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Il Barça ritrova la vittoria in un ambiente irreale

Un’atmosfera strana quella vissuta al Palau Blaugrana di Barcellona in occasione della sfida tra i padroni di casa del FC Barcelona Lassa, reduci da cinque sconfitte consecutive tra campionato ed Eurolega e l’Olympiacos, unica compagine fino al momento imbattuta in quest’edizione della Turkish Airlines Euroleague. Alla fine la necessità di vittoria dei catalani ha avuto la meglio sui greci, spegnendone a poco a poco l’ardore sportivo e imponendosi con un netto 73-51.

Durante il primo quarto il pubblico locale si era concentrato sulla delicata situazione politica della Catalogna, tralasciando quanto esprimevano in campo le due squadre. Dopo cinque lunghissimi minuti di irreale silenzio, irrompeva il grido di “Llibertat” (=libertà in catalano), che ha riecheggiato costante sotto la singolare cupola del palazzetto del Barça fino alla fine del primo periodo.

Dal secondo quarto in poi il pubblico era tornato ad animare pensando alla pallacanestro, e i padroni di casa ne hanno tratto beneficio, rimontando lo svantaggio iniziale e portandosi avanti contro i pericolosi greci, sempre senza la guida di  Vassilis Spanoulis infortunato. La partita si era ravvivata nella ripresa, con il Barça più grintoso, ma comunque l’Olympiacos che provava a reagire, nonostante una serata non certo brillante. I blaugrana chiudevano meglio in difesa e la scarsa percentuale di realizzazione in tiri esteriori da parte dei greci faceva il resto.

Ripassiamo quanto accaduto in quel di Barcellona attraverso i consueti cinque punti.

  • L’ambiente del Palau Blaugrana ha fatto parlare quasi di più di quanto visto in campo. In una città dove la maggioranza delle persone seguono il calcio e raramente riempiono il seppur piccolo palazzetto (7.500 posti), la civica protesta del primo quarto, dapprima silenziosa e poi rumorosa più che mai, era sulla bocca di tutti. Sito Alonso aveva confermato in sala stampa di non aver mai vissuto nulla di simile e che quanto accaduto negli ultimi cinque minuti del primo quarto probabilmente aveva dato una scossa importante alla sua squadra.
  • La difesa del Barça ha vinto la partita. I catalani fino al momento avevano subito 85.5 punti a partita, mentre contro l’Olympiacos sono stati solo 51. Il rientro di Rakim Sanders e Víctor Claver dai rispettivi infortuni ha aiutato molto il congiunto di casa sotto questo punto di vista, insieme con un Phil Pressey molto concentrato: il play americano è una pedina fondamentale nell’ingranaggio difensivo della squadra.
  • L’Olympiacos non era in serata. La squadra allenata da Ioannis Sfairapoulos vista a Barcellona non aveva nulla a che vedere con quella che, con quattro vittorie consecutive in Europa, dominava la competizione fino al momento. Senza Spanoulis, inizialmente si era visto un Georgios Printezis molto attivo su entrambi i fronti, e con spesso la palla in mano, ma il Barça era stato bravo ad annullarlo nel pitturato e nella seconda metà dell’incontro il centro greco non aveva praticamente giocato. Solo 2/15 in triple e 21 palle perse le pessime statistiche di un incontro da dimenticare.
  • La partita in generale non è stata bella. Solo un rimbalzo offensivo tra le due squadre nella prima parte e 6 in tutto (3 per parte) alla fine dell’incontro. Azioni d’attacco spezzettate, molti falli commessi e gioco poco fluido. Un terreno nel quale di solito l’Olympiacos si sente più comodo, ma il Barça ha battuto nettamente i greci utilizzando la loro stessa medicina.
  • Kevin Séraphin nel pitturato blaugrana apporta livello e qualità e Pierre Oriola aggiunge grinta e mordente. Sono stati loro due i fattori determinanti del successo, con 13 e 11 punti rispettivamente. Ante Tomic ha ricoperto un ruolo marginale, giocando solo 11 minuti partendo dalla panchina (4 punti). Sito Alonso ha chiaro in testa quello che vuole dalla sua squadra e questa situazione si ripeterà spesso e volentieri durante la stagione.

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