Euroleague #R8: magia dell’Efes che fa sparire il Barcellona con il mago Micic

Lele
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Turno numero 8 di Euroleague che si sottolinea soprattutto per lo scontro totale tra Efes e Barcellona alla Sinan Erdem Sports Hall. Un momento di stagione ben diverso tra le due squadre, i turchi sono indietrissimo in classifica (2-5) con un 15° posto che certamente vuol dire poco ma non deve neanche passare inosservato; i blaugrana si trovano al 2° posto e sono in un ottimo stato di forma.

Alla partita di stasera ad Istanbul i padroni di casa arrivano ancora una volta senza Larkin, che dovrebbe essere però quasi pronto al rientro (lo rivedremo al Forum martedì?) visto che ha preso parte ieri all’allenamento. Assenti anche Arna e Balbay. In casa catalana sono assenti Kuric, Mirotic e Martinez.

Quella di stasera è l’ennesimo atto di una sorta di saga degna di Harry Potter: non ci sono bacchette, scope e quanto altro, ci sono – però – diversi maghi sul parquet da ambo le parti, seppur non tutti. Vedremo chi farà la magia stasera ad Istanbul.

La magia la fa l’Efes nel turno numero 8 di Euroleague: alla Sinan Erdem Sports Hall chi scompare è il Barcellona dopo aver giocato un gran primo quarto (16-22) difensivamente ed offensivamente parlando. Nei 20′ centrali – però – i blaugrana escono dal campo, incassano 50 punti segnandone 35, precipitano a -9 al 30′ e devono arrendersi al talento debordante dei Campioni d’Europa in carica.

Come detto, la sfida si decide in quei 20′, con i turchi che sono guidati ed ispirati nella rimonta da un ispiratissimo Amath M’Baye: un 3/3 mortifero da oltre l’arco del francese riaccende il clima di Istanbul, equilibra la partita e permette ai compagni di scegliere il momento per entrare nel match. Il Barcellona va anche a -15, recupera e trova il -6 con un Laprovittola sontuoso ma alza bandiera bianca con merito e senza grande appello. 96-86 il finale.

La notte del mago: Micic accende l’Efes d’Euroleague

Turno 8. La notte di Istanbul accende il Mago, Vasilije Micic. L’ultimo MVP delle F4 di Euroleague si prende la scena alla Sinan Erdem Sports Hall e fa sparire con dei colpi di magia il Barcellona di Jasikevicius, che si scopre impotente, fragile mentalmente ed incapace di reggere l’urto del #22 serbo. Il fuoriclasse di coach Ataman guida la rimonta dei suoi in coppia con un gran M’Baye e permette – poi – ai suoi di andare in fuga nel punteggio.

La partita in cifre del serbo è un inno alla pallacanestro, un dominio incontrastato sulle due metà campo: 6/11 dal campo, 7/8 in lunetta, 3 rimbalzi, 5 assist, 4 recuperi, 1 sola persa, 10 falli subiti, 22 punti e 36 di valutazione. Una serata da MVP per l’ultimo MVP delle F4, momenti di dominio assoluto sui blaugrana, che non reggono le accelerazioni, le magate e la precisione di Vasa Micic.

Se guida la rimonta M’Baye, il serbo guida la fuga tra triple, falli subiti (una marea) nel terzo quarto e giocate a spezzare la difesa passiva di un Barca negativo per larghi tratti del match. Semplicemente infermabile il #22 dei turchi, che quando gioca così e fa attenzione anche alla fase difensiva è il più forte per distacco di questo torneo.

Lapro e poco altro, il Barca sanguina davanti agli squali turchi: brutto ko con polemica

Il Barcellona gioca un gran primo quarto, va a +6 al 10′, poi scompare nel nulla contro l’Efes, che gli chiude le linee di passaggio, difende il ferro con grande aggressività (4 stoppate a 2) e recupera tanti palloni. Se in generale il dato delle palle perse non è così lontano tra di loro, è ai 2 estremi quello dei recuperi: i turchi di coach Ataman recuperano ben 11 palloni contro i soli 3 dei blaugrana.

Proprio il dato dei recuperi è una delle chiavi della fuga dei Campioni d’Europa, che hanno alzato i ritmi nei momenti che contavano con delle transizioni che decisamente hanno fatto malissimo. Concedere 11 palloni sui 15 persi complessivi ad una squadra votata al ritmo alto come l’Efes è come sanguinare davanti agli squali e – difatti – la seconda della classe si scopre sfiduciata, piatta e senza reattività difensiva, oltre che poco presente sul campo.

Si salvano in maniera importante i soli Laprovittola e Sanli, autori rispettivamente di 28 e 18 punti, mentre pochissimo arriva da Satoranksy, Veseliy, Tobey e Da Silva con 3 punti segnati in 4 (tutti del play ceco). Buona prova anche per Higgins, che prova a salvare capre e cavoli nel terzo quarto, ma senza grande fortuna: in tutto questo marasma di giocatori ampiamente sotto la sufficienza si registra la querelle tra Kalinic e Jasikevicius, con il coach che spedisce in spogliatoio il suo atleta nel terzo quarto.

Una delle immagini del match è data dal clinic offensivo di Clyburn, che ha segnato 3 canestri praticamente identici mandando l’avversario a prendersi un drink con una finta: non proprio la cosa più bella per quella che era una delle migliori difese del torneo. Il dato dei rimbalzi ha visto dominare i blaugrana per almeno 10′, ma lì è finito l’effetto: il 28-32 catalano punisce comunque la squadra di Jasikevicius, che da un dominio è passato a soffrire i lunghi turchi.

Clyburn, M’Baye, Bryant, Dunston: l’Efes vince di squadra

Se il vero MVP è Micic, anche Clyburn gioca una prova da fuoriclasse: l’ex CSKA ne segna 24 con 9/16 dal campo, 6 rimbalzi, 2 assist e 5 falli subiti in 35′ di utilizzo con 28 di valutazione affondando le ultime speranze di rimonta del Barcellona. Triple, canestri dall’angolo, assalti al ferro, il giocatore con la #12 ha dominato in lungo ed in largo il secondo tempo con il serbo, trascinando l’Efes alla vittoria sugli esterni.

Una vittoria nei piccoli certificata dai punti di un super positivo Bryant, che ne ha segnati 16 punti con 6/10 dal campo. Da registrare – però – anche le prove di M’Baye e Dunston, che hanno giocato una partita molto positiva: il francese ha dato il là alla rimonta con 3 triple completando l’opera con 13 punti totali e 3 stoppate, mentre l’ex Varese ha a referto 7 punti, 3 rimbalzi, 2 recuperi ed una stoppata.

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Lele

Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket
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