La lavagnetta di ED #2: lo stagger split dell’Alba Berlino

Andrea Ranieri
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Secondo giro stagionale per la lavagnetta di Eurodevotion e la sua opera di scouting nei confronti delle avversarie delle italiane d’Eurolega. Dopo l’esordio a tinte bianconere, si passa al biancorosso dell’Olimpia Milano per parlarvi dello stagger split dell’Alba Berlino, squadra, come sempre, senza pretese particolari ma capace di giocare un bel basket offensivo ad alto ritmo, come dimostrato dalla pesante lezione di bentornato impartita al Partizan Belgrado.

Come ben è risaputo, il focus principale è sempre quello di non farsi attrarre dai ritmi di gioco dei tedeschi, che risultano un coro molto efficace quando possono giocare nel flusso della transizione. L’Olimpia ha ancora tanto da affinare, nonostante i risultati positivi di inizio stagione, ma vorrà far valere la propria superiorità, soprattutto all’esordio casalingo. E per fare questo dovrà attenzionare la capacità dell’Alba di leggere le scelte difensive. Una dote che ben si traduce nel sopracitato stagger split. È però tempo di entrare nel vivo, e lo facciamo con l’aiuto delle immagini di coach Max Frontini.

Come funziona: lo stagger split dell’Alba Berlino

Un esempio di stagger split dalla partita contro il Partizan

Come è nostra consuetudine, partiamo dal definire ciò di cui stiamo parlando. È bene specificare che lo stagger split consiste in una lettura di una situazione di gioco predefinita, e non in un gioco già predeterminato. Infatti con “split” nella pallacanestro intendiamo un movimento offensivo che voglia “rompere” qualcosa. In questo caso il qualcosa che viene rotto sono i due blocchi consecutivi dello stagger, per motivi che ora analizzeremo meglio.

Abbiamo Tamir Blatt che conduce la palla nella fascia centrale del campo. L’azione inizia con un blocco verticale di uscita immediatamente piazzato da Christ Koumadje per Luke Sikma, che riceve così in guardia sinistra, da dove potrà leggere i blocchi successivi.

Subito dopo aver passato la palla, Blatt sprinta a settare il primo blocco di uno stagger (il secondo è ancora di Koumadje) per Yovel Zoosman, che ha cominciato l’azione nell’angolo destro. Stiamo bene attenti a cosa accade ora. Il difensore di Zoosman gli nega il primo blocco (mettendo quindi il corpo tra bloccato e bloccante). Zoosman legge quindi che lo spazio libero si trova tagliando verso il ferro.

Il difensore di Blatt pensa però di dover fare cambio, e quindi segue lui stesso il numero cinquanta dell’Alba. Koumadje, leggendo la situazione di stagger split, quindi di stagger che è stato interrotto, corre lui a bloccare in diagonale per Blatt (pin down). Il blocco ha, in realtà, la semplice utilità di rallentare il coloseout disperato del difensore, perché il figlio di coach David è già libero per ricevere e mettere a referto tre punti.

Come si batte: lo stagger split dell’Alba Berlino

Come detto, l’Alba Berlino diventa squadra pericolosa se può giocare ad alti ritmi e leggere semplici situazioni di gioco. Per contrastarla bisogna quindi costringerla ad eseguire a metà campo, anche in questa situazione di stagger split.

Innanzitutto, è fondamentale mettere sotto pressione il passatore, soprattutto se si tratta di un computer cestistico come Sikma. Detto questo, l’ipotesi dello split non va rimediata, ma va prevenuta, evitando dunque che si verifichi. Come? Secondo noi, mantenendo degli accoppiamenti dopo il primo blocco.

Evitiamo dunque, come accade nel video, di negare il blocco. Piuttosto selezioniamo tra due scelte differenti: passare in mezzo sul primo per poi inseguire sul secondo se a marcare il playmaker c’è Kevin Pangos (vogliamo evitare mismatch contro esterni stazzati); cambiare aggressivamente quando a giocare da pointguard sarà invece Devon Hall, molto più tosto a livello fisico. Sul secondo blocco conteniamo sempre con il lungo e inseguiamo con l’esterno, tralasciando cambi complicati a inizio azione.

Poi, come sempre, il verdetto spetta al campo.

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