombra dell’MVP Ekpe Udoh ma, una volta che quest’ultimo è volato in NBA, il lungo della Repubblica Ceca ha occupato un ruolo di autentico protagonista sotto canestro.
  • La coppia azzurra, che meraviglia! Gigi Datome e Nicolò Melli sono due pedine fondamentali di quella macchina perfetta per macinare pallacanestro che è il Fenerbahçe. I due italiani migliorano partita dopo partita, giocando molti minuti negli incontri che contano, realizzando un lavoro importantissimo per gli equilibri di squadra, e dimostrando una sicurezza invidiabile sia in attacco che in difesa. Anche contro la Stella Rossa entrambi sono andati in doppia cifra: 13 punti e 5 rimbalzi per Gigi Datome (con medie stagionali in Eurolega di 11.8 punti e 4 rimbalzi) e 10 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi e una stoppata per un Nicolò Melli che ogni partita che passa si trova visibilmente sempre più a suo agio nel nuovo contesto (8.3 punti e 5.1 rimbalzi come media).
  • I tifosi turchi sono dei nostalgici. Quando si pensa alla tifoseria turca di pallacanestro, si ha sempre l’idea di un’orda semibarbarica di scalmanati pronti a creare caos e irrispettosi con i rivali. Ovviamente generalizzare non è mai corretto, ma in ogni caso i tifosi del Fenerbahçe sono un’orda sì, ma colorata ed allegra, che invade amichevolmente i palazzetti di tutta Europa mischiandosi con i supporter locali e che in casa non smette mai di animare i propri beniamini, anche nel caso delle (rare) sconfitte. Inoltre, i tifosi del Fenerbahçe sono dei “sentimentaloni”. L’ovazione all’ex Pero Antic, il carismatico lungo macedone passato alla Stella Rossa dopo due anni a Istanbul, la dice lunga sull’autenticità di sentimenti che vanno oltre allo sport. L’ex Atlanta Hawks è stato accolto con affetto anche dagli ex compagni di squadra, soprattutto da Gigi Datome, che proprio al suo maldestro intervento dopo la vittoria della scorsa Eurolega deve il suo nuovo taglio di capelli.
  • Il giovanissimo Alimpijevic non ha potuto far nulla contro il veterano Obradovic. Si ritrovavano faccia a faccia l’allenatore più anziano della competizione, Zeljko Obradovic, nato nel 1960 e il più giovane, Dusan Alimpijevic, classe 1986, 31 anni e più giovane di tre dei suoi giocatori. Quando Obradovic iniziava ad alzare al cielo trofei come allenatore, Alimpijevic era un bimbo che frequentava le elementari. Entrambi serbi, separati da due generazioni. Nella prima sfida diretta non c’è stato molto da fare, ma la Stella Rossa gioca una bella pallacanestro, e sicuramente sentiremo parlare molto in futuro del suo giovane coach.

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