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Regular Season 2018-2019Squadre

La notte degli Dei: Spanoulis per Printezis.

Un turno da ricordare, l’ennesima notte da vivere senza perdere un solo possesso, la magia  dei derby, il carisma dei campioni e la passione indomita di chi ama la propria squadra ed il gioco prima del risultato. Atene, Spanoulis, Printezis, Llull, Barcellona e tanto altro.

PANATHINAIKOS vs OLYMPIAKOS 77-79

“Spanoulis to Printezis” !!! Quante volte l’abbiamo visto ? Quante volte l’abbiamo ammirato? Quante volte accadrà ancora? E’ l’eternità del gioco, è il potere degli dei, è la pallacanestro nella sua essenza più pura.

V-Span palleggia, esista, finta, sceglie e decide: basta uno sguardo ed è poesia. Printezis sa già tutto, si finge quasi rilassato e disinteressato, tra Singleton e Feldeine che sono molto colpevoli, perché la posizione difensiva va accompagnata da una flessione delle gambe che possa garantire una reazione, ancor più sul pallone decisivo di un derby come questo. Il resto è storia. L’ennesimo, immortale capitolo di una storia che non finirà mai. Grazie di esistere, Vassilis e Georgios.

Daniel Hackett fa cose importanti, l’Oly va sotto a rimbalzo ma tira 11/23 dall’arco. 13 assist (indovinate di chi sono 8…) e sole 6 perse sono uno splendore in tale contesto. Birch cresce sulle note della sinfonia di Vassilis. Nick Calathes ha la sola colpa di dover affrontare l’Olimpo, che merita anche lui. Singleton è notevole, con il solo peccato originale che poi è finale. Rivers al meglio, perfino Fotsis combatte in modo chirurgico. La scelta del fallo di Sfairopoulos a 27 secondi dal termine è il manifesto di un coach vero: so cosa fare e come lo voglio fare.

BARCELLONA vs REAL MADRID 63-102

E’ solo massacro. E’ pesante umiliazione. E’ la realtà del momento che si sovrappone alla realtà della stagione. Il Real è più forte del Barça: il Real è inaffrontabile per il Barça in queste condizioni.

Venti minuti dopo la partita il palazzo canta per i suoi idoli, l’umiliazione è nei numeri ma mai nel cuore: quello catalano batte oggi e batterà sempre. Madrid è lontana e nemica, sempre. Un oceano di cultura e passione divide il “blaugrana” dal “blanco”. Ed i colori hanno intensità diverse nella loro essenza.

Bastano pochi secondi e la tripla di Doncic ha già detto tutto. Sarà così per 40 minuti. 14/28 da tre che ad un certo punto è 8/9. Llull è ancora MVP: oggi ha visioni che solo Teodosic può immaginare. La bomba di tabella del 28-50 è DNA del campione: Russell Westbrook lo disse chiaramente. Le due stoppate di Randolph sono strapotere puro. Se il ragazzo entra nei meccanismi alla perfezione la “casa blanca” diventa ingiocabile. Pablo Laso sta crescendo come pochi coach fecero durante la carriera: è panca difficile, la gestisce come un bicchier d’acqua. Non era così.

Bartzokas non ha armi, è già miracoloso il 4-4 sino ad oggi. Ma attenzione: Tyrece Rice saprà giocare di squadra quando rientreranno gli altri big? E’ tema o problema? Ora arriva il Pana: chi ne perde tre in fila?

GALATASARAY vs DARUSSAFAKA 85-81

La redenzione? Maybe, tuttavia potrebbe essere un semplice rimbalzo tecnico dopo i fatti della settimana. Smith e Dentmon sono fuori rosa, le motivazioni appassionerebbero moltissimo a Milano, certamente più del gioco. Ovvio carico di responsabilità per gli altri e partitone regolarmente arrivato. «Abbiamo giocato male, è semplice» la chiosa di Blatt, mentre per Pleiss e Diebler è solo questione di “play hard”. Il miglior tiratore d’Europa sta tornando. Il Galatasaray difende per la prima volta in stagione e prova a non morire definitivamente. Sarà dura ma appannaggio dei “duri” : Preldzic, Guler, Micov. Inopinatamente sotto a rimbalzo ma con ben 25 assist. Squadra. Darussafaka ancora con 31 tiri dall’arco: sarà basket vero? Mah, finché è 5-3 va bene, poi… Ennesima chiara dimostrazione che non esiste in questa Eurolega una partita facile: ogni due-tre giorni è battaglia, vera, feroce, imprevedibile. Per tutti, nessuno escluso.

CSKA vs ZALGIRIS 95-86

La classica fuga dalla sorpresa per Mosca. Teodosic guida i suoi, seppur ancora in difficoltà dell’arco (17/59 per un pessimo 28,8% in stagione)  e solo nell’ultimo quarto i campioni prendono il controllo. Lo Zalgiris gioca e lotta. 32-24 è dato sui falli abbastanza netto: 43 tiri liberi contro 26 fanno discutere e Jasikevicius non le manda  a dire. «Troppa differenza nei falli e nei falli che mandano in lunetta. Loro hanno molta più esperienza. Ci servirà, ma sono contento di come stiamo giocando». Lo disse già dopo Barcellona, non ha nessuna intenzione di mollare. Brock Motum stavolta la stecca, mentre il vecchio Jankunas predica basket per tre quarti . Augustine impalpabile ma Ayres c’è. Itoudis sa cosa lo aspetta senza De Colo: lo CSKA è un po’ meno extraterrestre. Baskonia, Bamberg e Milano ci possono provare.

 

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