La Spagna e la paradossale Reconquista, Eurobasket è rosso iberico!

Jean Claude Mariani
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La dinastia sportiva della Spagna di Scariolo scrive un altro impressionante capitolo della sua storia, alle Furie Rosse l’oro di Eurobasket 2022!

Senza dubbio la formazione che ha espresso la migliore pallacanestro della competizione, che ha incantato costruendo un gruppo vincente con una base di talento e di esperienza inferiore rispetto alle grandissime favorite della vigilia e che sale meritoriamente sul gradino più alto del podio, concludendo con un’affermazione netta sulla Francia la manifestazione di Berlino (88-76).

Spagna campione d'Europa - Eurodevotion

Gli uomini di Collet mettono ancora una volta a nudo i difetti che hanno costellato un percorso tenuto in piedi dalla grandissima qualità e saldezza d’animo dei componenti del roster transalpino, stavolta sono però crollati di fronte ai ragazzi terribili di Scariolo, che hanno doppiato gli avversari in termini di voglia di vincere e di organizzazione di squadra.

La festa della Roja è così scoppiata nel cuore della Mercedes-Benz Arena di Berlino.

Un altro pezzo di storia è scritto. Eurodevotion lo racconta a modo suo, nel classico stile di racconto che ripercorrerà minuziosamente una serata di grande basket.

La grande pallacanestro di Don Sergio

La vittoria della Spagna poggia le sue solide basi su una squadra che si sa muovere davvero benissimo sul campo da basket, in un misto di applicazione ed estro nel mettere in pratica le genialità del suo allenatore.

Il risultato finale è stato consolidato con una coriacea resistenza nel finale, ma è stato conseguenza segue un travolgente primo tempo. Un movimento di uomini incessante, che ha garantito grande fluidità offensiva, unito ad un’ottima capacità di entrare velocemente nei giochi. La manovra, molto ben organizzata, si muove e si sviluppa con pazienza ed armonia e riesce spesso a trovare il punto debole della retroguardia francese.

La fase difensiva è davvero godibilissima, con un’applicazione di squadra davvero rara. La difesa sul pick and roll è esiziale, concretizzandosi in una clamorosa collaborazione tra i due compagni coinvolti, un costante recupero del difensore sulla palla, degli show aggressivi che hanno in forte difficoltà la visione degli handler e perfino una buonissima attitudine sui cambi.

La grande attenzione sui passaggi d’innesco della manovra francese ha prodotto una ridotta efficacia della dimensione interna offensiva francese, – soltanto 25 tentativi da due a fronte di una media di 36 a gara – un’area del gioco che era importantissimo controllare e in cui la Spagna non ha sofferto, nemmeno nella lotta a rimbalzo (28-27 per i bleus).

Infine, l’attacco alla zona e la difesa a zona, due facce di una medaglia che esprime la superiorità di stanotte di Madrid su Parigi. Lucida la risposta iberica alla 3-2 francese, con l’ottima interpretazione del post alto di Garuba, fiaccante l’effetto dell’uso in più brani della gara della tipica 3-2 spagnola, che ha in più di un caso mandato fuori giri le offensive transalpine.

L’oro di oggi è la più limpida dimostrazione di meritocrazia: che gran basket!

Francia, medaglia e rimpianti

Parlare di Argento europeo come un fallimento sarebbe probabilmente ingeneroso, soprattutto per una selezione che continua da anni a fare risultati importantissimi in tutte le manifestazioni internazionali.

Detto questo, è chiaro a tutti che con i grandissimi atleti a disposizione, i bleus non abbiano per niente espresso il proprio potenziale tecnico. Tutti i nodi di venti giorni di pallacanestro altalenante sono venuti al pettine (e che pettine, quello sopraffino di Scariolo!).

Limiti offensivi, pause di gioco prolungate e soluzioni tattiche non sempre all’altezza della situazione hanno colpito ancora una volta in profondità le ambizioni dei transalpini.

La cura del pallone è stata ancora una volta coltivata con immensa fatica, come dimostrano le 19 palle perse, un fil rouge di tutti i momenti negativi dei galletti in questo torneo. Annebbiati da una gran difesa delle furie rosse sugli handler soprattutto nel primo tempo, hanno regalato in quel frangente ben 22 punti – solo per palloni colpevolmente gettati al vento – ai rivali.

I blackout e la confusione tattica sono invece ottimamente riassunti nel momento del secondo quarto in cui Collet ha compiuto un vero e proprio suicidio con la mossa di inserire contemporaneamente Poirier e Gobert, contro il frount-court dinamicissimo della Spagna Juancho-Garuba.

Oltre a tutti i grattacapi difensivi, non è corrisposto nessun vantaggio offensivo rilevante. Nessuna ricezione profonda, nessuna supremazia a rimbalzo.

Dopo i primi segnali di grave sofferenza quindi, il tentativo di una goffissima 3-2 non ha tamponato i danni, anzi ha continuato ad esaltare uno show di Hernangomez, che ha seminato il panico nella retroguardia transalpina. Si è aperto così un momento di rottura prolungata che ha sepolto la Francia sotto uno svantaggio che nei fatti non ha più riuscito a ripianare.

La reazione tra fine secondo e terzo quarto è stata gagliarda, di pressione alzata sulla palla e di determinazione, di guizzi degli esterni, ma mai sufficientemente sistematica per ribaltare il corposo dominio giallorosso della prima parte di gara.

Di occasioni ce ne saranno altre in futuro per potersi togliere le più grandi soddisfazioni, con i tantissimi atleti che affolleranno per talento le schiere della Francia, tuttavia sarà necessario un approccio radicalmente diverso per essere altezza delle proprie, sconfinate, ambizioni.

La Reconquista spagnola (di ciò che non è mai stato perso)

Circa un anno fa, dopo la sconfitta iberica ai quarti delle Olimpiadi per mano di Team USA, celebravamo una generazione di talenti immensi che abdicava e ipotizzavamo di aggiornarci a Parigi 2024 per ipotizzare una Roja di nuovo compiutamente ai più alti livelli. Un’ipotetica Spagna del futuro, che avesse sviluppato i propri talenti, maturato le proprie certezze e fosse tornata alle luci della ribalta.

La consapevolezza di oggi – e non solo di oggi, ma di un torneo intero – è un pensiero laconico, che ci si impone all’intelletto con una chiarezza disarmante. Il futuro è già adesso.

Dall’allarme sul “momento più difficile degli ultimi 15 anni” lanciato da Scariolo a 20 giorni dalla manifestazione oggi conclusa, la Spagna ha attuato la sua operazione di Reconquista nei confronti del proprio status di gigante del basket internazionale.

Status che, di fatto, non aveva però mai perso. Soltanto un movimento estremamente virtuoso, tantissime idee e una straordinaria competenza possono consentire tutto questo, ai livelli che abbiamo visto. Una realtà speciale, una terra di basket come poche ne esistono.

Minimo comun denominatore un senatore pazzesco come Rudy Fernandez, reduce di innumerevoli spedizioni, tra cui proprio quella sopra citata di Tokyo, e ancora una volta decisivo, ma sono davvero tanti i volti incredibili che hanno animato questa cavalcata.

Eurobasket si è tinto di un rosso iberico. Quello vermiglio del volto di Scariolo, condottiero sempre concentratissimo nella battaglia e ormai Rex Catholicissimus dello sport spagnolo. Quello purpureo che tratteggia la nobiltà di un talento come quello di Juancho Hernangomez, autore di una prova stellare di vera onnipotenza cestistica (27 punti con 7/9 dall’arco).

Quello sanguigno di un Garuba preziosissimo nelle letture e mostruoso per le sue abilità difensive, in particolare vista la sua straordinaria interpretazione dei cambi difensivi, qualcosa di spettacolare.

Quello scarlatto che distingue l’ardere delle fiamme, del fuoco offensivo iberico, che Lorenzo Brown ha saputo così bene rintuzzare, con una prova non così pulita al tiro, ma molto concreta in regia (11 assist) e decisiva nelle giocate finali. Quello cremisi dello sprizzante sorriso di Willy Hernangomez, MVP della competizione e decisivo baluardo sotto canestro per le furie rosse.

Infine, quindi, quello luccicante, rubino, dei tanti altri più giovani che hanno contribuito oggi e che presto potranno contribuire, che rappresenta i gioielli preziosi che il basket spagnolo sforna e continuerà a sfornare. Brillanti, abbaglianti, come l’oro che stasera è tutto della Spagna!

Photo credit: fiba.basketball

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