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La leadership di Belinelli, la difesa di squadra ma anche i problemi contro i lunghi di stazza. I 5 punti di Italia-Ucraina

Arriva la seconda vittoria per l’Italbasket, arriva di nuovo di squadra (e questo è ottimo) ma non senza difficoltà.
Proviamo nei nostri consueti 5 punti ad analizzare gli aspetti focali di questa vittoria

“Voglio sapere di chi è questa squadra” diceva un Messina infuriato durante la preparazione. La risposta è ormai limpida: Marco Belinalli. L’Italia nelle difficoltà si affida al suo talento e si gasa con lui. Attenzione però, non vuol dire che si da “palla al beli e pensaci te”, vuol dire che si creano situazioni di gioco ideali per il talento degli Atlanta Hawks. Molte delle triple che hanno causato il primo allungo italiano sono state ben costruite.

– Durante la telecronaca Flavio Tranquillo ha detto “ma chi c’è in panchina? Ettore D’Antoni?” e non senza ragione. L’Italia ha adottato in pieno (per necessità) la small ball tanto caro a Mike e lo dimostrano i 31 tiri da 3. Certo finchè ne vanno a segno 17 non sussistono problemi, sarà curioso vedere gli accorgimenti di Messina in caso di giornata storta al tiro.

-Non si può non citare ancora una volta Ariel Filloy. Se Hackett è fondamentale in fase di costruzione e difensiva, quando entra l’italo-argentino non manca carattere e convinzione. Ancora una volta 12 punti ancora una volta tiri importanti. Non può più essere un caso, Filloy è diventato un elemento fondamentale nella second unit e la sua crescita può essere un passo fondamentale nel cammino dell’Italbasket.

-La nota dolente è sicuramente la difesa sul pick ‘n roll centrale. L’Ucraina approfittando della sua stazza ha messo in difficoltà gli azzurri. Cusin e Biligha non riuscivano a tenere il passo dei centri, e gli esterni faticavano a passare sui blocchi, spesso il tutto finiva con una facile schiacciata. Nel secondo tempo l’Italia ci ha messo più fisico e più aiuto di squadra ma il problema rimane. Passi con l’Ucraina ma contro Valanciunas oggi servirà ben altro.

-Dopo una prima partita in ombra torna a splendere anche Pietro Aradori con tiri e punti fondamentali. Si oscura un po’ Melli che non va a referto nei punti ma porta un contributo essenziale in difesa. E proprio Melli da falso 5 potrebbe essere una mossa importante per limitare i danni nel settore centri, dove gli azzurri soffrono di più

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Dario Destri

Basket come droga. Da anni presente al Forum in tribuna stampa, nel mentre continuo a sognare un titolo dei Phoenix Suns, se non amate Steve Nash non vi voglio nemmeno conoscere (semi-cit.) Non esiste niente di più bello di una Final Four di Euroleague

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