Zaragoza, l’urlo è liberatorio! Il Real cade vittima del primo squillo aragonese

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Il Casademont Zaragoza raccoglie il suo primo successo stagionale su un’opaca versione del Real Madrid

Era 0-5 il record degli aragonesi in un travagliato inizio di stagione prima di questa magica domenica, in cui i padroni di casa sono riusciti a piegare niente di meno che i campioni in carica del Real per 94-89.

Le merengues, giunte all’appuntamento sulla carta agevole di questa Jornada 7 sulle ali dell’importante successo settimanale al Mediolanum Forum, giocano una gara davvero deficitario, con un approccio insufficiente e senza pareggiare mai emozionalmente la furia di un Zaragoza motivato ed adrenalinico.

Zaragoza vince - Eurodevotion

Il nostro commento sul prestigioso scalpo raccolto dagli aragonesi nella serata di ieri si struttura nella classica tripartizione d’analisi.

L’approccio

Non era certo un periodo facile per Zaragoza che, dopo aver cacciato Schiller qualche settimana fa, aveva sfiorato il primo successo stagionale, ma era caduta due volte, condannata nel finale sia contro Badalona, che con Fuenlabrada. Tutta la voglia di sbloccare quello 0 alla casella vittorie si è vista ieri sera.

L’approccio delle due squadre è stato caratterialmente opposto, anche se non necessariamente il Casademont è stato brillante tecnicamente sin dal primo minuto.

Gli aragonesi però hanno da subito bloccato le iniziative madrilene, con una difesa più che competente, studiata anche con l’uso di una compattissima 3-2. Mettendo in crisi la manovra dei blancos, l’attacco seguiva nel tentativo di sfruttare il più possibile le praterie in campo aperto, lasciate da un avversario distratto e totalmente pessimo nella gestione della transizione difensiva.

Il vantaggio del primo quarto (20-13) è stato poi perpetuato, conservato, difeso e alimentato durante tutto il corso della gara, con importanti tentativi di fuga. Di fronte poi ad un maggiore fluire dell’offesa madridista, le risposte sono state di grande tenacia e di forte determinazione. Il calo nel finale, con qualche persa di troppo, di frenesia e paura, avrebbe potuto compromettere tutto, ma anche in quel caso sono arrivate puntuali le giocate decisive in soccorso di un risultato a lungo agognato.

Un dato rappresentativo di quanto sia stato determinante l’approccio è quello dei rimbalzi, in cui Zaragoza ha tenuto testa al Real (39-37 Madrid), nonostante la differenza di mezzi e corpi che è evidente tra le due squadre. Inoltre, degli 11 rimbalzi in attacco della squadra di casa, ne sono arrivati molti a ripetizione nelle fasi più concitate del match, nell’ultimo quarto, garantendo seconde occasioni fondamentali a frenare la spinta propulsiva in transizione del Real e, soprattutto, alimentando le speranze di vittoria.

I problemi del Real

Che non fosse un Real ancora al top, lo si era visto anche in altre occasioni. Non stupisce eccessivamente, dunque, che alcuni problemi si manifestino ancora come evidenti e necessitino di un paziente lavoro da parte dello staff blanco nel prossimo futuro.

Perdere nella frenesia di una lunga stagione ci sta, ma quegli 89 punti nascondono difficoltà di sistema offensivo che non sono così occasionali. Il primo quarto è stato particolarmente difficoltoso nella metà campo avversaria, con pochissime idee, poca lucidità e persino pochi spunti individuali.

Con l’avanzare dei minuti le cose sono migliorate, ma ci sono degli importanti distinguo da fare. 23, 22 e 31 come bottini nei tre quarti seguenti parrebbero segnalare una più che discreta qualità di pallacanestro, ma i numeri dicono anche che il Real ha smazzato la miseria di 8 assist, pochissimi in rapporto ai punti realizzati, a fronte di ben 18 palle perse, piovute a caterva nel momento di maggiore crisi. Queste sono quindi statistiche molto più veritiere nel descrivere aderentemente quello che si è visto in campo.

Llull (17), Hezonja (17) e Musa (16) hanno preso in mano le sorti offensive, che, insieme a sprazzi di Tavares e Yabusele, hanno rappresentato una reazione ancora una volta più di individualità e talento, che di coralità di manovra. Il merito delle merengues è stato seguirli, aggrapparsi a loro e limitare gli sprechi in ambito di cura del pallone. Le perse nel finale sono state ridotte e sono state sfruttate invece quelle avversarie, in odore di suicidio, capitalizzando la refurtiva in contropiede.

Tuttavia, con un contributo difensivo davvero latitante, soprattutto in transizione, e l’asimmetria di motivazione e ardore agonistico di cui abbiamo detto sopra, lo scherzetto era dietro l’angolo e il Real ci è cascato in pieno. Ecco quindi la seconda sconfitta in ACB e qualche interrogativo in più su cui riflettere per il futuro….

Aday Mara e gli altri protagonisti

Ci sono tante ottime prove nei singoli della squadra di Fisac, quella che più sconvolge però, simbolo della rinascita aragonese, è quella del canterano classe 2005 Aday Mara.

220 cm per 106 kg, nato proprio a Zaragoza, ha poco più di 17 anni, un volto candido e fanciullesco che ne tradisce l’estrema giovinezza ed è considerato con grandissimo riguardo tra i più allettanti prospetti europei. Da poche settimane, soprattuto con il ritorno del tecnico ex Granca in panchina, il giovane spagnolo ha iniziato a trovare spazio in prima squadra, oggi il suo contributo è propriamente deflagrato.

Non ha giocato molti minuti, ma negli 8′ concessi colui che Marca ha definitola torre de futuro del baloncesto español” ha realizzato 8 punti, 4 rimbalzi e 1 assist, rubando davvero l’occhio degli spettatori. Ha segnato con grande varietà, sul pick and roll, da un lob, a rimbalzo in attacco e dalla media, aggiungendo tanto per gradire un assist stupendo dal post e comportandosi bene a protezione del ferro. Possiamo assicurare che lo terremo d’occhio…

Sono stati poi tanti i giocatori di Zaragoza a brillare in una serata inevitabilmente di festa, colpiscono particolarmente le prove di Dino Radoncic (10+6rim) e di Howard Sant-Roos (9+ 6 ast+ 4 rim). In particolare il cubano ha dato un grandissimo contributo, in termini di energia, di coinvolgimento dei compagni – il migliore in una prova collettiva da 22 assist per i ragazzi di Fisac – e di presenza generale sulla gara.

Colui che, infine, è stato l’indiscusso MVP è Justinian Jessup, autore di una prova offensiva considerevole, catalizzatore del volume offensivo prodotto dai suoi, grazie alle grandi abilità di tiratore. 28 punti e 6 rimbalzi, con 4/8 dall’arco per il 24enne del Colorado, che gli sono valsi la nomina di miglior giocatore del round di Liga.

L’urlo di Zaragoza, del suo popolo, dei suoi protagonisti è stato liberatorio, ora si può ripartire e sperare in una ripresa di una stagione iniziata in notevole salita.

Photo credit: ACB.com, Casademont Zaragoza e Real Madrid Twitter

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