Tenerife conclude la settimana da incubo di Valencia

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La squadra di Mumbrù subisce un altro duro ko tecnico sul parquet di una Tenerife sempre più lanciata

Dopo le scaramucce del primo quarto, Tenerife si intesta ben presto la leadership della sfida, facendo il bello e cattivo tempo in attacco e condannando i valenciani al secondo tonfo consecutivo dopo il pesante no-game del Pala Dozza.

In questa Jornada 8 dunque è un successo in più nel motore degli isolani, mentre è un inciampo che trattiene nella linea di galleggiamento di metà classifica i ragazzi di Mumbrù, alle prese con un momento di down inaspettato dopo le scorribande europee delle scorse settimane. Il risultato finale è di 94-78 per i canari.

Tenerife vince - Eurodevotion

Le nostre considerazioni sono condensate nei cruciali tre punti d’analisi di Eurodevotion.

Tenerife, la consapevolezza nutre la brillantezza

La squadra di Vidorreta vince ancora e continua a volare nella grande confidencia di prima della classe, per una notte posizione occupata in solitaria, riesce così ad imporsi con estrema brillantezza offensiva sin dall’inizio di gara.

Una squadra che sta davvero facendo benissimo quest’anno, candidandosi ai piani più alti del basket spagnolo in barba a molte agguerrite concorrenti.

Oggi la fase offensiva funziona ancora una volta alla perfezione, con gli interpreti canari che riescono a calamitare la difesa avversaria e poi a seccarla con una superba circolazione di palla, recapitando palloni a ripetizione sotto canestro – Shermadini è fortunato beneficiario e consistente finalizzatore – e ai tiratori – 41% dall’arco.

Il rapporto assist/perse è un più che ottimo 18/13, le percentuali ottime e sono 9 i giocatori ad essere andati a segno, nessuno con meno di 5 punti a referto, sono tutti indicatori ottimi anche per il sesto offensive rating della Liga.

Grande personalità dei propri portatori di palla, grande consapevolezza di squadra e riuscita divina della circolazione di palla, che riesce ad eludere qualunque sforzo oppositivo avversario. Che qualità Tenerife!

Valencia ancora ko

Un po’ preoccupante questa settimana dalle parti de la Fonteta, i taronja sono costretti ad alzare bandiera bianca per la seconda volta di seguito, lasciandosi travolgere dalla molto migliore verve avversaria.

In realtà non sono mancati, soprattutto nel primo tempo, buoni momenti offensivi, con una circolazione di palla che ha saputo essere più che dignitosa in più di qualche frangente, tuttavia subire 94 punti -di cui 50 nel primo tempo – è sinonimo di una fase difensiva che non si è certo presentata come competitiva.

I ragazzi di Mumbrù non sono riusciti a trovare riferimenti tecnici cui affidarsi in generale e tatticamente hanno faticato fortemente ad opporre contromisure all’incredibile ritmo acquisito dall’attacco casalingo.

Troppe volte si è abboccati alle trame guizzanti della manovra canaria, perdendo la bussola e consentendo una rete di passaggi ottimale, mirata a trovare zone di campo e tiri di qualità davvero elevata.

Non c’è tempo per farsi prendere da una spirale negativa, la reazione serve subito, a cominciare dal doppio turno di Euroleague, ma anche e soprattutto dal campionato, dove un record di 4-4 può e deve essere migliorato.

I protagonisti

Nel racconto dei principali giocatori della gara, un dato primario è che Dubljevic si conferma termometro del team taronja, che fa grande fatica e chiude con il peggior plus/minus della squadra (-14).

E’ impietoso il confronto con il totem degli avversari, quella vecchia volpe georgiana di Shermadini, che banchetta allegramente nel pitturato grazie ad un sontuoso bottino di 19 punti e 8 rimbalzi, 20 di +/- e 22 di valutazione. Una performance di grande livello che è anche specchio della grandissima abilità di squadra a renderlo catalizzatore della sublime costruzione di gioco collettiva.

Proseguendo con un racconto simmetrico, se Chris Jones non è stato motore e anima di Valencia come sarebbe stato necessario nelle difficoltà, con una gara piuttosto anonima, dall’altro hanno fatto un’ottima impressione tanto Huertas, soprattutto nei parziali iniziali, quanto un debordante Jaime Fernandez che chiude con 22 punti, 7 assist e un impatto pesantissimo sull’economia della gara.

Chiudiamo così, facendo torto forse a qualcuno, con due tiratori che hanno entrambi giocato un ruolo piuttosto importante nei successi offensivi raccolti nel corso della squadra dalle rispettive squadre. Colui che si salva per i taronja è infatti Josip Puerto, autore di 13 punti e miglior realizzatore degli ospiti, che è stato uno dei più combattivi in avvio e ha punito chirurgico dalla lunga (13 punti, 3/3 dall’arco), dall’altro lato meno preciso, ma forse persino più decisivo, particolarmente a punire gli esasperati e confusi blitz difensivi valenciani, il solito Sasu Salin (12 punti, 4/8 dai 6,75).

Photo credit: Acb, Club Baloncesto 1939 Canarias e Valencia Facebook, acb.com

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