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La corsa Playoff ed il caso Bargnani

Il diciottesimo turno va in cantiere e l’immagine più chiara è quella di una corsa Playoff che si va definendo, forse prima del previsto. Con tutte le cautele del caso (infortuni e viaggi su tutto), appare chiaro che almeno 4 posti sono più che certi ed appannaggio delle squadre che sono partite favorite e lo stanno pienamente confermando, mentre per i restanti spot chi oggi ha record tra l’11-7 ed il 10-8 ha messo un bel margine sulle inseguitrici.

Alla vigilia di un altro doppio turno, che porta con sé le solite incognite legate a viaggi massacranti ed una stagione che inizia a logorare non poco, abbiamo analizzato le prossime quattro giornate, quelle che termineranno prima della sosta per le coppe nazionali (in maiuscolo le trasferte).

CSKA 14-4 (ZALG-efes-FENE-st.r) – Chiara possibilità di allungare ulteriormente. Alle spalle il periodo difficile di fine 2016, sta gestendo al meglio le condizioni dei suoi due fenomeni, vantaggio non indifferente per quando la palla e le gambe peseranno il doppio.

REAL 13-5 (BAMB-ea7-BASK-unics) – Affronta 3 delle ultime 6 in classifica e lo fa continuando a giocare un’ottima pallacanestro. Roster lunghissimo, decisamente quello più qualitativo, un fenomeno da MVP, un giovane sensazionale e tutta l’esperienza necessaria. Se come 11mo-12mo puoi buttare in campo Andres Nocioni vuol dire che Istanbul è più di una certezza.

OLYMPIACOS 13-5 (EA7-bramb-UNICS-zalg) – Quattro W consecutive tenendo gli avversari a 65,5, striscia che diventa 8-1 nelle ultime 9, con solo una squadra che ha superato gli 82 punti (Brose) nell’unica sconfitta. Sta giocando permettendosi un gestione oculatissima dei suoi due storici “dei”, Spanoulis e Printezis.  E’ il miglior sistema difensivo d’Europa dal 2010, non è un caso che vi sia una base di giocatori sulla quale si lavora da anni. Modello vincente se ce n’è uno: dietro CSKA, Real e Fenerbahce c’è Sfairopoulos. ma siamo sicuri che sia dietro?

BASKONIA 11-7 (st.r-BARC-real-MACC) – E’ chiaramente l’intrusa, ma lo è con pieno merito. Ha toppato solo con Bargnani (ne parliamo sotto): a Vitoria sanno costruire le squadre in modo opposto rispetto al Pireo ma altrettanto valido. Se ne vince due delle prossime quattro è fatta per la post season.

FENERBAHCE 11-7 (UNICS-gala-cska-DARU) – Non sta giocando al suo livello ed è 11-7: attenzione. Obradovic ha bisogno di Bogdanovic come dell’aria e ne sta forzando il reinserimento a 30 minuti di media. Sloukas-Udoh è il miglior asse play-pivot d’Europa come leadership. La difficoltà maggiore che sta affrontando riguarda, per assurdo, proprio il suo coach: l’intensità richiesta è forse troppa per un calendario come questo e l’alternanza nazionale è con un campionato che oggi è il migliore del continente. Perché Anthony Bennett?

PANATHINAIKOS 10-8 (barc-ST.R-GALA-bamb) – Gara chiave col Barça: vincere vuol dire mettere un distacco quasi incolmabile sull’inseguitrice più pericolosa. Stesso discorso per il turno casalingo col Brose. Inserimento di Gentile da ovvi lavori in corso, ma da qualche parte ad Oaka si teme per la seconda parte di stagione di Calathes, che potrebbe tornare ad essere quello poco equilibrato del passato . KC Rivers è una certezza, ma anche lui ha bisogno di un play che la passi, cosa che non è nemmeno James.

STELLA ROSSA 10-8 (BASK-pana-efes-CSKA) – Perchè non dovrebbe perderne 12 di fila? Ovvio, visto il roster, ma poi c’è la realtà che dice di un coach straordinario e di giocatori che non mollano mai e poi mai. Forse non è più nemmeno una sorpresa e forse dovremmo rivalutare il peso di certi uomini come Jovic e Kuzmic. Deon Thompson potrebbe dare quel respiro maggiore offensivo che a volte era limite. Se vince le prossime due in casa con Pana ed Efes ha più di un piede nelle magnifiche 8.

DARUSSAFAKA 10-8 (EFES-zalg-EA7-fene) – La squadra che nessuna delle prime tre vorrebbe mai trovare ai Playoff: le ha già battute tutte e tre ed abbastanza nettamente, sia in casa che fuori. Blatt è l’incubo per tutti: sa come si fa ed ora prova ad inserire il fenomeno Zizic, che contro Parakhouski ha detto 13 e 5 con 5/7 in 33 minuti. Se il ginocchio trattato con pazienza dallo staff tecnico e medico del Cibona (mille allenamenti personalizzati) lo lascerà stare, questo è uno che scriverà pagine importanti. E non è escluso che possa avvenire da subito, dando quella dimensione interna che renderebbe gli esterni di Blatt ancora più immarcabili.

BARCELLONA 8-10 (PANA-bask-ZALG-gala) – La rimonta passa da un 3-1 nelle prossime quattro, preferibilmente battendo Pana e Baskonia. La sfida di Atene è la partita dell’anno per non finire troppo lontano. la pallacanestro espressa finora però non dà nessuna garanzia e le scelte sul mercato lasciano molto a desiderare: confusione e figurine. Bartzokas deve battere un colpo, non si vive di solo Rice.

EFES 8-10 (daru-CSKA-ST.R-ea7) – Tre sfide terribili che daranno speranza o diranno stop alle ambizioni Playoff. Talento e Coach ci sono, la difesa è troppo ondivaga così come gli americani, che passano dalle stelle alle stalle con facilità terribile. 2-2 sarebbe già gran cosa, ma francamente è molto, molto dura. Belgrado sarà snodo fondamentale: non esattamente il campo più facile per giocarsela.

UNICS-BAMBERG (7-11) – ZALGIRIS-MACCABI (6-12) – EA7-GALATASARAY (5-13)  Situazione da miracoli, leggermente migliore solo per chi sta a 7-11 ma che ha tuttavia dimostrato una certa inconsistenza sul rendimento a lungo termine. Inutile pensare ad altro, per avere residue speranze servono serie da 3-1 e tanto aiuto da chi sta davanti. Di certo i campi di queste ultime sei saranno decisivi in ottica lotta e piazzamenti finali. In caso si dovessero verificare le serie di vittorie suddette, lucrare qualche W contro le prime, magari a giochi per loro quasi fatti, potrebbe essere l’addizione fondamentale per provarci.

 

Dopo quasi due terzi di stagione giocati non si può non affrontare la situazione di ANDREA BARGNANI. La prima scelta assoluta del Draft 2006 è sbarcato in Europa con aspettative molto alte, sulla base di un passato (più di 500 gare NBA) e di richieste economiche che ne facevano un pezzo assai pregiato del mercato. Chiedersi perché le big non lo abbiano minimamente cercato basterebbe forse a chiarire il quadro generale, tuttavia i numeri ad oggi ci aiutano a leggere il tutto nell’ottica di quello che è l’ennesimo fallimento di una carriera che avrebbe dovuto essere ben diversa.

213 cm e 111 kg abbinati a quelle mani, in Europa come prima in NBA, sono merce rara. ma poi c’è la testa, c’è il cuore e la voglia che ne deriva. Mille continui infortuni, è corretto dirlo, da sempre tarpano le ali del gigante romano, ma sono anche portatori di dubbi legittimi: continuità nell’allenamento e capacità di saper giocare sulla sofferenza sono parte del bagaglio di questo giocatore? La risposta ad oggi è fin troppo chiara.

Nelle prime 4 gare di Eurolega ha prodotto 17 punti di media in 24,5 minuti, citando 23/34 da due e 4/10 da tre: 14 viaggi in lunetta, di cui 10 vincenti e 12 rimbalzi, che dicono 3 a serata, numero già tremendo di suo. 20 i falli subiti. Tutto sommato si parlava di buone cose, taluni inneggiavano al fenomeno dominatore, ma si trattava dei soliti giudizi di chi legge i tabellini e non guarda le partite.

Le ultime sei gare disputate (in tutto ne ha giocate 10 su 18 con 4 apparizioni in quintetto) hanno detto crude verità ben opposte. 12,18 minuti di media, con 5 punti, 11/26 da due, 1/7 da tre e 5/9 ai liberi. I rimbalzi, già scarsi prima, sono caduti ad 1,5 per sera, mentre resta la costante di 1,5 perse a partita, confermata in entrambi i periodi in esame. Il PIR (performance index rating) di 180 totale lo pone al 120mo posto tra i giocatori di Eurolega: una prima scelta che sta dietro a 10 interi roster?

Questi sono i numeri e non si discutono. Quel che già le cifre fanno presagire non sarà mai pesante come l’incidenza del giocatore nel proprio sistema, tra l’altra un ritmo di gioco che potrebbe benissimo fare al caso suo. Pare purtroppo ormai tutto chiaro: nel 32mo anno di età l’incompiuta è totale. Gli ultimi anni di NBA, la nazionale, il pre-olimpico e la prima parte di esperienza europea dicono di un giocatore troppo condizionante (non difende mai) ed i cui numeri non giustificano più la sua presenza in campo ad alto livello. Se si aggiunge la richiesta economica di un certo peso ecco che si capisce bene come chi punta all’Eurolega il nome di Bargnani non lo debba minimamente tenere in considerazione. A questo punto, Baskonia a parte, sarà da capire cosa accadrà in azzurro, dove il titolare nel ruolo di 4 dovrà assolutamente essere Melli. Ben sappiamo, lo dice lo storico, che il nulla in pivot che offre l’Italia potrebbe costringere Messina a riproporre Nicolò da 5 in uno small ball quasi estremo, che dovrà tassativamente essere accompagnato da una super performance a   rimbalzo di Danilo Gallinari, Gigi Datome ed Alessandro Gentile, per non finire sotto con tutte le big. Forse 20 minuti di Cusin-Cervi potrebbero rendersi necessari per avere lo stesso Melli nel suo vero ruolo: caspita, Cusin-Cervi, brividi. Bargnani, se ci sarà, dovrà battere un ultimo colpo, che poi magari sarebbe il primo.

 

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  1. La Stella Rossa non ne perde 12 di fila per il semplice motivo che i tifosi della Stella Rossa sostengono la squadra sempre, anche quando perde ed è ultima in classifica. Non si mettono a starnazzare come oche isteriche alla prima sconfitta, non chiedono l’esonero dell’allenatore a metà novembre e, soprattutto, perché i tifosi della Stella Rossa capiscono di basket.

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