Tortona rimanda l’Europa: il progetto batte l’entusiasmo del momento

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La Bertram Derthona Tortona non disputerà l’Eurocup nella prossima stagione: la scelta di attenersi a un progetto di crescita costante batte il grande entusiasmo di un’annata superlativa da matricola. Ed è, probabilmente, la decisione giusta.

Una manciata di giorni fa, i rumors guizzavano già incontrollati. Tortona avrebbe chiesto la partecipazione alla prossima stagione di Eurocup. Una prospettiva frizzante e intrigante, da interpretare come il giusto premio e riconoscimento per una società che, già nel suo anno da matricola nella massima serie, ha mostrato di avere ambizioni da vera nuova grande piazza del basket nostrano.

Anche i risultati ottenuti sul campo remavano in quella direzione: fase finale della Supercoppa, finale in Coppa Italia, quarto posto in regular-season e terzo nei playoff, con bandiera bianca alzata soltanto di fronte alla Virtus. A somme fatte, Tortona si è infilata nel gap tra la coppia Virtus-Olimpia e il resto della competizione. E allora chi, se non la Bertram, sarebbe stata più meritevole di una vetrina europea?

La rinuncia di oggi per un progetto più solido in futuro

La rinuncia ufficiale espressa dalle parole del presidente, Marco Picchi, nell’intervista concessa a Matteo Carniglia per Eurodevotion ha smorzato, anzi, rimandato l’entusiasmo. Tortona arriverà in Europa, sì, ma non prima della stagione 2023-24. Perché è vero, il campo ha espresso certi valori e risultati, obiettivamente superiori alle aspettative. Ma, bruciando le tappe del progetto, il rischio di deragliare diventa alto.

Tortona ha scelto di barattare quella stagione di vetrina europea con un anno di consolidamento nel panorama nazionale. Si procede con calma, senza allungare il passo oltre la gamba. La stagione da matricola, affrontata e vissuta con una quantità enorme di entusiasmo, è stata esplosiva. Ma, in questo senso, la Bertram non è l’unico esempio nella storia della nostra pallacanestro, anche recente.

Il prossimo anno, quello in cui si presenterà già alla partenza con i galloni di vera outsider e una pressione molto distante dalla leggerezza sognante degli ultimi mesi, sarà quello che decreterà la solidità, o meno, del progetto di Beniamino Gavio. E allora è lì che si comprenderanno, realmente, le eventuali ambizioni europee. Quando la squadra sarà sedimentata, il sistema di coach Marco Ramondino (fresco di nomina come CT dell’Under 23) messo alla prova in situazioni stressanti, la chimica tra gli interpreti testata oltre il limite.

La doppia faccia dell’Europa: sogno ma anche trappola mortale

Nel basket di oggi, la Coppa è sogno e ambizione. Ma anche trappola mortale. Giocare in Europa in maniera competitiva richiede un roster lungo, sacrifici, meno tempo a disposizione per gli allenamenti e per preparare le partite stesse. Il rischio di passare dall’eccitazione iniziale a una situazione di stanchezza e sfilacciamento della squadra e del gruppo è alto. E le conseguenze si pagano all’interno dei confini nazionali, perdendo terreno e posizioni in campionato. Gli esempi sono lampanti.

La Virtus ha vinto l’Eurocup, vero, ma con un roster che, al completo, le avrebbe probabilmente permesso di disputare una stagione da metà classifica in Eurolega. Milano ha raggiunto i playoff di EL per il secondo anno consecutivo, ma l’appannamento generale nel post Coppa Italia è stato evidentissimo, come già successo nella scorsa stagione. Tolte le due vere e grandi big, le altre italiane, con una strutturazione simile a quella dell’attuale Bertram, hanno sofferto.

Trento ha chiuso sul fondo il suo girone. Venezia ha patito momenti di down marcatissimi, chiudendo una stagione sottodimensionata sia in Europa che in Italia rispetto agli obiettivi iniziali. In BCL, Brindisi e Sassari si sono fermate alla prima fase. E Treviso, dopo un inizio pirotecnico, è collassata rischiando di ritrovarsi invischiata nella lotta retrocessione. Venezia non si è qualificata per la Coppa Italia. Trento, Brindisi e Treviso sono rimaste escluse dai playoff. E le due teste di serie del tabellone restanti sono finite a Brescia (3) e Tortona (4), due squadre ben costruite ma che hanno potuto godere del “vantaggio” di concentrarsi su una singola competizione.

Ben venga, dunque, anche a dispetto di qualche mugugno di delusione iniziale, la scelta della Bertram di non scostarsi dal progetto. Di dare tempo al tempo, perché i frutti maturino con la giusta calma. La strada verso un’Europa competitiva va pavimentata con coscienza. I prossimi mesi ci diranno, realmente, se Tortona sarà pronta a debuttare in Eurocup nel 2023-24. Quando, tra l’altro, sarà pronta la sua vera casa, quella Cittadella dello Sport che si propone di essere fiore all’occhiello del nuovo basket italiano.

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