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#EUROBASKET2017 – DAY 8

Ultima giornata della fase a gironi ed emozioni assai limitate rispetto a quanto visto sinora. Molti verdetti erano già semi-definitivi e si trattava solo di confermare alcune posizioni di classifica, per completare il quadro degli ottavi di finale. Tutte gare dall’esito pressoché scontato e grande interesse limitato al girone D ed alla sfida della sera ad Istanbul, dove i padroni di casa  sfidavano la Lettonia per… evitare la Spagna. E da quel risultato dipendeva anche il primo posto, in bilico tra Russia e Serbia.

38, 12, 23, 20 e 17 sono gli scarti che Croazia, Russia, Spagna, Serbia e Montenegro hanno rifilato, rispettivamente, a Rep.Ceca, Gran Bretagna, Ungheria, Belgio e Romania in cinque gare senza sussulti, se non per qualche prova individuale o statistica di lusso.

Si apre con il 107-69 croato su quel che resta dei cechi. Se molla per Satoransky, per questi ultimi, si fa ancor più dura di quanto è già in realtà. Bojan Bogdanovic fa percorso netto dall’arco (4/4) e ne mette 25 in 22 minuti. 47-32 il divario a rimbalzo e ben poco altro da dire, se non un Saric a tutto tondo, con doppia doppia (18+10) ed anche 3 assist. Croazia seconda che sfiderà la Russia nell’ottavo forse più intrigante.

La Russia è “farfallona” con i britannici ed a 3’24” è sopra di solo un punto. Poi Shved, ancora una volta sontuoso, decide che deve finire lì. 30 punti in 32’14”, 3/7 da due, 6/9 da tre, 6/6 dalla lunetta, 3 rimbalzi, 8 assist e 2 recuperi, con sole 3 perse. Per il momentaneo MVP, Aleksei è probabilmente davanti a tutti. Ora sotto con Bogdanovic e Saric, come già detto. Domenica sera di fuoco.

Spagna in pantofole sull’Ungheria: 87-64. Pau Gasol fa la storia e diventa il miglior marcatore della storia di #eurobasket: poche cose più meritate di questa. Il 49-29 a rimbalzo dice tutto per Scariolo che manda referto tutto il roster con almeno 11’47” di utilizzo, tranne il DNP di Abrines. Domino totale sinora per le furie rosse: non potrà essere la Turchia l’avversario in grado di dare problemi.

La Serbia va subito avanti e dopo 20 minuti il Belgio è battuto, sul 42-25. Anche per Sasha tutti in campo per almeno 8’02” ed il primo posto, per soli due punti di differenza canestri con la Lettonia, che garantisce un ottavo “soft” con l’Ungheria. Bogdan Bogdanovic è sempre decisivo, anche se sparecchia dall’arco ancora una volta (1/5) dopo il 2/10 con la Gran Bretagna. 29,3% sinora nel torneo.

Anche il Montenegro fa la voce grossa con la Romania sin dall’inizio e si guadagna il terzo posto, reale obiettivo del suo girone. Riposo per Tyrece Rice ed altra prova solida di Bojan Dubljevic. Ma attenzione, tra i padroni di casa, “standing ovation” per Andrei Mandache : il capitano rumeno, leader del CSM CSU ORADEA, ne mette 14 con 10 rimbalzi ed 11 assist. la prima “tripla doppia” di questi europei! Per Tanjevic ora sfida alla Lettonia assai complicata.

La serata di Istanbul, finalmente, ci regala un partita vera,  quindi con tensione da gara che conta. Vince la Lettonia (89-79) perché è più forte, ha più talento e gioca meglio. La Turchia prova a lottare, trascinata dall’incredibile Mahmutoglu (19 con n3/6 da tre e 7 rimbalzi assai inusuali) e dal solito Cedi Osman. Il quale mette in scena un duello notevole con Kristaps Porzingis: 24+6+5 per il turco, 28+7 con 3 stoppate per il primo. Gli europei, di questo livello, sanno giocare eccome. Mamma mia che talenti e che capacità, in seppur giovane età, di entrare nelle pieghe della partita. La chiave del successo lettone è la tenuta a rimbalzo, che per una squadra senza centri di ruolo, è fondamentale. Lettoni che ora attendono il Montenegro, nello spicchio di tabellone che prevede, come altro ottavo, Slovenia-Ucraina: un quarto fantastico è pressoché servito. Non è tutto oro quello che luccica sul baltico, però: se è vero che la palla la si passa spesso e bene, è altrettanto vero che il coefficiente di rischio del movimento di palla è sempre molto alto, spesso a causa di quella sorta di pigrizia che avvolge tutte le repubbliche della culla europea del basket. Ma sia chiaro che si rischia di essere all’alba di una superpotenza continentale, e non solo.

Ed allora ecco gli accoppiamenti, in ordine di tabellone, degli ottavi (ora italiana) che si giocheranno sabato 9/9 e domenica 10/9, iniziando dalla parte alta del tabellone:

Germania vs Francia – sabato h1415

Spagna vs Turchia – domenica h1745

Slovenia vs Ucraina – sabato h1130

Lettonia vs Montenegro – domenica h1130

E poi la parte bassa:

Lituania vs Grecia – sabato h2030

Croazia-Russia – domenica h2030

Finlandia vs Italia – sabato h1745

Serbia vs Ungheria – domenica h 1415

I quarti di finale della parte alta si giocheranno martedì 12/9, con relativa semifinale giovedì 12/9 alle ore 2030, mentre quelli della parte bassa si giocheranno mercoledì 13/9, con semifinale venerdì 13/9 alle ore 2030.

Infine le nostre abituali cinque sensazioni, belle o brutte, dopo la giornata di ieri.

  • Andrei Mandache e la tripla doppia: ora se la veda con Andrea Meneghin… Scherzi a parte, sia chiaro che Andrea, parere personale, è il miglior lettore/commentatore di gioco che vi sia. Poca filosofia, nessun fronzolo e tante, tante sensazioni di campo vero.
  • Porzingis e la difesa sono due parallele che prima o poi dovranno incontrarsi se si vuole il cielo.
  • Aleksei Shved sotto controllo è l’MVP di una competizione dove eccellono tanti “piccoli” ma non solo (vedi appunto KP e Markkanen). La stagione di Eurolega del suo Khimki è già motivo di godimento: garantisce Bartzokas.
  • Arbitri, ancora insufficienti. Troppi fischi che non rispettano il gioco. Ora che la competizione si fa feroce ed i fischi peseranno il triplo, cosa combineranno?
  • Baumann e le dichiarazioni su Messina e le finestre. Ecco, l’unico che vorremmo vedere alla finestra e non coinvolto in  nulla che riguardi il gioco è proprio lui.  Politicante contro uomo di campo: indovina da che parte stiamo?

 

 

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