Petrucci e Malagò non potevano dire di no alla Fiba di Baumann: sarà il segretario generale a scegliere la sede delle Olimpiadi 2024

La questione Coppe europee? Una mera opportunità olimpica. Non è una novità, ma nelle ultime ore una notizia è quasi passata sotto traccia. In seno al Cio, infatti, si sono registrate le dimissioni di Frankie Fredericks, quattro volte argento olimpico nei 100 e 200 metri piani, oggi membro del Comitato Olimpico come della Iaaf. Il namibiano era a capo del gruppo di lavoro che, di fatto, avrebbe indicato la sede della rassegna a cinque cerchi del 2024.

Chi il sostituto? Patrick Baumann, segretario generale e, nei fatti, numero uno della Fiba. Una sostituzione giunta senza particolari scossoni, e che rende il dirigente cestitico l’uomo del momento per lo sport mondiale.

E allora la mente volge a quel giovedì di un anno fa, quando in un giorno di marzo il presidente del Coni Giovanni Malagò condannò la firma di Trento, Sassari e Reggio Emilia con la EuroLeague, definendola uno schiaffo nei suoi confronti, un concetto ribadito poi nella riunione di aprile al Coni: «ritiratevi, o perderemo le olimpiadi». Gianni Petrucci tenne il passo al fianco del dirigente romano, per difendere ovviamente il preolimpico di Torino, e tutto aveva un fine preciso: la centralità di Baumann nella scelta per il 2024.

Non a caso, oggi, in corsa, oltre a Los Angeles abbiamo Parigi. Le francesi, come noto, non hanno alcuna squadra iscritta in EuroLeague e Eurocup, ma solo nella Fiba Champions League.

Il basket, piccolo teatrino del mondo.

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