Serbia-Finlandia: no game a Praga, i serbi chiudono la gara nel secondo quarto

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Serbia-Finlandia è la prosecuzione del cammino imperterrito degli uomini di Svetislav Pesic verso la vittoria del girone. Un primo posto che sembra quanto di più ci possa essere di scontato in questo Eurobasket; poi tutto il resto è molto più opinabile.

La Finlandia aveva fatto buone impressioni per il gioco espresso nelle prime partite e si pensava potesse opporre qualche resistenza contro la Serbia. La resistenza è durata forse nemmeno un quarto, poi la partita è finita in un amen.

Il risultato finale è un rotondo 100-70 per la Serbia. Agile e in scioltezza.

Serbia-Finlandia dura un quarto, poi è garbage time

La Finlandia parte bene, buone giocate, intensità giusta e canestri che entrano. Si porta anche in vantaggio e allunga di qualche lunghezza. Poi i tiri iniziano a entrare con meno frequenza; alla Serbia basta alzare di poco il voltaggio dell’intensità e così avviene sorpasso e allungo balcanico che è già pietra tombale sul match.

Ad inizio secondo quarto la gara, obiettivamente, è già finita. Lo dice anche il linguaggio del corpo dei giocatori. I serbi mettono tra loro e gli avversari 20 punti di distanza e si limitano a controllare così il risultato, portando quel disavanzo a 30 lunghezze finali.

La squadra di Pesic, tuttavia, è brava a non staccare completamente la testa dalla partita: uscire mentalmente dal campo con tre quarti da giocare, anche se con 20 punti di vantaggio, potrebbe essere molto pericoloso. Tutto questo Jokic e compagni lo sanno; non sono quasi tutti campioni a caso.

E quindi continuano a giocare con intensità e lucidità, semplicemente divertendosi, abbassando la soglia dello scontro fisico e limitandosi ad amministrare per evitare anche ogni sorta di infortunio.

Serbia-Finlandia

Markkanen è l’unico sussulto dei finlandesi

Come abbiamo detto le prime uscite in questo europeo della Finlandia sono state molto interessanti. Caratterizzate da una più che buona pallacanestro che ha sopperito al limitato talento presente a roster.

Questa sera, seppure l’avversario era improponibile, le cose buone viste nelle gare precedenti si sono viste poco. Anzi, quasi non si sono viste. Probabilmente davanti c’era una squadra troppo grande.

Tuttavia l’atteggiamento finlandese è parso troppo arrendevole. Già dalla doppia cifra di svantaggio la squadra baltica ha iniziato palesemente a tirare i remi in barca allentando la pressione difensiva e facendosi sentire molto di meno a livello fisico. Francamente certe difese finlandesi sono state inaccettabili con alcuni avversari lasciati completamente liberi di concludere a canestro.

Può essere che sia semplice strategia. La Finlandia sa che non si gioca le sue possibilità di qualificazione agli ottavi contro i serbi: nel girone D la squadra di Pesic fa uno sport a parte. E allora, visto già un largo disavanzo, la squadra di Lassi Tuovi può aver deciso di non sprecare energie per risparmiarle in vista delle altre sfide del girone che saranno molto più importanti.

A livello offensivo l’unico che ci ha provato è stato Lauri Markkanen. Il giocatore da poco approdato agli Utah Jazz ha prodotto 18 punti, 7 rimbalzi e 5 assist. Tuttavia questa sera era completamente solo.

Si attendono segnali molto diversi dalla Finlandia già dalla prossima gara.

Il quintetto obiettivamente fenomenale della Serbia

Pensandoci bene sembra evidente: il quintetto della Serbia è il più forte e talentuoso di questa edizione di Eurobasket. Senza contare poi che in panchina ci sono giocatori come Guduric e Jaramaz, e che ancora Nikola Milutinov (uno che fa tutta la differenza del mondo) è indisponibile.

Un quintetto formato da Micic, Nedovic, Kalinic, Lucic e Jokic è roba da strabuzzarsi gli occhi. Non lo scopriamo ora, ma ogni volta pensarci fa un certo effetto.

Ci sono un pluri-MVP NBA, un pluri-MVP di Eurolega e tre giocatori di altissima Eurolega. Difficile fare di meglio onestamente. La cosa interessante, poi, è che sono giocatori che s’incastrano tutti molto bene fra di loro. La sintonia che hanno dimostrato e dimostrano i giocatori serbi in campo è sorprendente: si cercano e si trovano benissimo.

Poi quando hai tutto quel talento le soluzioni sono infinite. In attacco si può fare di tutto: sono cinque giocatori di primo livello in fase offensiva con dei picchi di talento allucinante. La cosa sconfortante per gli avversari, poi, è che avere insieme in quintetto due super difensori come Kalinic e Lucic, con la loro versatilità, è una grossa grana da risolvere.

Quello che si sta rivelando vincente, poi, è la coralità del loro gioco: un gioco che è parso scevro da spiccati egoismi, cosa affatto scontato in un roster di questo tipo. La qualità del gioco non può che giovarne da una situazione di questo tipo e stasera si è notato. Non è un caso che tutto il quintetto insieme al sesto uomo Guduric è andato in doppia cifra.

Le partite del girone non saranno per la Serbia le sfide più probanti, ma questa, per chi scrive, è la vera favorita. L’unica squadra che, per ora, ha palesato in campo tratti di dominio assoluto.

(Credits photos: FIBA)

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