La notte da leoni della Reyer, Efes ko in amichevole

Lele
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Un’amichevole per festeggiare al meglio l’ingresso in una stagione che porta in dote i 150 anni di storia della Reyer Venezia, con una squadra extra-lusso come i turchi dell’Efes di coach Ergin Ataman. I bi-campioni d’Eurolega si presentano al Taliercio con un roster quasi al completo: sono out i “soli” M’Baye e Larkin, uno appena tornato dalla nazionale e l’altro da poco operato, gli oro-granata arrivano imbattuti ma con le assenze di De Nicolao, Spissu e Moraschini. Dopo 40′ combattuti, molto intensi e di azioni di pregevole fattura a spuntarla – a sorpresa – è la squadra di Walter De Raffaele, che mette ko la squadra turca per 85-82 grazie ad una brillante prova di squadra. All’intervallo si era sul 47-42 per i veneti, poi sono scese le percentuali, si è alzata l’intensità difensiva ed è uscito un livello di fisicità davvero importante da entrambe le squadre: se da parte turca era scontato, è stato importante per De Raffaele vedere i suoi giocatori reggere l’urto di kili e centimetri della corazzata del Bosforo.

Reyer-Efes, stati di forma differenti, il racconto della sfida

Stati di forma differenti, motivazioni diverse, ma il test è utile per la Reyer per alzare il livello contro un avversario imponente e per l’Efes per rimettere in gioco i reduci dall’Europeo, ossia Micic e Polonara: per l’azzurro ex Sassari è l’esordio con la maglia della squadra campione d’Europa, per il serbo è un ritorno alla base dopo un’estate vissuta nel limbo tra permanenza e volo oltre-oceano verso la NBA. La squadra lagunare ha grandi motivazioni, grande agonismo, si sbuccia le ginocchia, parte fortissimo; i turchi di Ataman accettano i ritmi altissimi imposti dagli oro-granata e questo non è gradito da coach Ataman, che blocca immediatamente la partita: Micic, Polonara e Clyburn fanno vantaggio ospite, con il serbo che pare in uno stato di forma comunque interessante dopo un Europeo concluso prematuramente. Gli oro-granata hanno un’ulteriore fiammata: tre missili di Bramos in 60″ fanno barcollare l’Efes, che si trova da -1 a -9 in un amen. Ci pensa Beaubois con Clyburn a fare -5 al 20′. Secondo tempo che parte stancamente, errori, mani fredde e partita senza sussulti fino alle giocate firmate da Watt e Granger, con nuova mini-fuga lagunare: la squadra di Ataman non è campione d’Europa a caso e grazie alle prodezze di Clyburn (23 a fine serata) si riporta in linea di galleggiamento nonostante Bramos colpisca ancora da 3. Intensità, errori e infortunio: ci lascia la caviglia un Parks fin lì molto positivo, con De Raffaele che ha tutte le ragioni per preoccuparsi per il futuro. Zizic, Granger, Clyburn, Micic e Freeman, la partita si gioca su questo asse, l’Efes toglie i rifornimenti a Watt e mette in partita il suo nuovo lungo, Freeman con Granger trovano il canestro con azioni personali, Willis accende gli ultimi possessi con una grande schiacciata: alla fine il finale convulso premia la squadra di casa. 85-82 il finale, buone indicazioni per De Raffaele, Efes che ha accettato questa partita come test per inserire Polonara e rimettere Micic: ci sarà sicuramente da rivedere una fase difensiva un po’ pigra. Ma – sappiamo – i campioni escono quando serve.

Bramos+Granger i plus della Reyer, l’Efes ha già un Clyburn stellare

Era amichevole, ma le stelle c’erano tutte o quasi…. quantomeno chi era disponibile per Reyer ed Efes non ha certamente deluso. Gli oro-granata hanno vinto con pieno merito trascinati dalla coppia Granger-Bramos: il play uruguagio è già abbondantemente al comando delle operazioni con la squadra lagunare ed ha messo a referto una prova da 10 punti e ben 13 assistenze, con dei pick&roll stupendi con Watt e Sima. Personalità, lucidità, solidità, esperienza. Bramos – invece – è tornato e si vede: 3 triple in un amen, una schiacciata tonante in testa a Dunston…. se il buongiorno si vede dal mattino gli oro-granata possono gioire per la prova di IronMike. La squadra di Ataman ha messo sull’asse i suoi due uomini chiave ed il pubblico ha gradito: Micic ha giocato in totale controllo affondando non troppo spesso il colpo, tuttavia senza disdegnare assalti al ferro. Per il serbo i punti sono 19. Chi ha impressionato è Clyburn: giocatore stellare e totalitario sui due lati del campo, per l’ex CSKA una prova da miglior marcatore con 23 punti a referto e giocate sublimi in qualsiasi situazione di gioco.

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Lele

Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket
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