La lavagnetta di ED #4: lo shuffle screen del Barcellona

Andrea Ranieri
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Settimana di gita spagnola di prestigio per Virtus Bologna, impegnata contro il Real Madrid, e Olimpia Milano, che contro il Barcellona è attesa dal primo vero big match della propria stagione europea. La lavagnetta di Eurodevotion, per parlarvi di shuffle screen, si getterà proprio sulla seconda gara, quella tra catalani e meneghini. Motivo? In primis, si tratta di un incontro tra due delle principali candidate ad alzare il trofeo a maggio; in secundis, lo shuffle screen potrebbe essere la chiave tattica della partita offensiva blaugrana e difensiva biancorossa.

Entrambe le squadre devono ancora rendersi convincenti a livello di gioco indubbiamente. Il Barcellona deve ancora trovare una chiara identità, e fin qui si è rivelato un po’ altalenante. Si intravedono sprazzi di buon basket offensivo, invece, per Milano, ma la strada è lunghissima e le partite fino adesso sono state vinte semplicemente perché la truppa di Ettore Messina era più forte delle contendenti. Tra i punti focali della partita vi sarà sicuramente la capacità di Tomas Satoransky di giocare spalle a canestro; ed è per questo che, con il contributo di coach Stavros Evgeneiadis, vi parliamo di shuffle screen.

Come funziona: lo shuffle screen del Barcellona

Un utilizzo dello shuffle screen per mandare Tomas Satoransky spalle a canestro

Innanzitutto, cosa si intende per shuffle screen? Si tratta di un blocco cieco ricevuto da un giocatore che generalmente parte dal post alto (zona della lunetta) quando la palla si trova sul lato opposto, in modo poi da andare a giocare spalle a canestro. Nel clasico questa giocata è stata letale per il Real Madrid, che non ha saputo opporsi al gioco in post basso di Satoransky, messo in questa situazione per sfruttare la stazza fisica gigantesca per il ruolo di pointguard.

Azione di apertura proprio del succitato clasico. Satoransky conduce la palla sul lato destro, mentre Sertac Sanli, dalla punta, va a piazzare un blocco verticale d’uscita per Nicolas Laprovittola, che riceve nella fascia centrale del campo. A questo punto, dalle tacche di sinistra esce in ala Nikola Kalinić, che riceve dinamicamente.

Durante la ricezione del serbo, sul gomito destro Sanli setta un blocco cieco (shuffle screen, appunto) per Satoransky. Rodriguez sceglie di passare in quarta (dietro a tutti, una follia in questa situazione) e non riesce quindi nel tentativo di anticipare davanti il ceco, che riceve e ha poi imbarazzante facilità ad attaccare il centro con la mano destra.

Cinismo del Barcellona con l’utilizzo dello shuffle screen, ingenuità del Real Madrid e del suo staff tecnico nel non sapersi opporre. Milano non potrà commettere lo stesso errore.

Come si (può) batte(re): lo shuffle screen del Barcellona

Col Real Madrid l’Olimpia ha in comune delle guardie che, spalle a canestro, potrebbero soffrire i centimetri di Satoransky, quindi questa situazione di shuffle screen deve essere conosciuta e contrastata alla perfezione, evitando che una squadra ancora molto indietro nel gioco di insieme possa vincere la partita facendo leva su un evidente punto di forza.

La nostra idea è che in post basso il playmaker del Barcellona non debba nemmeno arrivarci, sempre per la serie che prevenire è meglio che curare. Come agiamo dunque? Oltre all’ovvietà di anticipare il ribaltamento in ala a Kalinić, cosa comunque difficile a questi livelli, dobbiamo fare scelte molto estreme sul blocco cieco.

La prima è quella di mettere il corpo del difensore tra Satoransky e il blocco, cercando quindi di negarglielo e di spingerlo verso lo spazio in allontanamento, riempito dal suo compagno in angolo. Un’idea alternativa può essere quella del cambio, ma se l’attacco legge bene, con così tanti secondi sul cronometro si rischia di mettersi in situazioni ancora più insostenibili, soprattutto contro i lunghi del Barcellona.

Queste le nostre idee. E ci permettiamo di dare un suggerimento utile non solo in questa situazione di shuffle screen. Per il Real Madrid con Sergio Rodriguez, incredibilmente, non fu scontato, immaginiamo che lo sia ora: che non sia Kevin Pangos ad accoppiarsi con Tomas Satoransky. Una banalità, ma solo dopo aver evitato ciò si può parlare di tutto il resto.

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