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I Playoffs di Eurolega, l’Abaliga ed il Bruce Bowen europeo. La visione del basket continentale di Dino Repesa.

Il viaggio di avvicinamento ai Playoffs continua per #eurodevotion e questa volta fa tappa in Croazia, anche se potremmo tranquillamente parlare di Italia, visti trascorsi del nostro interlocutore.

A 26 anni Dino Repesa prosegue il suo cammino verso una carriera da allenatore che, se le premesse sono queste, non potrà che essere di assoluto livello. Già avemmo modo di scriverlo diversi mesi orsono: la lucidità, la chiarezza e la capacità di lettura delle squadre, dei giocatori e delle differenti situazioni tecniche è qualcosa di straordinario, che in 30 anni di pallacanestro non mi è mai accaduto di incontrare, se non in casi rarissimi e di altissimo profilo.

Dino, è un po’ che non ci sentiamo, come va in #Abaliga ? (conversazione avvenuta ieri, prima della gara 3 che ha poi assegnato il titolo alla Stella Rossa ndr )

Bene, è stato un bel cammino, ma ora è durissima, praticamente impossibile contro la squadra di Radonjic. Stasera (ieri ndr) proviamo a vincerne una ed a portare i serbi a gara 4 ma nelle condizioni in cui siamo, con Arapovic fuori 9 mesi e Boatright che si è nuovamente stirato, e potrebbe trattarsi di infortuni che chiude la sua stagione, è impresa impossibile. Loro sono forti, ti mettono tanto le mani addosso e le prime due sfide a Belgrado sono state tremende. Hanno una difesa clamorosa, nonostante in attacco non dispongano di così grande talento.

Problemi di infortuni che potrebbero ripercuotersi sui Playoffs croati?

Spero di no, lì potremmo cavarcela, anche se ogni gara va vinta.

A che punto è il processo di maturazione di Dzanan Musa, che compirà 18 anni tra pochi giorni (8/5/1999)?

Direi buono. Recentemente ha fatto un’ottima gara 3 contro il Partizan, poi non benissimo in gara 1 con la Stella ed NE in gara 2. Ora dovrebbe avere più spazio, senza Boatright, ma tutto prosegue nel verso giusto. E’ stato a tratti difficile, perché c’è grande pressione su di lui, tanta gente che gli gira attorno.

Il tiro dall’arco è migliorato?

Sì, ci abbiamo lavorato moltissimo ed i risultati cominciano a vedersi. E’ sicuramente la parte del gioco che gli veniva meno naturale, ora credo si sia raggiunto già un buon livello, ma si deve proseguire. Il suo tempo arriverà.

Parlando di grandi promesse, realtà e fenomeni, mi dici la tua su Doncic? Può andare a fare la voce grossa in NBA?

Fenomenale, stiamo parlando di qualcosa di veramente unico. Non sono gli altri che sono diversi da lui, perfino gli ottimi giocatori, ma è lui che si eleva a livelli talmente superiori… Sì, in NBA potrà essere importantissimo.

Ma veniamo all’Eurolega. prima di parlare dei quarti di finale, ti chiedo se hai visto qualcosa di nuovo nel gioco che ti ha particolarmente colpito.

No, direi piuttosto che si è trattato, quasi senza dubbio, dell’edizione dal livello più alto di sempre. Ogni partita durissima, pronostico mai chiuso, ultime che hanno spesso battuto le prime. Non ci sono più giocatori in grado di andare su quel determinato campo ed essere sicuri di vincere. Questo anche perché le nuove regole salariali NBA hanno precluso l’arrivo di tanti ottimi giocatori: dall’anno prossimo sarà  elemento di ancora  maggiore impatto.

E quindi, come si gestisce questa situazione?

Si lavora sulle squadre, dando continuità ai roster ed allenando al fine di migliorare la base che hai. Facendo poi scouting con precisione  per inserire gli elementi giusti. Non sarà facile ma si può fare bene.

Fammi un nome, fuori dal giro di quelli più noti, che ti ha colpito particolarmente.

Branko Lazic della Stella Rossa. Lui può stare in campo 20 minuti e fare un solo tiro, ma difende alla morte su tutti ed è in grado di cancellare chiunque. Fa un solo tiro, appunto, ma dopo qualche minuto ti accorgi che 15000 persone cantano il suo nome perché incarna lo spirito che dovrebbero avere tutti. Ed alla gente piace. Difende su tutti, non ti lascia respirare. Se fossi uno squadrone, un Real Madrid ad esempio, andrei a prenderlo subito. E’ il Bruce Bowen europeo.

Ed eccoci ai Playoffs. Cominciamo dalla serie per eccellenza, secondo tutti. Panathinaikos e Fenerbahce, Obradovic torna ad Oaka: ce la farà?

Mi sembra la più aperta e credo si giocherà principalmente su un elemento tecnico. Se il Pana saprà andare con continuità in low post con Bourousis, avrà modo di aprire una segmento di partita dove il Fener può fare fatica. Obradovic ha Udoh e Veselj, che sono forti, ma si tratta più di atletismo che di kg. Lì Pascual può fare la differenza e deve cercare di farlo con grande ripetitività, anche per aprire il gioco ad altre soluzioni. I turchi sono più forti sul perimetro, dove i vari Dixon, Nunnally e Bogdanovic non devono essere messi in ritmo, altrimenti per i “greens” sarà dura. I rollanti del Fener, che è squadra di pick and roll,  sono arma letale e dovranno saper attaccare Bourousis proprio lì,  dove è più vulnerabile. Greci che devono togliere anche ritmo alla transizione turca, altrimenti si farà durissima. Filosofie opposte, chi saprà imporre la propria vincerà, ma se Bourousis in low post sarà un fattore, allora dico 55%-45% a favore del Pana.

CSKA vs Baskonia pare decisamente più chiusa. Come la vedi? Impossibile per i baschi?

Sì. E mi spiace, perché a Vitoria hanno fatto benissimo, sapendosi riprendere dopo la brutta sconfitta con Milano alla settima giornata. Sfortunati perché il rovescio interno all’ultima gara con lo Zalgiris gli ha precluso un piazzamento migliore ed una serie più abbordabile. Hanno giocato bene tutto l’anno, lì sanno cambiare facce ogni anno mantenendo un gioco di un certo tipo, c’è cultura. Stile che si basa sul talento, come nel caso di Larkin, ma anche su gente come Voigtmann, che nessuno pensava a questi livelli. Sanno scegliere proprio bene. Alla fine potrebbero vincerne una, ma i russi sono favoriti e non solo in questa serie. Per me lo CSKA è la squadra migliore, anche rispetto al Real, quando gioca la sua pallacanestro.

Real vs Darussafaka sembrerebbe ancora più decisa in partenza. Ma ci possiamo fidare di un Blatt che parte battuto?

Occhio! Spesso squadre da partite ad alti punteggi, non difensive ma basate su concetti più legati all’attacco. E quando giochi e lasci giocare  può succedere di tutto. E’ stato il limite che ha tolto alcuni titoli al Real: partite ai 90 punti e concessioni troppo ampie agli avversari. Ma nelle gare decisive vince sempre la difesa, ancor di più alle Final 4. Ci vuole concretezza, unico neo, a volte dei madrileni. Non mi stupirei di vedere il Darussafaka vincerne una a Madrid, come non mi stupirebbe il 2-0 Real in Turchia. Turchi che hanno aggiunto dimensione interna con Zizic, ma restano squadra perimetrale che si basa su Wanamaker, che per me è il migliore in playmaking dopo Teodosic: possono battere chiunque in gara secca. Alla fine vincerà il Real, ma è serie più aperta di quel che sembra.

Chiudiamo con Olympiacos ed Efes, altra sfida che promette scintille. Oly favoritissimo o no?

Tanti anni di organizzazione difensiva, che con Sfairopoulos ha raggiunto il top: ecco la forza dei greci. Non so se il migliore, forse un filo meglio la Stella Rossa, ma si tratta veramente di un sistema difensivo straordinario che ha reso pressoché impossibile vincere al Pireo. Efes che ha avuto troppi alti e bassi: ora ci vuole continuità e concretezza,  Spanoulis e soci ne hanno di più. Aver giocato alcune gare super non può bastare per vincere questa serie e credo che già il raggiungimento dei Playoff sia un ottimo successo per l’Efes. Quindi sì, dico che i “reds” sono favoriti netti.

Siamo riusciti a parlare per mezz’ora senza accenni a Milano ed a tuo papà, siamo stati bravi..

Infatti, quella è un’altra storia, ne riparleremo. Non lo vedo da agosto con questo calendario.

Spunti tecnici approfonditi ed analisi chiarissime di quel che potrà accadere dal 18 aprile al 2 maggio. Poi sarà tempo di Final 4 e di un’altra puntata. Con la chiarezza e la competenza di Dino.

 

 

 

 

 

 

 

 

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