Eurocup, “fenice” Reyer: Lietkabelis ko dal +8 al 38′

Lele
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Un turno di vitale importanza per la Reyer in Eurocup che riceve i lituani del Lietkabelis nel round 5 della seconda manifestazione europea. L’imperativo è vincere, riscattare il ko di Varese, scacciare le nubi date da un primo tempo passivo a Masnago, andare in positivo nel computo vittorie-sconfitte ed imporre il terzo stop in trasferta ai lituani.

Ci sono tutte le premesse per un match ad alta tensione in laguna, gli ospiti non hanno mai vinto lontani da Panevezys ed i padroni di casa non hanno brillato per letture difensive in un ko non bello in Lombardia contro la Varese di coach Brase. Lo score europeo delle due squadre è uguale, 2-2 per entrambe, con Venezia che arriva da 2 vittorie filate ed i lituani che hanno vinto con Cluj-Napoca di misura.

La sfida di Eurocup del Taliercio vede un’assenza per parte: la Reyer è ancora una volta senza capitan Bramos per problemi ai cervicali, il Lietkabelis deve rinunciare ad uno dei giocatori più pericolosi come Zeljiko Sakic.

Che fosse complicatissima era scontato, che potesse avere questo decorso era – però – meno pronosticabile: i lituani hanno giocato una partita dura mentalmente e chirurgica punendo le rotazioni difensive lagunari, ma si sono sciolti come neve al sole all’ultimo. La Reyer – fischiata dal suo pubblico – precipita a -10 al 35′ e -8 al 38′ prima di rinascere come la fenice: un 13-2 devastante in 150″ piega il Lietkabelis.

Il finale al Taliercio è 74-71, gli oro-granata tirano un enorme sospiro di sollievo in una serata che pareva stregata e si prendono il terzo successo in fila della propria Eurocup: i lituani hanno tanto, tantissimo da recriminare in una serata che stava andando come volevano, perché perdere dal +8 del 38′ brucia, come bruciano le 4 palle perse degli ultimi minuti.

Lietkabelis sbarazzino e chirurgico: Morris e Griciunas per la fuga

La partita del Lietkabelis è stata assolutamente sbarazzina e chirurgica, con Morris e Griciunas a guidare una fase offensiva magari non spettacolare ma efficace e positiva. Se i lituani hanno fatto penare così tanto la Reyer in questa quinta uscita europea è grande merito di una doppia fase concentrata e ruvida, a volte anche troppo: il faro offensivo nonché giocatore con più talento ha guidato i suoi al +8 del 38′ prima di perdere anche lui la bussola.

Nel complesso – però – al team di Canak è mancato il classico centesimo per fare l’euro perché hanno completato una fuga che pareva essere quella buona, salvo – poi – allargare la maglie difensive in maniera assai disgraziata sportivamente parlando. Però quei 38′ sono stati ottimi, Morris ed un solido Griciunas hanno punito delle rotazioni difensive in ritardo ed hanno segnato diversi punti da queste situazioni.

L’altro dato chiave è sicuramente quello quello dei punti dalla panchina: capitalizzare un vantaggio non scontato di 24 punti a 11 in uscita dalla panchina era praticamente obbligatorio per i lituani, ma non è stato così per un cedimento strutturale netto nel finale: la difesa è collassata, l’attacco si è fermato e l’esperienza dei locali ha dato il là alla rimonta. I lituani si portano a casa i complimenti, ma non aver preso questi 2 punti resterà un grande peccato capitale.

Viaggio all’inferno e ritorno, il thriller d’Eurocup in casa Reyer

Un finale di partita degno di Dario Argento. Quello che stava diventando un film horror in uscita dalla pausa nazionale è diventato – improvvisamente – un film di fantascienza. Perché – probabilmente – è di questo che stiamo parlando. Segnare 8 punti in 7’30” per segnarne poi 14 in 2’30”: oggettivamente per molti è fantascienza, invece è quanto accaduto al Taliercio questa sera.

Il Lietkabelis al 37’30” si trovava con un margine di vantaggio rassicurante (61-69) ed un’inerzia di partita tutta nelle sue mani, ma il minimo errore in queste sfide di Eurocup si paga tanto, tantissimo, ed ecco l’impensabile.

Tre liberi di Watt e 5 punti di Freeman – intervallati da 2 liberi di Morris – ridanno ossigeno alla truppa di De Raffaele, così a 74″ dal termine si è sul 69-71, ma è una persa dello stesso numero 1 lituano a sancire la svolta: il #50 della Reyer ruba palla, parte in palleggio e affonda la bimane della parità.

Un film finale che è stato completato dagli attacchi asfittici dei lituani, culminati con la stoppatissima di un Willis protagonista negli ultimi 300″ e con i liberi dello stesso lungo ex Badalona, che hanno messo in ghiaccio una partita praticamente persa. Dal -8 del 37’30” al successo, la storia di questa partita passa tutta da qui, ma non va dimenticato il “prima”.

A 300″ dal termine gli ospiti trovano la fuga buona, vanno sul 55-65 e sembrano in controllo totale, ma qualcosa lì è scattato, cambiato: i fischi di un Taliercio spazientito hanno scosso la squadra, che caricata dai 5 filati di Willis ha ricucito una prima volta il gap. Ecco, per descrivere il successo non dimentichiamo questi 3 frame: -10, fischi del Taliercio, 50″ dopo -5. Poi -8, altri fischi e il rimontone finale. La speranza è che questa sia la svolta.

Non è certamente tutto rose e fiori, gli oro-granata al momento hanno difetti visibili e palesi, ma questi sono successi che possono fungere da spartiacque del momento e – più in generale – di una stagione.

Rimbalzi e difesa d’insieme, come rimontare

La rimonta epica degli ultimi 150″ ha lasciato un enorme amaro in bocca a coach Canak, che già pregustava il primo blitz esterno dell’Eurocup lituana sul +8, ma i fondamentali della rimonta oro-granata partono da una situazione che si è sviluppata nel corso dei 37’30” precedenti, ossia i rimbalzi.

Se è vero che la Reyer ha tirato molto male da 2 (36%) garantendosi possibilità di conquistare dei rimbalzi in attacco, è anche vero che Griciunas e compagni hanno collaborato e non poco subendo la fisicità e la reattività dei lagunari. Un dato eloquente il 46-35 finale, ma 15 rimbalzi offensivi a 3 sono il vero fattore. 17 le carambole della coppia Willis-Watt, 7 quelli di Parks: il Lietkabelis perde nel finale, ma ha la colpa di non aver ucciso il match per troppi rimbalzi lasciati ai padroni di casa.

I lagunari tirano 9 volte in più, segnano lo stesso numero di canestri dei lituani, recuperano 4 palloni in meno, perdono 2 palloni in più e vincono lo stesso: merito dei rimbalzi sicuramente, ma – anche merito degli ultimi 5′ difensivi.

Negli ultimi 300″ i viaggianti producono 6 punti, di cui 4 in lunetta e 2 in lay up, perdono 5 palloni e sbagliano l’impossibile. Di quei 5 palloni persi, 2 provengono da fallo offensivo, 2 hanno concesso 4 punti in contropiede ai lagunari ed uno arriva dalla stoppata con recupero di Willis. 19-6 in 5′, 13-2 in 2’30”, la difesa della Reyer ha messo sotto chiave il canestro garantendosi la possibilità di avere vita in un match complicatissimo.

Una difesa d’esperienza, guidata dai falli in attacco su Granger e dai tentacoli velenosi di Spissu e Watt. Proprio il furto con scasso del #50 stabilisce la parità a 71 prima dello scatto finale: l’immagine – però – è una stoppata portentosa di Willis a 49″ dal termine.

Poi – certo – ci vuole il talento offensivo: per fortuna per quello è bastato citofonare a Willis, Freeman e Watt, i 3 bucanieri oro-granata che hanno stabilito il 74-71 finale.

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Lele

Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket
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