JORDAN MICKEY: cosa porta alla Virtus Segafredo Bologna

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JORDAN MICKEY

E’ arrivata nel pomeriggio di oggi l’ufficialità dell’acquisto di Jordan Mickey da parte della Virtus Segafredo Bologna, in una giornata sicuramente già molto movimentata per le voci riguardanti Achille Polonara, ed è giunto dunque il momento di analizzare che cosa il giocatore statunitense potrà portare in casa bianconera.

IL RETROSCENA

Le voci che davano il giocatore texano in arrivo a Bologna erano emerse già un mese fa, quando Arale Weisberg di WallaSport aveva twittato del classico done deal tra le due parti.

Da lì in avanti, complice anche un campionato di LBA ancora nella sua fase più calda, una serie di conferme su più fronti che però non avevano mai portato ad un annuncio ufficiale, arrivato appunto solo nella giornata odierna.

Tutti erano certi che Mickey sarebbe stato un nuovo giocatore della Virtus Bologna, ma l’ufficialità tardava ad arrivare, lasciando spazio anche a teorie sicuramente molto fantasiose.

Ora l’ufficialità Mickey-Virtus è arrivata per davvero e dunque possiamo analizzare in maniera più dettagliata il fit del giocatore nella squadra bianconera.

COSA PORTA MICKEY ALLA VIRTUS?

L’elemento più importante che Jordan Mickey aggiungerà all’arsenale di Scariolo è certamente l’avere finalmente quel lungo con spiccate doti offensive che era mancato fino ad ora.

Se guardiamo il pacchetto lunghi di quest’anno infatti, è facile rendersi conto che, per un motivo o per un altro, una delle problematiche dei bianconeri sia stata la poca produzione dei lunghi nei momenti di difficoltà offensiva.

Jaiteh ed Shengelia, che però è più un giocatore all-around, hanno sì avuto partite dove hanno segnato con grande facilità, ma non sono certo quei giocatori che, quando non si riesce a segnare per due o tre minuti filati, tendono a risolvere la situazione e a togliere le castagne dal fuoco.

Mickey è invece un giocatore capace di segnare anche a gioco rotto creandosi il tiro da solo, e questo sarà un aspetto fondamentale in Eurolega, avendone già avuto un “antipasto” quest’anno in finale scudetto con Milano.

In aggiunta, Mickey porta anche quella dose di verticalità, che è un qualcosa di differente dal puro atletismo, e di intimidazione che sicuramente mancava ai Jaiteh, Sampson ed Hervey della situazione, essendo il nativo texano un difensore mediocre sulla palla ma molto efficace nella stoppata in recupero o in aiuto.

Sotto questo punto di vista, Mickey rappresenta un po’ il classico lungo americano che cerca sempre la stoppata e la giocata spettacolare, a volte commettendo anche delle ingenuità, e non si può infatti dire che il QI cestistico sia il suo forte. Ha grande talento, grande istinto, ma certamente pecca ancora in alcune letture, più dietro che davanti.

Detto questo, però, stiamo parlando di un giocatore di alto livello di Eurolega, che ha reso di più quando ha avuto più minutaggio a disposizione, e qui un elemento importante: Mickey arriva, sulla carta, come sostituto di Hervey, ossia il cambio del 4 titolare (Shengelia), ma rispetto a quest’ultimo è più duttile e può ricoprire tranquillamente anche il ruolo di 5 che apre il campo per alcuni minuti, senza soffrire troppo a rimbalzo proprio grazie al suo atletismo.

Il fatto che Mickey possa colpire dalla lunga distanza (36% in questa stagione) farà si che, a mio modo di vedere, egli venga utilizzato anche in coppia con lo stesso Shengelia, che invece certamente non brilla per la precisione dall’arco, dandogli la possibilità di accumulare minuti sul terreno di gioco in due ruoli distinti, in modo da incrementare proprio la sua stessa efficacia.

Ultimo aspetto, questo più psicologico, è che Mickey porterà anche quella faccia tosta che un po’ serve ad una debuttante in Eurolega, dove fisicità e atletismo sono ovviamente più alti, e dove, dunque, avere giocatori che schiacciano invece che appoggiare al tabellone può davvero fare la differenza e dare una scossa emotiva alla squadra qualora ce ne fosse bisogno.

Per concludere, quindi, la Virtus prende un giocatore sicuramente di alta qualità e estremamente versatile, che si addice molto al gioco del suo allenatore. Al campo i responsi effettivi.

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