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Regular Season 2018-2019

Milos Teodosic, il fenomeno di una serata mediocre. Come fermare il sistema Cska

La settimana del Panathinaikos è stata decisamente complicata: chiuderla a Mosca non poteva essere il modo migliore per ripartire. Già la prima uscita con lo Zalgiris non aveva convinto, sebbene il valore dei lituani sia già stato ampiamente rivalutato dal successo contro il Baskonia, tuttavia l’impressione destata fino ad ora dai verdi di Oaka è quella di un cantiere in cui il geometra presenta un progetto non esattamente condiviso. A partire da quel Bourousis, straordinario nella passata stagione in un certo sistema basato su determinati concetti, del tutto impalpabile finora a causa di una modalità di gioco che gli crea possessi inadatti ed un utilizzo limitato anche nel minutaggio. Le ultime stagioni del centro ex Milano sono state chiare: se ce l’hai, o lo utilizzi come faro, alla Perasovic per intendersi, oppure è un soprammobile da esporre soltanto a livello estetico, per imbellire il roster come a Madrid.

Dopo il cambio scontatissimo in panchina e prima uscita in attesa di Xavi Pascual, altro tecnico per cui non scatta personalmente l’immediata standing ovation, che pone qualche interrogativo, o magari dà  qualche certezza, sulle responsabilità dei giocatori. L’applicazione e la voglia messe in campo a Mosca sono comunque l’esatto opposto di quanto visto nel primo turno di Eurolega al pari di quelle inesistenti nel disastro del derby. Una delle leggi più crudeli e disoneste dello sport: non puoi cambiare 7 giocatori, più semplice cambiare un coach. Non è comunque buon viatico per il futuro.

Lo CSKA emerge dalle sabbie mobili di un potenziale rovescio casalingo  grazie al semplicissimo fatto di essere squadra immensamente superiore. Lo fa negli ultimi cinque minuti quando gioca la sua pallacanestro e la lucidità dei greci viene meno dopo uno sforzo incredibile per tenere i russi in terreno avverso. I cambi su ogni pick and roll, con i lunghi molto attenti a chiudere le linee di penetrazione ai due fenomeni di Itoudis, è scelta vincente che paga dividendi molto a lungo e toglie ritmo all’attacco russo: alla fine, così facendo, si concede un 37% dall’arco che pesa, soprattutto in virtù dell’inusuale 0/5 di Teodosic, ma il piano tecnico è decisamente uno dei migliori visto in tempi recenti contro questa versione moscovita. Non basta, però.

Nick Calathes è miracoloso per almeno 28 dei 32 minuti spesi in campo, ad un passo dalla tripla doppia (10 punti, 9 rimbalzi ed 8 assist) poi deve cedere di fronte all’onnipotenza di Teodosic e De Colo, coppia numero uno del basket europeo, dove la seconda arriva terza.

Vi è una valutazione tecnica importantissima da cui non si può prescindere, ancor più eclatante se si considera l’ambito mediocre della prestazione fornita da Milos Teodosic. Un’attenta analisi di ogni singolo possesso CSKA dimostra in modo inequivocabile come almeno il 35-40% dei palloni che passano una prima volta (quasi tutti quindi)  dalle sue mani creino una superiorità pressoché continua grazie alla capacità di battere in qualunque modo il suo avversario. Quando lo stesso pallone, in movimento grazie all’ottimo sistema di Itoudis, gli ritorna in mano in modo più dinamico, la percentuale del vantaggio creato dal secondo passaggio del genio serbo diventa una sorta di sentenza già in giudicato dove l’unica variabile nella condanna dell’avversario dipende da un corretto spacing dei compagni e dalla percentuale di realizzazione tra i 50cm ed i 7mt, perché la visione dello stesso copre ampiamente questa superficie, sia sul lato forte che su quello debole. In sostanza, se Mosca si muove e si spazia bene non può avere rivali. Stiamo parlando di qualcosa di molto superiore ad un fenomeno che troppo spesso si è valutato per l’ultimo tiro, tralasciando il dominio totale sui 28 metri per lunghissimi tratti delle partite.

Contromisure possibili? Provare a giocarsela lasciando il pallone in mano a Milos per parecchi secondi, attraverso una difesa feroce sugli altri 4, sempre in anticipo. Gli si concedono 20-25 tiri, accettando i suoi 30 o più punti e provando a limitare il rischio al fatto che comunque sia in grado di darla via sui backdoor che la nostra pressione può subire. Pick and roll? Non cambiare su di lui, non pare follia. Il Pana ci ha provato meglio di tutti scegliendo lo “switch”ma il risultato è una sconfitta nella serata peggiore dello CSKA. Togliendo la palla dalle mani degli altri, De Colo in primis, per tanti secondi, provare ad ottenere un raffreddamento delle mani stesse ed una potenziale uscita dal sistema.

Dopo due giornate vi è una certezza: questa rimane per ora la Lega di Milos Teodosic e del suo CSKA.

Alberto Marzagalia

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