Partite

La presunzione di Vidorreta e la totalità di Jerrells: cinque punti per raccontare Valencia-Milano

A “La Fonteta” di Valencia è andata in scena una delle sfide più emozionanti di questi primi sette round di EuroLeague. 86 punti complessivi nel primo tempo, Valencia che scappa a +17 ad inizio terzo quarto, Olimpia che rimonta e trova il pareggio grazie a Theodore con 13’’ da giocare, infine 18 punti di Curtis Jerrells nei tempi supplementari e titoli di coda. Ma per noi non esiste solo Milano, dunque cinque punti di analisi “eterogenea”.

Txus Vidorreta. Pretattica anni ’80, con l’annuncio di rinuncia a Guillem Vives, e puntuali 18’ in campo. Il coach dei padroni di casa ha il torto, nella riconosciuta emergenza, di non cavalcare alcun cavallo, spezzando il ritmo a più riprese alle strisce di Van Rossom, San Emeterio, Pleiss e Green. Convinto di aver avuto sempre la partita in pugno, non comprende di essere stato davanti solo grazie alle percentuali da 3 (altissime) dei primi 25’;

Sam Van Rossom. Stagione iniziata a rilento, tra la scarsa fiducia societaria (conferma solo a settembre) e qualche infortunio di troppo. Vede Milano, suo trampolino di lancio (con scarsa fiducia a dire il vero), e piazza un 4/4 dall’arco che scava a più riprese il poi inutile vantaggio valenciano;

Gioco taronja. Manca Diot a dare ossigeno alla transizione, manca Latavious Williams a dare verticalità nel pitturato, manca la piena disponibilità fisica dei vari Vives, Martinez, San Emeterio e Sastre. Ecco perchè Vidorreta ordina palla in post a Dubljevic, anche se poi il resto della squadra non crea alternative all’isolamento del centro montenegrino nei momenti chiave;

Curtis Jerrells. Per Milano è totalità. Alza il tono difensivo sia nel secondo quarto, sia nel terzo quando entra sul -17, e chiude con 18 punti all’overtime: in 30’, con largo anticipo (non attendersi lo stesso già venerdì con il Bamberg), dimostra l’essenzialità del suo arrivo;

Olimpia Milano. Il basket, nella sua totalità, è materia semplice. Serve difendere per creare soluzioni offensive, anche se la transizione non è la base portante di una filosofia. 62-45 Valencia nei primi 25’, 37-58 nei restanti 25’. Niente viene per caso.

Alessandro Luigi Maggi

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