Il volo azzurro si ferma nel cielo di Berlino, la Francia di Heurtel in semifinale

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Francia in semifinale dopo una battaglia chiusa al supplementare. Grande delusione azzurra ma oggi c’è la certezza di una squadra vera con alle spalle qualche giovane di valore.

La grande bellezza del basket è quasi sempre crudele.

E così è Berlino, capolinea dell’avventura azzurra ad Eurobasket 2022.

Vince la Francia 93-85, giocando sempre male come da inizio torneo, perde un Italia che ha cuore ma che non riesce a tagliare il traguardo quando pareva veramente ad un passo.

L’inizio è abbastanza drammatico per gli azzurri. La Francia mette tutto, l’Italia nulla.

Gobert, temutissimo, non è un fattore in termini di numeri ma lo diventa in fase di creazione di spazi.

8/11 da tre per i transalpini: miracolo sì, ma molti sono buoni tiri, più per errori della difesa che per meriti dell’attacco.

Il punteggio è un elastico tra la doppia cifra con cui flirtano i galletti e quei 5-6 punti di scarto che gli uomini di Pozzecco raggiungono diverse volte.

Il problema italiano è che l’unica arma offensiva si chiama Fontecchio: a parte due triple di Datome, che regala due punti anche a Melli con un cioccolatino figlio di un angolo di passaggio cercato e trovato con modi principeschi, il resto è poco o nulla. Tonut in grandissima difficoltà: 12’07” da 0/5 e -9 di plus/minus, ma soprattutto troppi tentennamenti e l’incapacità di incidere. Avere un Coach come Pozzecco in questo caso potrebbe aiutare, col suo carico di fiducia che non manca mai soprattutto nelle difficoltà.

27-20 il primo quarto, 11-11 i secondi 10′, veramente brutti da qualsiasi punto di vista.

I numeri sono abbastanza contraddittori, se non strani ed incomprensibili, un po’ come quelli che accompagnavano l’attesa della gara.

11 perse francesi, a volte inquietanti, a volte figlie di un attacco che non produce nulla per troppo tempo nei possessi. Leggera superiorità transalpina a rimbalzo, ma poco significativa anche perchè derivante da un pessimo 12/36 azzurro che garantisce 17 carambole difensive.

1 tiro libero francese e 3 italiani, se non bastassero le stranezze di cui sopra.

Il 9/16 dall’arco degli uomini di Collet è clamoroso (è stato anche 8/11) e francamente stupisce che lo score dica solo 38-31 quando gli avversari tirano il 33%.

Per Gobert siamo alle solite: 6 punti e 5 rimbalzi, nulla di stratosferico, ma la sua presenza fa paura spesso. Che poi l’attacco francese lo coinvolga ogni volta che cambia l’inquilino in Vaticano è una realtà e lo è da inizio torneo.

La realtà dice che dei 31 punti italiani, 23 vengono da Fontecchio (11) e Datome (6) ai quali si aggiunge Spissu (6). Melli 2 punti con soli 3 tiri, ma se la difesa regge è solo merito suo, visto che ci mette una pezza più volte sugli errori dei compagni.

E’ storia nota nel basket: se sei sotto di 7 tirando malissimo e con gli avversari che mettono tutto dall’arco hai più di una chance. Ma vale pure il contrario: se sei avanti di 7 gettando alle ortiche 10 palloni dei quali almeno 5 da minibasket, allora non puoi che migliorare.

Fiducia si diceva? Eccola, quasi scontata. Tonut cavalcato finalmente segna, ma poi sono altri errori, questa volta almeno figli di una certa attività. L’impatto resta molto insufficiente.

E scontata è anche un’idiozia di Gobert, che non può mancare mai ed arriva sotto forma di un colpo di un’inutilità totale a Melli.

Dopo il nulla di Poirier, nemmeno troppo colpa sua, ecco l’esordio di Fall, che dà riposo a Gobert.

Melli e Datome, i soliti. Italia a meno uno dopo una serie di giocate (Nik sui due lati del campo) dei due campioni. Non è un caso, queste sono le gare dei campion e per i campioni. Poi arriva il terzo fallo per il ministro della difesa azzurro: bella tegola.

L’ennesima persa francese, ancora una volta da basket di infimo livello, dà il la al parziale azzurro: 10-0 con Mannion giustamente aggressivo.

E’ cambiato tutto, la partita ora è nelle mani italiane. Perchè Collet insista su Fall non lo capisce nessuno: -11 in 5’16” per il gigante dell’Asvel. Poirier è strada impercorribile? Pazzesco a questo livello.

E’ il solito blackout francese, tutta roba già vista in questo torneo. La responsabilità tecnica è lampante. Le perse sono 16 al 34′ quando si vede in campo Okobo.

Heurtel batte due colpi (tripla e assist) e si torna a contatto: 64-61 Italia.

Spissu (3/4 al momento) da tre, replica ancora di un indemoniato Heurtel e poi canestro fantascientifico di Fontecchio da otto metri sulla sirena dei 24″.

Inizia a succedere un po’ di tutto, compreso un Melli che rischia seriamente il quinto fallo ostacolando una schiacciata di Gobert.

Fontecchio, ancora Fontecchio, sempre Fontecchio! Altro capolavoro da tre e +7 a 2’15”.

Gli ultimi due minuti sono la sintesi della bellezza crudele di questo sport meraviglioso: i due liberi di Fontecchio, straordinario dal primo minuto di Eurobasket, si spengono sul ferro e non danno un +4 che sarebbe stato decisivo. Ancora Huertel ed è supplementare, dopo l’errore in penetrazione sempre del nuovo giocatore dei Jazz.

OT che inizia con le prevedibilissime difficoltà azzurre perchè l’occasione ghiottissima non si cancella in un amen. Ma questa è una squadra vera, reagisce, torna a contatto ma poi è la prova monumentale di Thomas Heurtel a portare i transalpini in semifinale. Bene anche Yabusele, Tarpey e Luwawu-Cabarrot.

Si potrebbe scrivere un libro su Spissu, Melli, Fontecchio e tanti altri protagonisti splendidi. Ci sarà tempo per le analisi più approfondite, ora resta la grande delusione italiana ed una Francia che va a giocare per le medaglie dopo aver offerto una cifra cestistica molto bassa. Non dovesse bastare quanto già descritto vale chiudere con il nome di Terry Tarpey: +18 con lui in campo, seduto quando la squadra squadra sembrava andare a picco.

Una certezza però rimane: la Nazionale italiana oggi c’è e può guardare al futuro con serenità e convinzione. Grazie a Meo che ha costruito questa mentalità sino a giugno e ad un gruppo di ragazzi che è proprio squadra vera. Dietro ci sono giocatori assai interessanti su cui proseguire il lavoro e questo non accadeva da anni.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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